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IL FIUME DEL GRANDE CAIMANO

Il fiume del grande caimano

1979 ‱ IT HMDB
novembre 3, 1979

In una fitta foresta tropicale, un gigantesco caimano terrorizza gli abitanti del luogo divorando chiunque si avvicini agli argini del fiume. Un gruppo di ricercatori, dopo la scomparsa di una modella, sarà impegnato in una caccia senza tregua per debellare il pericoloso animale.

Cast

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Troupe

Produzione: Luciano Martino (Producer)
Sceneggiatura: Cesare Frugoni (Writer)George Eastman (Story)Sergio Martino (Writer)Ernesto Gastaldi (Writer)Mara Maryl (Writer)
Musica: Stelvio Cipriani (Original Music Composer)
Fotografia: Giancarlo Ferrando (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Giuliano Giacomelli

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In un isola tropicale si decide di costruire un grande complesso alberghiero per attirare turisti da ogni parte del mondo e per civilizzare la popolazione indigena del luogo, i Kuma. L’abile fotografo Daniel e una modella giungono sul luogo per favorire la campagna pubblicitaria della nuova meta turistica chiamata “Paradiso House”. Una notte, la bella modella scompare misteriosamente senza lasciar tracce nelle acque del fiume. Da questo momento in poi, Daniel scoprirà un terribile segreto: le acque del fiume sono abitate da un gigantesco Caimano famelico adorato come un dio dai Kuma, pronto a divorare chiunque invada le acque del suo fiume. “Il fiume del grande caimano” è un Beast-movie all’italiana sicuramente più vicino al genere avventuroso che all’horror. Alla regia torna il buon Sergio Martino, che, nel 1972 si era fatto conoscere agli amanti del thriller-horror all’italiana con “Tutti i colori del buio” e che un anno dopo diresse l’altrettanto celebre thriller-horror “I corpi presentano tracce di violenza carnale”. Oltre a cimentarsi in pellicole a sfondo horror, Martino firmò altre pellicole avventurose come “L’isola degli uomini pesce” (diretto lo stesso anno de “Il fiume del grande caimano”) e molte commedie trash con Lino Banfi come “Cornetti alla crema”e “L’allenatore nel pallone”.. Sergio Martino, oltre a dirigere questa pellicola, si è preso la briga di collaborare anche alla sceneggiatura, che sicuramente rappresenta uno dei punti di forza del film; infatti la pellicola si avvale di una storia ben pensata e coinvolgente, e, anche se a tratti può rimandare a film ben più celebri come “King Kong” ( il caimano venerato dalla popolazione indigena come un dio; la ragazza legata alla zattera e offerta in sacrificio al dio del fiume ecc.) può risultare abbastanza originale e riesce magnificamente ad alternare un primo tempo molto avventuroso ad un secondo tempo ricco di tensione in cui il famelico caimano semina stragi tra gli innocenti turisti giunti lì solo per divertirsi. Inoltre, il film si avvale di ottimi attori come Richard Johnson, comparso in famose pellicole horror come “Zombi 2” e “Gli invasati”, Mel Ferrer, anche lui attore cimentatosi varie volte in pellicole orrorifiche come “L’Anticristo” e “Quel motel vicino alla palude” e Barbara Bach comparsa in “007- La spia che mi amava” e “L’isola degli uomini pesce”. I personaggi, seppur molto stereotipati (l’eroe che deve salvare la situazione, la bella donzella in pericolo, l’avido imprenditore che pensa solo al guadagno) hanno tutti almeno un briciolo di approfondimento psicologico, e la recitazione avvincente riesce tranquillamente a convincere lo spettatore. Ma, nonostante tutto, il film presenta anche diversi punti deboli: il primo si può riscontrare nella realizzazione del caimano, che, a causa dello scarso budget ci appare terribilmente finto, tanto che in molte inquadrature subacquee il grosso caimano appare completamente rigido dimostrando la sua vera natura pupazzosa. Il secondo punto instabile sta nel tasso di gore e splatter. Infatti, questa pellicola, che si sarebbe prestata molto bene a scene truculente, è del tutto esente da scene forti, ma, quando il caimano banchetta con i turisti il tutto si risolve con una banalissima chiazza di sangue nell’acqua e niente di più. In definitiva, “Il fiume del grande caimano”è un buon beast-movie, interessante e coinvolgente, ma che presenta diversi problemi che si sarebbero potuti risolvere con un budget un po’ più elevato. Consigliato soprattutto agli amanti dei Beast-movie e ai nostalgici del vecchio cinema italiano. Merita sicuramente una visione.

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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

Wuchak

Wuchak

6 /10

A monstrous crocogator attacks a resort on Sri Lanka in this Italo rip-off of “Jaws”

An entrepreneur (Mel Ferrer) introduces his new exotic resort off the coast of south-central Asia to a photographer and employee (Claudio Cassinelli & Barbara Bach). When the ‘god’ of the remote river is angered by the intrusion he manifests as a giant alligator and starts killing people, including Natives. Naturally, the local tribe rises up to get rid of the tourists.

“The Great Alligator” (1979) is an Italian production, also known as “The Great Alligator River,” “The Big Alligator River” or merely “Alligator.” It’s an Italo knock-off of “Jaws” (1975) and its immediate copies “Piranha” (1978) and “Grizzly” (1976), albeit with a huge crocogator and a south-central Asian setting. It lacks the finesse of “Jaws” and the amusement of “Piranha,” but it has more pizazz than the bland “Grizzly.” The eccentric score is a highlight, mixing 70’s prog rock, tribal percussions and disco.

Lory Del Santo as Jane is notable as one of the partying tourists; she is featured in two superb shots from behind (you’ll know when you see ’em). There’s also an amusing precocious girl with her mother who’s ready to par-tay. Just don’t look for any semblance of political correctness (which is a good thing).

The movie runs 1 hour, 29 minutes, and was shot in Sri Lanka.

GRADE: B-/C+

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