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LA SINDROME DI STENDHAL

La sindrome di Stendhal

1996 IT HMDB
gennaio 26, 1996

Mentre gruppi di visitatori contemplano i quadri al Museo degli Uffizi a Firenze, una ragazza, davanti al "Volo di Icaro" di Bruegel, sviene e cade in stato di allucinazione: soffre della "sindrome di Stendhal", disturbo che si manifesta proprio davanti a opere d'arte particolarmente suggestive. Anna è una poliziotta e sta indagando su una serie di efferati omicidi avvenuti a Roma...

Cast

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Troupe

Produzione: Giuseppe Colombo (Producer)
Sceneggiatura: Franco Ferrini (Writer)Dario Argento (Writer)
Musica: Ennio Morricone (Original Music Composer)
Fotografia: Giuseppe Rotunno (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Marco Castellini
La poliziotta Anna, seguendo le tracce di un serial killer, si ritrova a Firenze. Qui, durante un’indagine negli Uffizi, viene colta da un malore, la cosidetta “Sindrome di Stendhal”, a causa del quale perde i sensi, immaginandosi catapultata nei quadri che stava osservando. L’assassino così riesce facilmente a catturarla ma la ragazza riesce a liberarsi e ad eliminare il pazzo. Il cadavere dell’omicida però scompare e le morti continuano. Chi è il vero colpevole? Questa volta il maestro non è stato all’altezza della sua fama. Nonostante si muovesse nel suo campo prediletto, il thrilling, e nonostante un soggetto e qualche spunto piuttosto originale (come l’idea della “sindrome” della protagonista) il film risulta poco coinvolgente, a tratti noioso ed eccessivamente lento (cosa piuttosto rara per un film di Argento), ma soprattutto (difetto più grave per un giallo) scontato. Infatti il finale, che dovrebbe rappresentare la sorpresa, l’elemento “spiazzante” della storia, è facilmente intuibile già da metà film. Anche Asia Argento questa volta non convince appieno nel complesso ruolo della protagonista. Qualche buon momento si può trovare - dopo tutto c’è sempre il grande Argento dietro la macchina da presa - come ad esempio i viaggi onirici della giovane protagonista all’interno dei quadri o la sequenza in cui l’assassino osserva la poliziotta attraverso un foro nel cranio della sua ultima vittima, ma è davvero troppo poco. Assolutamente perfetti, come sempre, gli effetti speciali curati dallo specialista Stivaletti.Consigliabile solo ai fan più accaniti del regista.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

Wiccaburr

Wiccaburr

8 /10

<I>Great works of art hold great power.</I>

I love this movie. The CGI scene we could do without but this was clever in story and main character.

This is quite rape issue heavily since dealing with a serial rapist in the movie and being raped. The twist and turn are so worth seeing developed and become what becomes an ending that I could see happen.

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