Turistas backdrop
Turistas poster

TURISTAS

2006 US HMDB
dicembre 1, 2006

Un autobus malridotto che trasporta locali e turisti si inoltra pericolosamente in una strada tortuosa che attraversa la vegetazione brasiliana, sbanda finendo fuori strada e si ritrova penzolante sul ciglio di un precipizio. Tutti evacuano l'autobus in tempo, appena prima che il vecchio e grosso veicolo scivoli e cada violentemente giù nel burrone...

Cast

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Troupe

Produzione: John Stockwell (Producer)Marc Butan (Producer)Bo Zenga (Producer)Scott Steindorff (Producer)Kent Kubena (Executive Producer)Mark Cuban (Executive Producer)
Sceneggiatura: Michael Arlen Ross (Writer)
Musica: Paul Haslinger (Original Music Composer)
Fotografia: Enrique Chediak (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Luigi Scaramuzzi
Un gruppo di giovani (tre americani, due inglesi e un’australiana) in vacanza in Brasile rimane bloccato in una località sconosciuta dopo che l’autobus su cui viaggiava viene distrutto in un pericoloso incidente stradale. I ragazzi devono attendere alcuni giorni prima dell’arrivo di un nuovo mezzo di trasporto, così decidono di accettare la proposta di Kiko, un ragazzo brasiliano conosciuto nel frattempo, che propone loro un alloggio presso suo zio Zamora. Dopo un lungo e straziante viaggio nella giungla, il gruppo giunge a destinazione ma al posto della prospettata ospitalità riceve un’accoglienza tutt’altro che amichevole… In un momento in cui il cinema horror statunitense ci ha regalato scorpacciate di film ultra violenti come "Non aprite quella porta" e "Le colline hanno gli occhi", sembra improvvisamente che si stia cercando leggermente di cambiare il format del genere in questione. Ultimamente non ci troviamo più solo di fronte assassini che ammazzano perchè lo desidera la propria mente malata, ma ad esseri umani che godono nell'infliggere, prima della morte, feroci e profonde torture verso i propri simili. Questo cambiamento è stato introdotto dall'ormai già famosissimo film di Eli Roth “Hostel”, in questo periodo al cinema con la "Part II", ed è quello che ha cercato di fare (e sono sicuro che lo seguiranno altri registi) anche John Stockwell (Trappola in fondo al mare) con “Turistas” (nelle sale cinematografiche dall’inizio di giugno, malgrado destinato inizialmente solo al mercato home video nel mese di agosto), un horror/thriller di 90 minuti ambientato in Brasile, distribuito dalla Eagle Pictures, con Melissa George (Amityville Horror) e Josh Duhamel (Transformers) come protagonisti. L'elemento chiave realizzato per creare un’ovvia originalità o almeno una diversità nella storia, sta nel modo in cui questa gente infligge le torture ai malcapitati turisti, e cioè in modo medico!! mi spiego meglio, la "forma" è quella medica ma il bisturi viene usato in modo non corretto. Il regista però dopo una sequenza iniziale che per l'appunto dovrebbe (senza far vedere nulla di violento) far capire allo spettatore quello che gli spetta, si dimostrerà sin dalle prime battute di essere più attratto dalle meraviglie di questo continente piuttosto che a dare spessore e ritmo al film, infatti, per i primi 25 minuti non accade nulla, solo le fasi di conoscenza del gruppo in vacanza nel posto in cui si trovano a far festa tra bevande e musiche tipicamente brasiliane. Dopo una lunga notte di baldoria ecco che il gruppo di turisti crolla in terra, e non per stanchezza, ma semplicemente perchè è partita l'imboscata nei loro confronti, infatti, al loro risveglio i ragazzi si rendono conto di essere stati derubati e quindi, come da copione, accettano la proposta di Kiko, un indigeno, che li invita da suo zio nella casa all’intero della foresta. Tutto questo però procede ad un picco di tensione e ritmo pari a zero, dimostrando come il regista riesce a dare il meglio di se, dopo "Trappola in fondo al mare", con le riprese sottomarine ( in questo caso specifico nella sequenza del viaggio per raggiungere la fantomatica abitazione ) dando prova ancora una volta del talento che Stockwell ha per i documentari più che per i thriller. Nel mezzo di tutto questo c'è da aggiungere qualche scena interessante, dove però lo spettatore viene ingannato credendo in un cambio repentino del ritmo e della tensione, ma in realtà continua a non succedere nulla di nulla. Finalmente, dopo 60 minuti, il film tenta di innescare la quarta mostrando come lo zio Zamora cerca di infliggere torture mediche ai malcapitati turisti, riuscendo però nel suo intento solo con una di loro e il resto del gruppo riesce a fuggire dando il via ad inseguimenti a piedi sotto la pioggia e subacquei (tanto per cambiare). Il film è un susseguirsi di alti e bassi - più bassi che alti - e una tensione quasi impalpabile per lo spettatore fino al momento i cui i protagonisti si troveranno a lottare per la sopravvivenza, portando il film a una discreta e quasi originale conclusione. Una copia di Hostel solo riuscita a metà.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

John Chard

John Chard

6 /10

Brazil Nuts!

After their bus crashes while touring in Brazil, a group of young adults find themselves in a world of misery...

Not ever likely to be watched by members of the Brazilian Tourist Board, Turistas (AKA: Paradise Lost) is a whole mixed bag of a movie. Narratively it has been done before, a bunch of pretty types end up coming face to face with criminals and psychopaths in a land they don't know and barely understand.

The build up to the horror elements is slow, and for some horror fans it takes too long. Yet conversely it's good that the makers have afforded time for the characterisations to build, allowing for some humour, some drama and an insight into a multi national group dynamic. You may not much care what happens to them, but at least you know them!

Actually filmed on location in Brazil, there's a lot of mother nature's natural beauty (and her tough terrain at times) on show, all neatly photographed by Enrique Chediak (28 Weeks Later/127 Hours). However, the trump card is the underwater sequences, which are superbly put together, including a thrilling extended chase sequence that lifts the film out of horror/thriller averageville.

There's messages in the mix that valiantly try to make a point, but they get lost as things go a bit cuckoo. Yet there's enough good craft on show, and a horror sequence guaranteed to make you squirm, to make this worth a viewing. It is a good bit better than what some of the hate poured on it suggests, though the caveat is that horror fans should know it only gets into horror territory late in the day. 6/10

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