Pumpkinhead backdrop
Pumpkinhead poster

PUMPKINHEAD

1988 US HMDB
giugno 9, 1988

Ed Harley vive tranquillo e spensierato assieme al suo piccolo figlio Billy in uno sperduto e deserto paesino dell’america rurale. I due gestiscono una malandata stazione di servizio che possa fungere come centro di ristoro per tutti i viandanti che, di tanto in tanto, passano di lì. Una mattina, poco dopo l’orario di apertura, giungono sul posto alcuni ragazzi intenzionati a passare un indimenticabile vacanza dilettandosi nel motocross. L’arrivo di quell’esiguo gruppo di ragazzi rappresenterà per il povero Ed l’inizio della fine: il piccolo Billy, infatti, sarà coinvolto in un incidente mortale causato da una moto. Ed Harley, accecato dalla rabbia e dalla disperazione per aver perso l’amato figlio, fa ricorso ad una vecchia signora, che in paese si dice sia una strega, per ottenere vendetta. La vecchia megera risveglierà, per desiderio di Ed, il Pumpkinhead, un mostruoso demone che si metterà immediatamente sulle tracce dei ragazzi per attuare una sanguinosa vendetta.

Cast

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Troupe

Produzione: Howard Smith (Producer)Bill Blake (Producer)Alex De Benedetti (Executive Producer)
Sceneggiatura: Mark Patrick Carducci (Story)Stan Winston (Story)Gary Gerani (Screenplay)Richard Weinman (Story)
Musica: Richard Stone (Original Music Composer)
Fotografia: Bojan Bazelli (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Giuliano Giacomelli
Ed Harley vive tranquillo e spensierato assieme al suo piccolo figlio Billy in uno sperduto e deserto paesino dell’america rurale. I due gestiscono una malandata stazione di servizio che possa fungere come centro di ristoro per tutti i viandanti che, di tanto in tanto, passano di lì. Una mattina, poco dopo l’orario di apertura, giungono sul posto alcuni ragazzi intenzionati a passare un indimenticabile vacanza dilettandosi nel motocross. L’arrivo di quell’esiguo gruppo di ragazzi rappresenterà per il povero Ed l’inizio della fine: il piccolo Billy, infatti, sarà coinvolto in un incidente mortale causato da una moto. Ed Harley, accecato dalla rabbia e dalla disperazione per aver perso l’amato figlio, fa ricorso ad una vecchia signora, che in paese si dice sia una strega, per ottenere vendetta. La vecchia megera risveglierà, per desiderio di Ed, il Pumpkinhead, un mostruoso demone che si metterà immediatamente sulle tracce dei ragazzi per attuare una sanguinosa vendetta. Vivendo negli States, e soprattutto se si segue il mercato cinematografico horror, è impossibile non conoscere, anche solo per sentito dire, Pumpkinhead, il demone che risiede nei campi di zucche e che torna a camminare tra i vivi solo per soddisfare l’ardente desiderio di vendetta di colui che lo ha invocato. In America “Pumpkinhead” è divenuto in breve tempo una delle icone dell’immaginario horror collettivo tanto da riuscire persino ad aggiudicarsi un piccolo spazio tra i più celebri e sanguinari boogeymen del cinema horror post moderno. Il successo e la fama raggiunta da “Pumpkinhead” è stato tale da portare all’adempimento di un cospicuo numero di sequel e la diffusione di svariati gadget dedicati proprio al demone delle zucche. Cosa strana, però, malgrado il notevole successo ottenuto in patria, la saga di “Pumpkinhead” risulta quasi totalmente sconosciuta nel nostro Paese e alcuni capitoli, per di più, non sono neanche mai stati editati (ulteriore conferma che in Italia non vi è alcun tipo di rispetto e attenzione nei confronti del genere horror). Realizzato per mano di Stan Winston nel 1989, “Pumpkinhead” è un piccolo gioiello nel suo genere che avrebbe senza ombra di dubbio meritato il medesimo successo ottenuto in patria anche nel nostro Paese. Con “Pumpkinhead” ci troviamo di fronte un horror particolare poiché, malgrado l’estrema semplicità di fondo, riesce a mettere su un teatrino capace di soddisfare qualunque tipo di palato: sia lo spettatore occasionale, desideroso solo di un cruento spettacolo capace di divertire e intrattenere; sia lo spettatore dal palato più fino che cerca qualche cosa di più sofisticato rispetto al solito film dell’orrore. I primi saranno senza dubbio alcuno accontentati poiché il film in questione offre spunti estremamente goliardici per un fanatico dell’horror e trasmette, in maniera del tutto singolare, il fascino del suo tempo, l’indiscusso fascino degli anni ’80. I secondi anche avranno modo di trovare materiale “interessante” poiché il film riesce a condire, nel migliore dei modi, un tipico b-movie anni ’80 con tematiche profonde e ottimamente analizzate; è il caso, questo, dell’intenso, quasi commovente, rapporto padre-figlio che viene messo su nei primi minuti del film e che sarà, di conseguenza, il cardine dell’intera narrazione nonché il motore che porterà all’accensione del desiderio di vendetta. L’amore paterno che Ed Harley ha nei confronti del proprio figlio viene analizzato e trattato in maniera assai efficace e incisiva, sorretta per di più da una magistrale interpretazione del “leggendario” Lance Henriksen (probabilmente alla sua migliore performance). Il film riesce così a trascinare lo spettatore in un perfetto rapporto empatico con i personaggi (padre e figlio), tanto che si tenderà a “tifare” per il povero Ed sia nel momento in cui riveste il ruolo di vittima, sia quando si trasformerà in carnefice e vorrà soddisfare l’irrefrenabile desiderio di vendetta evocando il Pumpkinhead. Ma il vero punto di forza del film sta, senza dubbio alcuno, nella magistrale resa estetica del demone delle zucche. Il Pumpkinhead, infatti, si avvale di un make-up talmente curato e dettagliato da risultare estremamente realistico e inquietante; forse c’era da aspettarselo un risultato tanto strabiliante dato che il regista Stan Winston, più famoso nel reparto dedicato agli effetti speciali che non alla regia, è colui che ha curato gli effetti speciali in film dello spessore di “Aliens - Scontro Finale” e “Terminator 2: Il giorno del giudizio”. In conclusione “Pumpkinhead” è una piccola chicca per il genere horror; un gustosissimo b-movie anni ’80 capace, grazie alla maestria con cui è stato realizzato, di soddisfare qualsiasi palato horrorofilo. Peccato che in Italia non abbia riscosso la giusta fama tanto che, al momento, risulta persino irreperibile sul nostro mercato. Speriamo in una futura distribuzione e riscoperta di questa pellicola. Assolutamente da vedere.
👍 👎 🔥 🧻 👑

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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (2)

Gimly

Gimly

6 /10

SFX guru Stan Winston helms this movie, and it is the special effects of Pumpkinhead that most stand out. For those alone, it is worth watching, however, it never reached the heights of horror franchises born of the same era. Still, a shining example of fantasy horror that I was thrilled to revisit.

Final rating:★★★ - I liked it. Would personally recommend you give it a go.

Filipe Manuel Neto

Filipe Manuel Neto

5 /10

An honest, committed and well-made low-budget film that delivers what it promises and doesn't leave us dissatisfied.

I just saw this movie, which is currently considered a cult classic and an example of what you want from a low-budget movie. In fact, I understand the motivations of those who say this: the film is not good, it is not one of those films that I feel I will want to review a lot, however it is effective and gives us what it promises, in an honest way.

The script also has its originality, although it is scarce and only sustains a feature film thanks to the ability of the director, the "newbie" Stan Winston, to stretch it, albeit at the expense of a slower pace, which he tried to take advantage of to create Suspense: Set in an isolated rural area, the film is an insane revenge story, in which a man decides to turn to an evil witch after having his young son killed in an accident by a group of unconscious teenagers.

The actors are, for me, illustrious strangers. However, I really liked the performance of Lance Henrikssen, who is the only actor here to maintain a dramatic posture, to have charisma and to develop a more professional and mature work. In addition to giving life to the anguished father, he also gave life and body to the monster, who is the true protagonist of this film. The film also has several other actors, most of them quite young and with little experience.

On a technical level, I would like to highlight, first of all, the painstaking and time-consuming work of characterizing Henrikssen whenever he brought the monster to life. I can only imagine all the time spent each time the actor had to masquerade like that, and that disguise was excellent in itself, truly frightening and detailed. The filming work and cinematography seemed to be regular, the sets were well executed and the visual, special and sound effects are well done, especially considering the reduced budget of the production. The soundtrack also proved to be effective, albeit forgettable.

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