Nine Lives backdrop
Nine Lives poster

NINE LIVES

2002 GB HMDB
agosto 26, 2002

Cast

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Troupe

Produzione: Alexander Green (Executive Producer)Giles Hattersley (Producer)Andrew Green (Producer)Nik Korda (Producer)
Musica: Edward White (Music)
Fotografia: Robin Vidgeon (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Nove ex compagni di scuola si riuniscono in un castello in Scozia per il compleanno di uno di loro. Una bufera di neve interrompe ogni contatto con l’esterno: la linea telefonica è isolata, non c’è campo per i cellulari ed è impossibile utilizzare le automobili in mezzo a quella bufera. Ma la cosa non preoccupa più di tanto i nove amici, intenzionati a passare insieme una bella nottata. Però, dal momento in cui Tom trova un antico libro appartenuto ad un antenato del padrone di casa, i ragazzi cominciano ad essere posseduti da una misteriosa forza che li spinge ad uccidersi a vicenda. Distribuito in Italia per il solo mercato dell’home video e mascherato da “giallo” ( la locandina recita “Il giallo più avvincente dai tempi di Dieci Piccoli Indiani” ), “Nine Lives” è una ghost story, con elementi da slasher movie, risalente al 2002. Il primo commento che passa nella mente dello spettatore non appena ha terminato la visione di questo film è: “inutile”; infatti si tratta di uno sciatto tentativo di aggiungere un tassello alla lunga serie di pellicole che trattano di fantasmi e maledizioni, ma senza il minimo tentativo di creare una pellicola minimamente memorabile, originale o almeno divertente. Per un’ora e venti minuti vediamo interagire sullo schermo un manipolo di ricchi e antipaticissimi ragazzotti dell’Inghilterra “in” che parlano di se stessi, dei loro soldi e si abbandonano, in alcuni casi, a gratuiti quanto risibili pistolotti filosofici. Poi giunge la minaccia e comincia il massacro: un anemico body count in cui non si versa una sola goccia di sangue, né viene creata la minima tensione nello spettatore, che rimane lì, passivo agli eventi che si susseguono stancamente fino ad un finale che lascia nella mente dello spettatore una marea di dubbi, che potrebbero essere tradotti con il termine “buchi di sceneggiatura”. La regia è del giovane esordiente Andrew Green, autore anche della sceneggiatura e produttore; mentre il cast è composto da giovani attori di poco talento, tra cui Rosie Fellner, David Nicolle e Paris Hilton ( già vista in “La Maschera di Cera” ). La scarsa originalità del soggetto però poteva dar vita ad uno spettacolo almeno inquietante, dal momento che si aveva a disposizione una scenografia d’impatto e una storia che poteva elargire brividi a volontà se trattata con giusto mestiere. Oppure si poteva tentare la strada del divertissement per horrormaniaci inserendo qualche sequenza sexy e abbondanti dosi di violenza gratuita; ma si è deciso invece di optare per questa sorta di ibrido slasher/ ghost story di nessun appeal, fallendo miseramente. Evitabile.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

Kamurai

Kamurai

3 /10

Boring watch, won't watch again, and can't recommend.

Despite a minor "ghost effect", there's very little that makes this more than a bunch of people going into hysterics and stabbing each other, or refusing to stab each other, or going on about refusing to stab each other before stabbing one another.

I wanted to like this, but there just isn't much to like here. The characters aren't very enjoyable, with a couple exceptions, so I'm happier to see them die than survive.

When it eventually gets to the final survival group, the resolution is like a slap in the face for making it that far in the movie.

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