Videodrome backdrop
Videodrome poster

VIDEODROME

1983 CA HMDB
febbraio 4, 1983

Max Renn (James Woods) è a capo di una piccola stazioncina televisiva specializzata in roba forte e cerca sempre di trovare roba ancora più forte e a poco prezzo per rimpolpare il palinsesto e vincere la graduale assuefazione del pubblico. Uno dei suoi impiegati, Harlan (Peter Dvorsky), riesce ad avere accesso a una stazione televisiva pirata chiamata Videodrome che trasmette film estremi di torture, mutilazioni e cose del genere. Molto interessato, Max vorrebbe quel materiale per la sua televisione e incarica Masha (Lynn Gorman), che abitualmente gli procura i filmati, di scoprire chi ne abbia la proprietà. Masha gli rivela che non si tratta di finzione: sono vere atrocità.

Cast

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Troupe

Produzione: Claude Héroux (Producer)Pierre David (Executive Producer)Victor Solnicki (Executive Producer)
Sceneggiatura: David Cronenberg (Writer)
Musica: Howard Shore (Original Music Composer)
Fotografia: Mark Irwin (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Alessio Gradogna
Max Renn, proprietario di una Tv pornografica via cavo, scopre per caso un'emittente clandestina, che trasmette solo e unicamente sevizie, torture e omicidi. Superando l'iniziale ripugnanza ne rimane affascinato dalla morbosità delle immagini trasmesse, indaga sulla provenienza delle stesse, e finisce gradualmente per comprendere sulla propria pelle come quel segnale televisivo sia in realtà una sorta di tumore che entra nel suo cervello come una droga portandolo, in una parossistica spirale di follia, alla dipendenza e all'omicidio. Uno dei film più complessi di Cronenberg, maestro nel porre in essere i temi cari alla sua poetica (la mutazione del corpo, le escrescenze tumorali che si insinuano nell'essere umano fino a modificarne l'aspetto e i comportamenti) mutuati e ampliati verso una logica post-moderna che pone in essere l'assoluta condanna del mezzo televisivo (che proprio in quel periodo, inizio anni '80, cominciava a penetrare definitivamente nelle coscienze individuali), vera e propria protesi artificiale dei sensi e strumento ipnotico da cui diventa impossibile sottrarsi. La caduta di un bravissimo James Woods verso la follia è per Cronenberg la caduta della razza umana stessa, attratta inesorabilmente dalla violenza e dalla morbosità (come sarà, estremizzandone ulteriormente la significazione, in “Crash”) e incapace di controllare la propria mente. Woods prima inserisce una videocassetta all'interno del proprio corpo, poi entra fisicamente dentro alla televisione (grazie agli ottimi effetti speciali di Rick Baker), e la realtà che lo circonda assume contorni indefiniti e onirici in cui il confine tra moralità e perversione è annullato a vantaggio di un incontrollato voyeurismo che compromette le cellule celebrali dell'uomo portato per natura alla distruzione di sé. Così Cronenberg annuncia con grande anticipo sui tempi i pericoli insiti nell'uso spasmodico del mezzo televisivo, e passati vent'anni non possiamo che affermare che aveva pienamente ragione. La televisione ci divora ad ogni istante, e James Woods in “Videodrome” è solo una delle tante vittime, ingoiato dalla perdita di ogni divisione tra realtà e finzione.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

CinemaSerf

CinemaSerf

6 /10

"Max" (James Woods) runs a television channel that specialises in adult content. Always on the look out for new and more innovative and shocking content, he stumbles upon a brief series of satellite images that tantalise him. It's on a television talk show that he meets "Nicki" (Debbie Harry) who has a penchant for sex with a twist - and that not only turns them both on, but furthers his desire to obtain his newly found (and pretty violent) content for his Channel 83 output. The other guest on that show is the renowned "Prof. Oblivion" (Jack Creley) who prognosticates that one day the reality of television and video will replace the "real" reality. These threads slowly all tie together when "Nicki" decides that she is going to star in this new "Videodrome" enterprise and "Renn" must now reconcile his concern for her safety with his mounting need to acquire the show. This film is surreal and bizarre and yet it's still quite effective at illustrating the most visceral aspects of human nature - sex, venality, lust - even pain; and the visual effects (particularly towards the last fifteen minutes) must have been particularly effective. It's a bit on the sordid side - not that that's necessarily a bad thing, but at times the seaminess of it all is distracting from the more interesting and provocative aspects of the narrative. Time hasn't been very kind to it either, the effects have lost much of their potency now and the acting is mediocre at best. It is well worth a watch, but I'm not sure that will be the case for very much longer.

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