Salta al contenuto
I creatori di The Blair Witch Project tornano al found footage con The Influencer Project immagine di copertina

I creatori di The Blair Witch Project tornano al found footage con The Influencer Project

Eduardo Sánchez e Gregg Hale tornano alle radici del cinema horror “realistico” con un nuovo film che trasporta la paura dai boschi di Burkittsville al mondo degli influencer, degli smartphone e degli stalker online. The Influencer Project arriverà nei cinema americani il 2 ottobre

Dopo aver contribuito a cambiare per sempre il modo di raccontare l'orrore sul grande schermo con The Blair Witch Project – Il Mistero della Strega di Blair, Eduardo Sánchez e Gregg Hale sono pronti a rimettere mano al linguaggio del found footage. Il loro nuovo progetto si intitola The Influencer Project e, invece di perdersi nei boschi come nel film del 1999, porta l'incubo nell'ambiente iperconnesso dei social network. La notizia è stata rilanciata nelle ultime ore da Fangoria, che ha presentato anche il primo poster del film e annunciato la nuova data di uscita americana: 2 ottobre 2026.

Dalla Blair Witch agli incubi dell'era social

Il collegamento con The Blair Witch Project – Il Mistero della Strega di Blair non è soltanto promozionale. Sánchez e Hale tornano infatti a occuparsi di una storia costruita intorno alla sensazione che ciò che stiamo guardando possa essere realmente accaduto. Al centro di The Influencer Project c'è Chiara King, influencer britannica del settore beauty e fashion, che interpreta una versione romanzata di se stessa. La protagonista parte per Copenaghen insieme a una troupe documentaristica con l'obiettivo di mostrare al pubblico il lato meno patinato della sua vita e del successo sui social.

Il progetto, però, prende rapidamente una direzione molto più inquietante: mentre telecamere e follower seguono costantemente ogni suo movimento, qualcuno inizia a osservare Chiara da una posizione molto meno innocua. La presenza di uno stalker trasforma progressivamente quello che doveva essere un documentario sulla fama online in qualcosa di molto più vicino a una raccolta di prove. È proprio qui che il film sembra voler aggiornare la lezione di Blair Witch: se nel 1999 il terrore nasceva dall'idea di trovare una videocassetta appartenente a persone scomparse, oggi il materiale inquietante potrebbe essere già presente nei nostri telefoni, nei video pubblicati online e nelle immagini che condividiamo ogni giorno.

Un found footage costruito per l'epoca degli influencer

La scelta di Chiara King non è casuale. L'influencer conta infatti oltre un milione di follower su Instagram e una consistente presenza anche su TikTok. The Influencer Project rappresenta inoltre il suo debutto cinematografico. Questa caratteristica potrebbe diventare uno degli elementi più interessanti dell'operazione. Il confine tra persona reale e personaggio viene infatti sfumato ancora prima che inizi il film: il pubblico conosce già l'immagine online di King, mentre la pellicola può giocare proprio sulla difficoltà di distinguere ciò che appartiene alla sua vita pubblica da ciò che è stato costruito per la storia. In altre parole, Sánchez e Hale sembrano aver compreso che il concetto di found footage non deve necessariamente rimanere legato a videocamere traballanti e nastri ritrovati. Nel 2026 il “materiale trovato” può essere un vlog, una diretta, un video verticale, una registrazione del telefono o una serie di contenuti apparentemente innocui.

Dietro la macchina da presa c'è Mike Nybroe

A dirigere The Influencer Project è Mike Nybroe, che con il film firma il suo debutto alla regia di un lungometraggio. La sceneggiatura è stata scritta da Nybroe insieme a Lars Ap e Anders Jon Petersen. La produzione coinvolge Hades Films e la danese Point Neuf, con **Sánchez, Hale, Alex Hertzberg e Ahmet Zappa ** tra i produttori. Le riprese si sono svolte a Copenaghen, una scelta che allontana ulteriormente il progetto dall'immaginario boschivo della Blair Witch, pur mantenendo la stessa idea di fondo: prendere un contesto quotidiano e trasformarlo progressivamente in una trappola. Il cast comprende inoltre Luca Storm, Mike Nybroe, Jazmine Summer e Alexandre Willaume.

“La paura oggi è sempre con te”

Il cuore concettuale del film è probabilmente racchiuso nella riflessione attribuita a Sánchez e Hale durante la presentazione del progetto: trent'anni fa la paura poteva essere rappresentata come una forza soprannaturale nascosta nel bosco; oggi può accompagnarci costantemente attraverso i social media. È una prospettiva particolarmente adatta al found footage. Il genere, infatti, funziona quando riesce a convincere lo spettatore che le immagini non siano semplicemente “cinema”, ma qualcosa che potrebbe essere stato registrato da una persona comune. E quale formato è più vicino alla vita quotidiana contemporanea di un video realizzato con lo smartphone? Da questo punto di vista, The Influencer Project potrebbe rappresentare una sorta di evoluzione naturale della formula sperimentata da The Blair Witch Project. Non più “abbiamo trovato queste videocassette”, ma “questo materiale era già online davanti ai nostri occhi”.

Un ritorno al found footage, ma non alla Blair Witch

È importante sottolineare che The Influencer Project non è un nuovo capitolo della saga di Blair Witch. Sánchez e Hale stanno contemporaneamente lavorando anche al nuovo film della franchise Lionsgate/Blumhouse, nel quale sono coinvolti come produttori esecutivi insieme a Daniel Myrick e ad alcuni interpreti originali. Il progetto di Nybroe è invece una storia autonoma. Ed è forse proprio questo il dettaglio più interessante. Mentre Hollywood sta riportando sul grande schermo The Blair Witch Project – Il Mistero della Strega di Blair con una nuova versione prevista per il 24 settembre 2027, i suoi autori stanno contemporaneamente sperimentando un'altra storia dello stesso linguaggio cinematografico. Quasi come se Sánchez e Hale volessero dimostrare che il found footage non appartiene soltanto alla nostalgia degli anni Novanta.

Perché The Influencer Project potrebbe essere diverso

Il vero interrogativo non è quindi se il film riuscirà a replicare l'effetto di Blair Witch. Sarebbe probabilmente impossibile: il film del 1999 arrivò in un'epoca in cui Internet era ancora abbastanza nuovo da permettere alla campagna promozionale di confondere deliberatamente realtà e finzione. Oggi il pubblico è molto più abituato a contenuti manipolati, ARG, creepypasta e horror costruiti sui social. La sfida sarà un'altra: riuscire a rendere nuovamente inquietante qualcosa che vediamo tutti i giorni. Uno stalker che conosce gli spostamenti della vittima grazie ai social. Una telecamera sempre accesa. Un pubblico che osserva senza capire cosa stia realmente succedendo. La trasformazione della vita privata in contenuto. Sono paure molto meno soprannaturali della Blair Witch, ma proprio per questo potenzialmente più immediate.

Quando uscirà?

Secondo l'annuncio più recente di Fangoria, The Influencer Project arriverà nei cinema statunitensi il 2 ottobre 2026. Il progetto era stato precedentemente associato a una distribuzione americana nel mese di settembre, ma l'aggiornamento dell'11 agosto indica ora il 2 ottobre come data annunciata per l'uscita cinematografica.

Dai boschi del Maryland agli schermi degli smartphone, la formula cambia pelle ma conserva la stessa domanda: quanto può diventare terrificante un'immagine quando smettiamo di essere sicuri che sia soltanto finzione?

👍 👎 🔥 1 🧻 👑 (1)

Commenti

Commenti (0)
Accedi oppure registrati per commentare