The Grudge backdrop
The Grudge poster

THE GRUDGE

2004 US HMDB
ottobre 22, 2004

La giovane Karen, in Giappone per uno scambio culturale, accetta di sostituire un'infermiera che non si è presentata al lavoro. Fa così la conoscenza di Emma, un'anziana signora americana in stato catatonico che vive in una casa deserta e in disordine. Mentre accudisce la donna, Karen sente dei rumori provenire dal piano superiore: dovrà vedersela con una serie di orrori scatenati da un episodio accaduto anni prima...

Registi

Cast

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Troupe

Produzione: Sam Raimi (Producer)Robert Tapert (Producer)Carsten H.W. Lorenz (Executive Producer)Nathan Kahane (Executive Producer)Joseph Drake (Executive Producer)Roy Lee (Executive Producer)一瀬隆重 (Producer)Doug Davison (Executive Producer)
Sceneggiatura: Stephen Susco (Writer)清水崇 (Writer)
Musica: Christopher Young (Original Music Composer)
Fotografia: 山本英夫 (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Francesco Mirabelli
Francesco Mirabelli
Karen Davis, una studentessa americana di medicina, si trasferisce in Giappone per uno scambio scolastico. Una volta a Tokio, è chiamata a rimpiazzare un’infermiera che assiste a domicilio una donna anziana, molto malata, che è caduta in un profondo stato catatonico. La ragazza si reca quindi nella casa dell’anziana signora Emma, dove giace ovunque molto disordine. L’incubo ha inizio quando Karen ascolta degli inquietanti frastuoni provenire dal piano superiore e scorge delle strane impronte lasciate in casa da qualcuno che non c’è più… Questo film non è solo il remake di un horror giapponese, ma è il quarto episodio di una lunga serie (che ha come argomento il “rancore”), diretta sempre dallo stesso regista Takashi Shimizu. Si tratta della versione americana di "Ju-On" (film TV giapponese) prodotta da Shimizu nel 2002 assieme al suo sequel, "Ju-On 2", per poi essere “remakerizzata” per il grande schermo nel 2003, ovviamente solo per il mercato occidentale e con più mezzi. La pellicola ha scosso particolarmente l’attenzione del pubblico americano, tanto che l’incasso è stato assolutamente imprevedibile: nella prima settimana di proiezione sono stati registrati ai box office più di 40 milioni di dollari, mentre nel mese di dicembre la somma è notevolmente aumentata a circa 108 milioni di dollari. Lo scopritore del film orientale è nientemeno che Sam Raimi, cineasta di grande valore, che ha incominciato la sua carriera con un’indimenticabile film horror, "The Evil Dead", che può vantare alcune analogie con "Ju-On" per via dell’ambientazione: una casa stregata. I protagonisti di ”The Grudge” sono americani che più americani non si può, capitanati da Sarah Michelle Gellar, famosa protagonista del serial “Buffy” che ha imperversato nelle televisioni di tutto il mondo dal 1996 al 2003. La scelta di tale attrice è evidentemente un tentativo di lanciare il film fra i giovani occidentali. Molte discussioni sono state fatte riguardo la prestazione della Gellar, certamente una buona attrice televisiva ma nulla di più, definita da alcuni scandalosa. Non avendo visto la versione in lingua originale e sapendo quanto un doppiaggio può influenzare la percezione della recitazione sul pubblico italiano, è meglio soprassedere su questo argomento e focalizzarsi piuttosto sull’ambientazione ibrida del film: essendo la storia profondamente giapponese, un’operazione di trapianto completo nel continente americano alla “Ring” non era possibile, quindi si è scelta l’opzione “Erasmus”, contestualizzando la pellicola in un Giappone molto ben popolato da studenti di scambio, in questo caso di medicina, per armonizzarsi alla storia originale che prevedeva l’assistenza a una donna demente. A dire la verità, il numero elevato di studenti americani raggruppati in una cittadina giapponese di provincia è un po’ sospetta. Comunque l’operazione per certi versi ricrea l’atmosfera di isolamento interno vissuta da uno straniero in un paese a lui culturalmente lontano, in altri momenti è invece chiaro che si tratta di un artificio per permettere la narrazione dal punto di vista degli spettatori, che nei film originali non riescono ad immedesimarsi nei protagonisti giapponesi. Non è necessario dilungarsi sulla trama, virtualmente identica a "Ju-On", ma non si può fare a meno di sottolineare alcune incongruenze nel soggetto, che senza troppi spoiler consistono in una situazione non chiara del padre, che non si vede mai in qualità di “fantasma” pur essendo parte integrante anzi motore del dramma, ed il figlio che a volte appare come morto (con il trucco già apprezzato in "Ju-On") ma che in altri contesti appare incomprensibilmente come un bambino vivo ed assolutamente inoffensivo. Nonostante l’impegno generato dalla troupe, questo remake prodotto dal maestro dell’orrore Sam Raimi, non risulta affascinante e terrorizzante quanto l’originale giapponese. Da segnalare inoltre il volgare plagio della scena del cadavere con i capelli neri che si allungano sotto il sudario: scena presa pari pari da "Ring 2", del 1999. Nel complesso comunque il film scorre bene ed offre allo spettatore novello una buona dose di tensione. Se invece la storia è già stata vista, rischia di sembrare noiosa, ripetitiva e patinata, come di solito succede a chi conosce gli originali giapponesi.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

The Movie Diorama

The Movie Diorama

4 /10

The Grudge begrudgingly latches onto croaky jump scares without logical cohesion. This, is an unusual horror to review. It’s rather uncommon for the same director, in this case Takashi Shimizu, to remake his own original film for an entirely different audience. Most would push their original creation onto the masses and convince them, with glorified persuasion, to withstand subtitles and invest the time into the chilling ghost story.

Yet Shimizu thought it would be apt to direct his own film again. Admirable? Yes, it ensured he received total creative control over the studio and producers. Necessary? No. Somehow, by remaking the exact story with essentially the same spine-tingling sequences, Shimizu downgraded the atmospheric aura of ‘Ju-On’, resulting in nothing more than a Japanese ghost boy releasing his inner cat and his ethereal mother croaking the life out of anyone who visits the cursed house. That’s the plot synopsis, right there.

Well, there’s a tad bit more to the mystery, however Shimizu’s insistence on haphazardly fracturing the narrative between present day and the past week consequently confused audiences rather than enthral. There’s no logic behind the structure. No foundational development. And certainly no characterisation. So the abrupt switching back and forth held no purpose, other than to illustrate a host of jumpy death sequences. Some effective apparitional imagery heightened the tension, particularly the surveillance footage sequence and bedroom scene that made me frightened of my own bloody duvet when I was an innocent boy, yet negated by the bland acting from every single actor.

Buffy has no more vampires to slay or Daphne has solved all remaining mysteries (take your pick...), and so she’s left wandering aimlessly around Tokyo with just one facial expression. Confusion. Pullman contributed nothing. And even Kayako herself, Fuji, was grossly misused during moments of tension-raising buildup. The final expositional flashback sequence, revealing to us why the house is now essentially cursed, was rushed and overwrought. Then concluding the entire feature on a frickin’ jump scare that looked cheaper than Kayako’s mascara. By the time the credits roll, you’ll be thinking to yourself “...why are these Americans in Tokyo anyway?”.

I just...don’t understand how Shimizu can make his remake so unprogressive in terms of quality. He had another shot at bettering his original, overcoming previous criticisms, yet failed miserably. I’m open to the idea that The Grudge is a product of its time, comprising of several horror traits that the previous decade had commonly exploited. And I appreciate it stuck to its J-horror roots. But damn, this has not aged well in the slightest. The core is there. I can visibly see the contents. Yet, either due to Shimizu’s inability to improve in directorial control or studio interference, The Grudge growled like a ghoulish kitten instead of exhuming a ghostly lion’s roar. Y’know, because Toshio opens his CGI mouth and a cat noise comes out? Urgh, whatever. Couldn’t think of anything...

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