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Colony: Yeon Sang-ho torna agli zombie dieci anni dopo Train to Busan immagine di copertina

Colony: Yeon Sang-ho torna agli zombie dieci anni dopo Train to Busan

A dieci anni da Train to Busan, Yeon Sang-ho affronta di nuovo un'epidemia mutante in un thriller claustrofobico ambientato in un centro biotech. Nuova clip ufficiale con infetti che cacciano con l'olfatto, tra corpi fusi e organismi mostruosi. Uscita USA il 28 agosto.

Dieci anni dopo aver ridefinito il cinema di zombie con Train to Busan, il regista coreano Yeon Sang-ho torna al genere con Colony, nuovo horror pandemico che lo riporta in territorio infetti dopo le parentesi sci‑fi e soprannaturali della sua filmografia recente. Il film arriverà nei cinema statunitensi il 28 agosto, distribuito da Well Go USA.

Al centro della storia c’è la professoressa Se‑jeong (Gianna Jun), genetista invitata a una conferenza in un centro di ricerca biotech d’avanguardia. Durante l’evento, un virus a mutazione rapidissima sfugge al controllo e si diffonde tra i presenti, costringendo le autorità a sigillare l’intera struttura. Nel giro di poche ore, l’hub high‑tech diventa una trappola: da una parte un piccolo gruppo di superstiti guidati da Se‑jeong, dall’altra infetti sempre più aggressivi e deformi che pattugliano corridoi e laboratori.

A firmare la sceneggiatura è lo stesso Yeon Sang-ho insieme a Choi Gyu‑seok, suo collaboratore storico. Il cast mette insieme alcuni dei volti più forti della nuova ondata coreana: oltre a Gianna Jun ci sono Koo Kyo‑hwan, Ji Chang‑wook, Shin Hyun‑been, Kim Shin‑rock e Go Soo, chiamati a muoversi tra il survival claustrofobico e il dramma morale che aveva già caratterizzato Train to Busan.

La nuova clip ufficiale pubblicata in vista dell’uscita punta tutto sul body horror e sulla fisicità degli infetti: vediamo zombie che non corrono soltanto, ma cacciano letteralmente con l’olfatto, annusando l’aria alla ricerca delle loro prede. I corpi dei contagiati si fondono in masse informi ricoperte di una sostanza biancastra, con escrescenze e arti che emergono dove non dovrebbero esserci, più vicine a organismi mostruosi da laboratorio che al classico non‑morto romeriano.

L’ambientazione in un centro biotech chiuso ermeticamente permette a Yeon di spingere di nuovo sulla claustrofobia degli spazi, ma con una dimensione scientifica più marcata rispetto al treno di Busan o ai vicoli di Seoul Station. Nei corridoi illuminati al neon di Colony non c’è solo la paura del contagio, ma anche quella di un’umanità che ha giocato troppo con i propri esperimenti, fino a generare una forma di vita che non controlla più.

Dopo Train to Busan, l’animato Seoul Station e il sequel Peninsula, Colony sembra voler riportare lo zombie coreano a un livello di ambizione visiva e concettuale più vicino all’originale del 2016, innestando però suggestioni da horror biotech e da assedio alla The Thing. Se manterrà le promesse di questa prima clip, potrebbe essere uno dei titoli chiave della stagione per chi segue l’evoluzione dell’horror asiatico contemporaneo.

Fonti: dreadcentral.com, fangoria.com

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