Hobo with a Shotgun backdrop
Hobo with a Shotgun poster

HOBO WITH A SHOTGUN

2011 โ€ข CA HMDB
maggio 6, 2011

Un vagabondo (Rutger Hauer) decide di saltare da un vagone di un treno merci e di stanziarsi in una nuova città nel tentativo di cambiar radicalmente vita. La nuova città è però una terra infernale, gestita dalle attività criminali e omicide del boss Drake (Brian Downey) e dei suoi due figli assassini, Ivan (Nick Bateman) e Slick (Gregory Smith). Come può il vagabondo riportare la pace e trasformare quella città di anime in pena come zombie? La risposta gli arriva presto dalla vetrina di un negozio, dove sono esposti un tosaerba e un fucile. Il vagabondo sceglie il fucile e inizia la sua opera di bonifica.

Cast

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Troupe

Produzione: Rob Cotterill (Producer)Frank Siracusa (Producer)Niv Fichman (Producer)Paul Gross (Producer)
Sceneggiatura: John Davies (Writer)
Musica: Darius Holbert (Music)Adam Burke (Music)Russ Howard III (Original Music Composer)
Fotografia: Karim Hussain (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli โ€ข
Ad Hope Town regna il degrado e la criminalità, dal momento che a dettar legge è il malvivente Drake e i suoi figli, che tengono in pugno la polizia e organizzano cruenti match all’ultimo sangue in cui gli abitanti della città devono ammazzarsi per il suo divertimento. Un giorno ad Hope Town arriva un vagabondo che finisce ben presto nelle mira di questo clima vessatorio, così, stanco della vita e dei soprusi, l’uomo imbraccia un fucile e insieme alla prostituta Abby che ha appena salvato da una gran brutta fine, comincia a fare giustizia a modo suo: facendo saltare teste marce per le strade della città! Quentin Tarantino è senza dubbio il moderno Re Mida del cinema, infatti, come il mitico sovrano della Frigia, tutto quello che tocca si trasforma in oro, perfino quelle che apparentemente sono operazioni meno fortunate. Come è noto, nel 2007 il regista di “Pulp Fiction” e il suo socio di lunga data Robert Rodriguez hanno avuto la pensata di omaggiare uno dei luoghi chiave della loro formazione cinematografica, le salette grindhouse, cinema di quart'ordine delle periferie urbane statunitensi che mandavano film di terza o quarta visione quando andava bene; film fortemente di genere che spesso venivano accorpati in spettacoli double bill, ovvero 2 al prezzo di 1. Il risultato è stato “Grindhouse”, appunto, un double bill firmato da Tarantino (“A prova di morte”) e Rodriguez (“Planet Terror”) che si rivela per la Dimension dei fratelli Weinstein un sonoro flop commerciale. Eppure... eppure la magia era compiuta e da allora tutta una serie pellicole grindhouse style hanno invaso il mercato, specialmente quello indipendente americano, cercando di richiamare - a partire dalle locandine vintage - tematiche e spensieratezze di certo cinema di serie B anni '60, '70 e '80. Da “Zombie Strippers!” a “Bitch Slap - Le superdotate”, passando per “Hell Ride” e il neo w.i.p. “Stuck”, ne abbiamo viste di belle, ma è anche accaduto che alcuni frammenti dello stesso “Grindhouse” abbiano acquisito vita propria. I film di Tarantino e Rodriguez erano infatti intervallati da fake trailers che simulavano in tutto e per tutto i palinsesti grindhouse e due di questi fake trailers sono divenuti lungometraggi a tutti gli effetti. Di “Machete”, firmato dallo stesso Rodriguez, sappiamo vita, morte e miracoli, ma di “Hobo with a Shotgun” in Italia si sa poco. “Hobo with a Shotgun” è il trailer che risultò vincitore all'SXSW Grindhouse Contest, un concorso indetto da Robert Rodriguez in prossimità dell'uscita nelle sale di “Grindhouse”: il fake trailer che risultasse vincitore sarebbe stato inserito nel DVD del film. Jason Eisener vinse con questa particolare idea del senzatetto giustiziere e il resto è storia nota. Eisener, che fino ad oggi si era fatto notare con il promettente cortometraggio splatter “Treevenge”, costruisce con “Hobo with a Shotgun” un revival del cinema underground d'exploitation anni '80. Assolutamente controindicato ai benpensanti, sporco, cattivo e scorretto all'inverosimile, in cui anche i bambini fanno una gran brutta fine. Se ci soffermiamo a un'analisi di superficie, il film di Eisener è quasi anti-cinema: poco interessato a un iter narrativo convincente e superficiale nella caratterizzazione dei personaggi ma allo stesso tempo altamente intento alla spettacolarizzazione della morte... preferibilmente il più splatter possibile. La fiera del budello, insomma, che il regista immerge in una location degradata che molto ricorda il cult di Michael Muro “Horror in Bowery Street”, anche per la scelta di un senzatetto per protagonista. Ed è proprio il punto di vista di questo senzatetto (e senza nome) a fornire una chiave di lettura al film. Hobo - come gli homeless vengono chiamati in modo dispregiativo nel gergo americano – è un uomo che non ha nulla da perdere e nulla da guadagnare in una vita che gli ha voltato le spalle già da tempo. Questo vagabondo, interpretato da Rutger Hauer in una delle sue migliori performance degli ultimi anni, giunge in un paesino di provincia allo stesso modo di come faceva il cowboy solitario tipico dello spaghetti western. E si sa, quando un uomo senza nome e dall'oscuro passato arriva in un paese senza legge, i guai sono garantiti. Solo che in “Hobo with a Shotgun” il paese non ha legge perchè la polizia è corrotta fino alle ossa e risponde agli ordini di Duke (Brian Downey), il malvagio signorotto che ha gettato il posto nel caos e nella delinquenza, organizzando sadici match in cui i concorrenti muoiono nei modi più atroci. È inutile provare a ristabilire l'ordine con le buone, il vagabondo è costretto ad imbracciare un fucile a pompa e aiutato dalla dolce prostituta Abby (Molly Dunsworth) è pronto a far esplodere più teste marce possibili. In “Hobo with a Shotgun” è possibile leggere una neanche molto velata critica alla società dell'indifferenza, in cui non esiste complicità, non si aiuta il prossimo e si vive nell'anarchia assoluta. Ovviamente l'interesse primario di Eisener è offrire allo spettatore uno spettacolo divertente e scorretto, ricco di ammazzamenti atroci e perennemente sopra le righe. Immerso in quest'atmosfera anni '80, dai colori saturi (possiamo leggere a inizio film dell'utilizzo del Technicolor) e dalle musiche fortemente localizzabili nel periodo reaganiano, “Hobo with a Shotgun” è un'opera votata all'eccesso. Assolutamente irresistibile per chi ama un determinato tipo di cinema, ma allo stesso tempo di facile attaccabilità da chi in certe meccaniche narrative e visive proprio non naviga. Voto arrotondato per eccesso. Visiona il FAKE trailer GRINDHOUSE di HOBO WITH A SHOTGUN
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

John Chard

John Chard

8 /10

Joyous Outrageous Trash.

Hobo with a Shotgun is directed by Jason Eisener and written by John Davies. It stars Rutger Hauer, Brian Downey, Gregory Smith, Molly Dunsworth, Robb Wells and Nick Bateman. Music is by Alexander Rosborough and cinematography by Karim Hussain.

A homeless hobo (Hauer) hitches a freight train lift into Hope Town and finds a city imploding with corruption, violence, drugs and sexual deviance. Initially trying to keep out of the way and get on with his meagre existence, the hobo finally cracks and decides he can no longer sit back and watch such lawlessness. Helping himself to a shotgun from the local pawn shop, hobo goes on a one man killing crusade.

Born out of a trailer that accompanied the original full release of Rodriguez/Tarrantino's Grindhouse venture, Hobo with a Shotgun is horror exploitation made with abundant glee. Blending Death Wish like vigilantism with 70s and 80s styled schlock, Jason Eisener has crafted an utterly tasteless, yet wonderfully entertaining piece of cinema. Violence is broad and completely bloody, as heads are exploded, bodies punctured and characters killed in a series of increasingly strange ways, while the characters that inhabit Hope Town are downright nasty and equally as weird. From bully boy Tom Cruise homage brother bastards Ivan & Slick, to a paedophile Santa Claus, and on to The Plague -two metal suited fetish killers sent to take out the hobo - it's welcome to bizarreville for sure.

It's all driven by a great turn from Hauer, who manages to play it with raw and subtle emotion, even as the rage takes control of him and he deals death as surely as he delivers a memorable line. Around him are a bunch of no mark actors, but this works in the films' favour, the material doesn't need star wattage to drive the motors, besides which, you will undoubtedly come out of the film remembering the characters these actors have played rather than the actors in the garbs.

Shot in suitably lurid Technicolor by Hussain and featuring an on the money score by Rosborough, all the elements for a Grindhouse feature fall into place. This basically does what the title suggests it will, yes it may at times veer towards crassness, and what social comment depth intended gets lost as Eisener gets carried away with the carnage. But under examination this is a whole bunch of fun that's made for adults who remember the movies from a past decade that this homages and parodies with devilish aplomb. 8/10

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