Insanitarium backdrop
Insanitarium poster

INSANITARIUM

2008 US HMDB
luglio 15, 2008

Un uomo finge di essere pazzo per salvare la sorella da un ricovero in una clinica. Una volta all'interno dell'istituto, i fratelli scoprono che il dottore usa i suoi pazienti come cavie da laboratorio, forzandoli a fare uso di droghe che li trasformano in cannibali psicopatici...

Cast

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Troupe

Produzione: Chris Bender (Producer)Andrew Golov (Producer)Mason Novick (Executive Producer)Larry Schapiro (Producer)J.C. Spink (Producer)Michael J. Zampino (Executive Producer)
Sceneggiatura: Jeff Buhler (Screenplay)
Musica: Paul D'Amour (Original Music Composer)
Fotografia: Robert Hauer (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Lily ha tentato il suicidio e viene ritenuta dai medici pericolosa per se stessa, così viene internata nell’ospedale psichiatrico del Dott. Gianetti. Passano diversi mesi e Jack, fratello di Lily, non è mai riuscito ad incontrare sua sorella; insospettito da questo stato di reclusione eccessiva, il ragazzo decide di fingersi pazzo per farsi internare nell’istituto e capire cosa succede al suo interno. Ben presto Jack scopre che il Dott. Gianetti utilizza i suoi pazienti come cavie per metodi di cura sperimentali e poco ortodossi. Ci si trova in non poca difficoltà nel recensire un prodotto come “Insanitarium”, uno di quei film obiettivamente brutti che però in più di un’occasione riesce a strappare un sorriso di compiacimento. Il filmetto in questione, scritto e diretto dall’esordiente Jeff Buhler, ha il difetto di prendersi dannatamente sul serio, malgrado più di un passaggio narrativo sia talmente ridicolo e in-credibile da far riflettere sulle reali intenzioni dell’autore. Ma andiamo nel particolare. Il protagonista della vicenda è un aitante trentenne, interpretato malamente dall’inadatto Jesse Metcalfe (“Il mio ragazzo è un bastardo”), che per veder chiaro l’oscura attività di una clinica psichiatrica ha la “geniale” idea di fingersi pazzo per farsi internare. Questa cosa succedeva nel primo “Ace Ventura” in modo fin troppo simile, ma l’intento del film con Jim Carrey era tutt’altro che serio, invece Buhler è convintissimo che far comportare in pubblico il suo protagonista palestrato come un demente, e poi farlo agire come Sherlock Holmes in privato, sia una trovata che è possibile prendere seriamente. Bersaglio mancato! Poi, in che modo Jack si fa internare nella clinica di Gianetti? Semplice, dà fuori di matto in un parco pubblico, arriva la polizia e lo porta, guarda caso, proprio in quella clinica privata, dove viene ricoverato immediatamente senza che nessuno si accorga che è il fratello di un’altra paziente. Credibile tutto ciò? Secondo bersaglio mancato! Arrivato, dunque, solo all’incipit lo spettatore è già spinto a premere il tasto STOP sul telecomando del lettore DVD, e la voglia è ancora maggiore procedendo con la visione, colma di luoghi comuni e trovate poco felici che mettono alla berlina tutto il cinema “da ricovero”, da Jesus Franco a “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, e via con una sarabanda di mad doctors che più mad non si può, infermiere sadiche, matti saggi, matti aggressivi, matte sexy e chi più ne ha, più ne metta. Tutto ciò per quasi un’ora, che a lungo andare riesce anche ad annoiare. Poi l’inaspettato: il film muta, mostra che, pur non avendo molto da dire, può farlo con decenza e senso del divertimento. “Insanitarium” diventa così nella mezz’ora finale un festino dello splatter di qualità, si carica di ritmo e mette in scena anche qualche buona trovata capace di dipingere sul volto dello spettatore un sorriso di compiacimento. Tra pasti cannibalici, mutilazioni varie e perfino una fellatio al “sangue”, ci si sollazza con ettolitri di sciroppo di glucosio e ritmo serrato da survivor, che ricorda a tratti il videogioco “Resident Evil” e per qualche elemento il dittico apocalittico “28 giorni dopo” e “28 settimane dopo”, dai quali plagia qualche motivo strumentale della colonna sonora. Dunque alla fine che fare? Bocciare o promuovere “Insanitarium”? Vista la mancanza di proporzione tra minutaggio salvabile e minutaggio ignobile, nonché il facile etichettamento a biscazziere d.o.c. che il regista si può guadagnare alla prima prova, si propenderebbe per un bel 4 in pagella. Ma visto che i cannibali fuori di testa che strappano viscere a destra e a manca hanno sempre il loro appeal, alziamo un po’ la votazione, sperando che Buhler con la prossima prova possa estinguere i debiti formativi qui guadagnati.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

John Chard

John Chard

6 /10

Derivative yet strangely enjoyable.

Written and directed by Jeff Buhler, it stars Jesse Metcalfe, Kiele Sanchez, Kevin Sussman and Peter Stormare.

After the untimely death of her mother, Lily attempts suicide and is committed to a mental health institution. Her brother, Jack, gets himself committed so as to break his sister out of the facility, but what he finds within those walls is sheer horrifying carnage.

You don't need me to point up all the films that this uses as influences, this is pure and simple a bloody zombie/infected based movie, with some sturdy young and attractive actors trying to survive as they strive to escape the madness! Cast are fine and full of guts, with Stormare let loose by the director to instill the head doctor with mania/ego unbound.

It takes a while to get going, but fans of blood and gore aplenty are well catered for in the second half of film. The setting of an asylum is also a plus (filmed at RFK Memorial Hospital, Hawthorne, California) and with Stormare on mean - mad - overdrive, this is far from bottom of the barrel stuff. 6/10

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