A History of Violence backdrop
A History of Violence poster

A HISTORY OF VIOLENCE

2005 DE HMDB
settembre 23, 2005

Tom Stall è il proprietario di un piccolo ristorante in una cittadina di provincia. Conduce una vita normale con la moglie e i figli fin quando un giorno si difende dall'aggressione di due feroci criminali uccidendo entrambi. La sua immagine finisce su tutti i media e spinge Carl Fogarty, un boss della mafia irlandese di Philadelpia ad andarlo a cercare.

Cast

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Troupe

Produzione: Justis Greene (Executive Producer)Kent Alterman (Executive Producer)Toby Emmerich (Executive Producer)J.C. Spink (Producer)Cale Boyter (Executive Producer)Chris Bender (Producer)Josh Braun (Executive Producer)Roger Kass (Executive Producer)
Sceneggiatura: Josh Olson (Screenplay)
Musica: Howard Shore (Original Music Composer)
Fotografia: Peter Suschitzky (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Francesco Chello
Tom Stall ha una vita perfetta. E‘ un uomo tranquillo, vive in una pacifica cittadina americana, gestisce una tavola calda, è benvoluto e rispettato da tutti, ha una bella moglie e due figli. La vita di Tom viene però sconvolta da un terribile avvenimento: un tentativo di rapina finisce con l’uccisione da parte dell’uomo dei due aggressori. Quella che sembrerebbe la fine di un incubo è in realtà solamente l’inizio: l’evento, infatti, sarà l’origine dell’implacabile ritorno di un misterioso passato che sconvolgerà la vita dell’uomo e della sua famiglia.. “A History of Violence” è un film del 2005 diretto dal Maestro David Cronenberg, tratto da una graphic novel di John Wagner e Vince Locke e adattato per il cinema da Josh Olson. Thriller potente, come già il titolo lascia immaginare, dai toni e dalle immagini forti. Il film cattura fin da subito l’attenzione dello spettatore, grazie al mistero di un passato che ritorna, un passato con cui prima o poi nella vita bisogna sempre fare i conti. Così la tensione che si verrà a creare dall’inizio fino alla fine sarà altissima, soprattutto nella prima parte pervasa dal dubbio e dal desiderio di scoprire la verità. Si mette in discussione la reale consistenza del mito americano: un uomo perfetto, con una moglie perfetta, dei figli perfetti, un lavoro perfetto in una cittadina perfetta..ma cosa si può nascondere dietro tanta perfezione? Ci verrà mostrato come dietro ad una facciata immacolata, vincente, stimata, possano nascondersi terribili ed impensabili segreti sporchi di sangue. Passato e mistero sconvolgeranno, quindi, la vita dei protagonisti, Cronenberg ci porterà anche stavolta in un viaggio all’interno della mutazione del personaggio, mutazione che però stavolta si concentrerà più sull’interno dei personaggi che sull’esterno, più sulla loro personalità che sul loro corpo. Cambiamento dei personaggi esplicato anche da due intense scene di sesso, ad inizio e fine pellicola, decisamente funzionali alla trama e totalmente opposte tra loro che ben rappresentano il percorso emozionale di Tom e Edie all'interno della vicenda. Ma pur, come detto, puntando questa volta maggiormente sul cambiamento interiore Cronenberg non disdegna affatto, e con un titolo così non poteva essere altrimenti, di mostrare, come da tradizione, i segni della violenza sul corpo, anzi. L'intera vicenda è caratterizzata, infatti, da una potente connotazione di violenza, non vengono risparmiati primi piani e particolari di volti sfigurati e scene truculente. Scene di violenza dotate di una forte senso di realtà, crude e vere al punto da non sembrare coreografate. Suoni ed immagini colpiranno vigorosamente lo spettatore. Una storia sorretta da un ottimo cast ad iniziare dal protagonista, Viggo Mortensen, bravissimo nel mostrarci le due personalità del protagonista, la sua crisi, i suoi cambiamenti. Una grande interpretazione capace di far innamorare Cronenberg dell’attore al punto di volerlo anche nel suo lavoro successivo, il bellissimo “La Promessa dell’Assassino”, altra perla di entrambi. Alti livelli d’interpretazione quindi per tutto il resto del cast da Maria Bello, eccellente nei panni dell’ignara consorte la cui vita verrà sconvolta da incredibili rivelazioni, ad Ashton Holmes nei panni del figlio Jack, un ragazzo apparentemente mite ma capace di far esplodere la propria rabbia per troppo tempo repressa. Un sublime Ed Harris ci regala un “bad guy” d’altri tempi, inquietante nella sua apparente tranquillità, l’assetato di vendetta Fogharty. Ultimo, ma non ultimo, un William Hurt volutamente, e perfettamente, sopra le righe nei panni dell’eccentrico boss Ritchie. Cronenberg offre l’ennesima prova del suo grande talento dietro la macchina da presa, un esempio di rara bellezza lo si può ritrovare nel silenzio utilizzato dal regista canadese per mettere in risalto l'importanza della sequenza introduttiva, priva di colonna sonora, e di quella finale mancante di dialoghi ma densa di significati. “A History of Violence” è una storia coinvolgente e spiazzante, lo spettatore sarà catturato da un vortice di emozioni capace di tenerlo incollato davanti allo schermo per tutta la sua durata. Una pellicola eccellente di cui ci sentiamo di consigliare caldamente la visione.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (3)

Gimly

Gimly

7 /10

Probably Cronenberg's most mundane work, but that's not even remotely a knock against A History of Violence. I hear tell that fans of the comic don't much like this big screen re-telling, but I've never read it, so I'm gonna go ahead and really enjoy it anyway.

Final rating:★★★½ - I really liked it. Would strongly recommend you give it your time.

CinemaSerf

CinemaSerf

7 /10

We start with images of two rather brutal hoodlums who have robbed and massacred the staff at a roadside motel and then sort of follow them into a town where "Tom" (Viggo Mortensen) runs the diner. They stop by one afternoon, intent on causing a bit of mayhem, only to discover that their host is a bit more capable of defending himself than they'd anticipated. Quickly "Tom" is lauded as an hero, and wife "Edie" (Maria Bello) and kids "Jack" (Ashton Holmes) and "Sarah" (Heidi Hayes) are proud to have their dad at home. What he hadn't anticipated, though, is that the publicity would attract the attention of one-eyed gangster "Fogarty" (Ed Harris) who arrives and starts calling him "Joey". Who's "Joey"? Well we quickly find out that nothing is as it seems and we gradually begin to realise that the past always has an habit of catching up with you. This is a violent film, but oddly enough I felt it rather visually tame as the pieces start to fall into place and the arrival of William Hurt signals an escalation that cleverly marries the comically menacing with the somewhat predictable conclusion. There's not a great deal of dialogue here, though not quite on the Clint Eastwood scale, and Mortensen holds it together increasingly well as we move along. It's one of the few films that I feel could have added half an hour or so, just so we get to grips a bit better with the characterisations and concomitant baggage, but as it is - it's well worth a look.

Wuchak

Wuchak

7 /10

When a peaceable family man is backed against a wall

Shot in the late summer/early fall of 2004, this was described by director Cronenberg as “a meditation on the human body and its relationship to violence.” It comes in the tradition of “Straw Dogs,” addressing the same issues as “Billy Jack”; namely, absolute pacifism vs limited pacifism. The former never resorts to violence, even in the face of great evil, whereas the latter strives for peace, but turns to violence when justified. The New Testament supports limited pacifism not absolute pacifism, as some mistakenly think (see Luke 12:39, for instance).

Yet there’s more going on as the film explores overcoming a troubled past for a new identity while tapping into the primal self if necessary.

Viggo Mortensen is great here and he described it as “one of the best movies [he's] ever been in, if not the best.” Maria Bello is effective but lost what little curves she had and looks verging on anorexic. William Hurt shows up in the last act with a wink of amusement.

There are similarities to “Killshot” with Mickey Rourke, Thomas Jane and Diane Lane, which came out three years later. If you like one, you’ll probably like the other.

It runs 1 hour, 36 minutes, and was shot in the greater Toronto area with the town scenes done in Millbrook, which is an hour’s drive east of the city and a dozen miles inland from Lake Ontario.

GRADE: B

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