Dead Snow backdrop
Dead Snow poster

DEAD SNOW

Død snø

2009 NO HMDB
janvier 9, 2009

Des vacances au ski tournent au cauchemar pour un groupe d'adolescents lorsqu'ils se retrouvent confrontés à une menace inimaginable : des nazis zombies sortis de la glace...

Réalisateurs

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Equipe

Production: Espen Horn (Executive Producer)Magne Ek (Executive Producer)Kjetil Omberg (Executive Producer)Harald Zwart (Executive Producer)Tomas Evjen (Producer)Terje Strømstad (Producer)
Scenario: Tommy Wirkola (Writer)Stig Frode Henriksen (Writer)
Musique: Christian Wibe (Original Music Composer)
Photographie: Matthew Weston (Director of Photography)

CRITIQUES (1)

Roberto Giacomelli
Un gruppetto di amici, accomunati dal fatto di frequentare tutti la facoltà di medicina, si reca in una baita sulle montagne innevate della Norvegia per trascorrere un weekend di spasso e relax. Mentre uno di loro si mette alla ricerca della sua ragazza, che avrebbe dovuto precederli ma della quale non c’è traccia, gli altri si imbattono in un plotone di soldati nazisti zombi tornati dall’aldilà per recuperare uno scrigno pieno di monete d’oro, bottino che avevano racimolato durante i loro atti di sciacallaggio in tempo di guerra e che ora è finito proprio nelle mani dei giovani vacanzieri. I primi minuti di “Dead Snow” non fanno troppo ben sperare, anzi diciamo pure che non invogliano troppo a proseguire con la visione: breve introduzione con biondona in fuga, minacciata nel bosco da non si sa cosa, a cui segue una repentina carrellata sui protagonisti dell’avventura, tretacinquenni che fanno finta di essere poco più che adolescenti che si preparano a far “casino” e tutti i presupposti da slasher visto e rivisto migliaia di volte. Lo spettatore con un minimo di alfabetizzazione al genere può farsi il segno della croce e constatare che anche i norvegesi si sono impantanati stranamente nei cliché da teen-horror tipicamente americano. Ma questa è tutta apparenza, un volontario scimmiottare/citare certo cinema per finire in territori distanti, di divertita e divertente parodia che riesce a vivere di mezzi e idee proprie e che, una volta tanto, non deve abbandonarsi al demenziale per strappare qualche risata splatter. Malgrado la smaccata vena derivativa, Tommy Wirkola riesce a condurre uno spettacolo che sa camminare benissimo con le proprie gambe, uno pseudo slasher che nel momento in cui deve mettere i personaggi faccia a faccia con la minaccia si trasforma in uno zombi movie che mescola con efficacia George Romero, Jean Rollin e Peter Jackson. L’ironia, come si diceva, non è mai grossolana e non prende il sopravvento su storia e azione; alcune gag sono sicuramente facili, a volte cartoonesche (gli intestini dello zombi usati come corda), altre invece risultano più raffinate e intelligenti (lo scontro nazisti vs. eroi con – letteralmente - falce e martello). In generale “Dead Snow” non fa mai ridere, ma piuttosto sorridere, consapevole del fatto che, seppur grottesco, eccessivo e contaminato dalla commedia, si tratta pur sempre di un film dell’orrore, dunque con l’intento primario di spaventare e – in questo caso specifico – disgustare. Le scene splatter sono probabilmente il vero piatto forte di questo film: eccessive, divertenti e ottimamente realizzate. Wirkola ci va già davvero pesante con sangue e frattaglie e riduce i suoi protagonisti e le rispettive nemesi in budini sanguinolenti che vengono maciullati nei più svariati dei modi, dalla classica motosega al gatto delle nevi. E non è un caso, dunque, se uno dei personaggi principali del film indossa la maglietta con su un’immagine del film “Splatters – Gli schizza cervelli”. Un altro pregio di “Dead Snow” è l’imprevedibilità degli eventi. Se la meccanica della storia segue il classico iter che mostra una minaccia senza volto e subito dopo una situazione di quiete-gioia prevedibilmente destinata a infrangersi con una discesa nell’orrore e un faccia a faccia con la morte, è la sorte dei personaggi, in particolare, ad essere stata architettata mischiando le carte in tavola. I caratteri introdotti, tutti più o meno costruiti prendendo ad esempio i classici stereotipi del genere (il tizio belloccio ed eroico, quello ciccione e volgare che vuole fare il simpatico, quello sensibile e intelligente, la bellona oca, quella con la testa sulle spalle, e via dicendo), stavolta non corrispondono a quello che lo spettatore si aspetterebbe da loro. Non tutti si comportano come ci si aspetterebbe che si comportassero e se è il ciccione a concedersi la scena di sesso con la bella del gruppo, vi sfidiamo a indovinare chi è che arriverà vivo fino alla fine del film. Stringi, stringi si tratta comunque di un filmetto, uno di quelli che si gustano al meglio in una serata goliardica tra amici, ma “Dead Snow” riesce comunque ad avere quel “quid” in più che gli permette di differenziarsi dalla massa e di essere ricordato anche a serata goliardica conclusa.
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AVIS DE LA COMMUNAUTÉ (2)

Andres Gomez

4 /10

Just, a complete joke ... but not very funny.

Dark Jedi

7 /10

Given my Scandinavian origin and being a bit of a fan of all kinds of science fiction, fantasy, action and horror movies I of course had to have Dead Snow in my collection. Last Saturday me and my son got around to watch it.

Dead Snow is a pretty classical teenage-group-gets-into-big-mess-with-supernatural-beings kind of horror movie. In this particular case a group of teenagers goes for a hike in the Norwegian mountains where they camp in cabin. Not very original of course but what the heck, it is a zombie horror movie so…

One thing that makes the movie a bit original is that it is not so totally over the top with foul language and insane consumption of all kinds of drugs as the standard Hollywood crap. These teenagers actually behave fairly normally drinking a few beers and having a good time. Well that is until the mysterious stranger, who is in the movie just to set up the mood, shows up and tells his story about a unusually cruel Nazi officer and his men. Of course we all know where things are going from there…

Here the movie starts to follow the usual recipe for these kind of movies. Naturally one of the teenagers needs to take care of some natural needs and separates himself from the rest of the party. Then follows the obligatory boy and girl having sex scene. This time in a old-fashioned Scandinavian “skithus” separated from the actual cabin. Anyone who has ever used one of these (I have and they stink) would know that you have to be pretty horny, drunk or both to have sex in one of those. Anyway, that was one less teenager in the party.

Slowly the zombies become more frequent and the dire situation the party is in becomes more and more evident. As the zombies become more frequent so does the gory sequences and eventually the movie turns more into a comedy than a horror movie. I have to say that the Tommy Wirkola have little to learn from his Hollywood counterparts when it comes to horror movie violence. Body parts, external as well as internal, flies around like there was no tomorrow. Which for most of the characters involved is exactly the way it is.

On the whole this movie was one part classical horror movie and one part comedy and I found it quite entertaining but you have to be into these kinds of movies to feel that way of course.

Avis fournis par TMDB