Cut - Il Tagliagole backdrop
Cut - Il Tagliagole poster

CUT - IL TAGLIAGOLE

Cut

2000 โ€ข AU HMDB
febbraio 23, 2000

Un gruppo di studenti di un corso di cinematografia decide di terminare un film horror la cui produzione era stata interrotta 20 anni prima a causa dell'omicidio del regista. Anche se ogni successivo tentativo di riprendere la lavorazione si era concluso con la morte delle persone coinvolte, gli studenti tornano nella sperduta regione dove il film era stato girato. Quando le riprese iniziano anche le morti tornano a susseguirsi...

Horror Thriller

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Cast

Troupe

Produzione: Bill Bennett (Producer)Martin Fabinyi (Producer)Gary Hamilton (Executive Producer)Rainer Mockert (Executive Producer)Jennifer Cluff (Producer)Mikael Borglund (Executive Producer)Michael Gudinski (Executive Producer)
Sceneggiatura: Mark Lamprell (Story)Dave Warner (Screenplay)
Musica: Guy Gross (Original Music Composer)
Fotografia: David Foreman (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Marco Castellini

โ€ข
Un gruppo di studenti tenta di terminare un film horror la cui produzione fu interrotta anni prima a causa del misterioso omicidio del regista. Quando però gli studenti ritornano sul misterioso luogo dove furono iniziate le riprese, ritorna a farsi vivo anche il killer... Praticamente non distribuito nelle sale italiane, esce per il mercato home-video questo slasher movie risultato di una co-produzione australiano-statunitense. Purtroppo dopo un buon avvio (piuttosto originale e “violento”) il film va via via perdendosi, abbracciando i soliti cliché delle pellicole di genere per poi perdersi in un finale banale e deludente. Di positivo c’è la presenza di qualche scena splatter (teste amputate, dita mozzate, sgozzamenti); di negativo c’è la scelta di creare un killer che nella prima parte del film ricorda molto il Michael Myers di Halloween (tuta blù, maschera bianca e camminata lenta ed inesorabile) ma che nel finale si “trasforma” in una specie di Freddy Kruger ultimo modello (quello da “Nightmare 4” in poi, per intenderci) che, prima di uccidere le sue vittime, scambia con loro dialoghi a base di battute improbabili. Il folle assassino di “Cut” perciò non riesce ad avere un’identità precisa, risultando poco credibile e, cosa più grave, poco “pauroso” rovinando così l’intero film. Peccato!

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