Van Helsing backdrop
Van Helsing poster

VAN HELSING

2004 • CZ HMDB
maggio 3, 2004

Nel tardo diciannovesimo secolo, il famoso cacciatore di vampiri Van Helsing viene convocato in Europa orientale per affrontare pericolosi mostri quali Dracula, la creatura di Frankenstein e l'Uomo Lupo. Van Helsing verrà aiutato nel suo compito da Anna, ultima rappresentante di una antica famiglia da secoli sulle tracce di Dracula.

Cast

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Troupe

Produzione: Stephen Sommers (Producer)Bob Ducsay (Producer)Sam Mercer (Executive Producer)
Musica: Alan Silvestri (Original Music Composer)
Fotografia: Allen Daviau (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Marco Castellini •

Van Helsing

Ricercato dalla polizia e disprezzato dalla gente comune perché ritenuto un feroce e spietato assassino, Van Helsing è in realtà l’arma segreta della Chiesa e del Vaticano nella estenuante ed eterna lotta contro il Male. Coraggioso, intrepido e dal passato oscuro, Van Helsing è un cacciatore di Mostri che attraversa il mondo alla ricerca del Demonio e di tutte le sue manifestazioni, deciso a fermare le creature malvagie che minacciano gli ignari ed indifesi esseri umani. La sua nuova missione porterà lui ed il suo amico frate Carl nella fredda Transilvania per aiutare Anna Valerious, ultima discendente di una nobile famiglia da generazioni in lotta contro il temibile Conte Vladislaus Dracula, deciso ad invadere il mondo con la sua progenie di feroci vampiri. Prima di qualsiasi commento e di qualsiasi analisi è bene sottolineare subito un particolare: “Van Helsing”, pur attingendo a piene mani nell’immaginario horror collettivo, non è un film dell’orrore. Neanche lontanamente. E neppure è la fedele ricostruzione di un periodo storico o di un personaggio: dimenticate quindi le atmosfere cupe e opprimenti del “Dracula” di Francis Ford Coppola o di “From Hell” dei fratelli Hughes. “Van Helsing” è un purissimo e spensierato film d’azione. Punto e basta. Resta da decidere se sia anche un buon film d’azione… La nuova pellicola del funambolico Stephen Sommers (regista de “La Mummia” e “La Mummia – Il ritorno”, adrenalinici ed ironici action movie che hanno sbancato i botteghini di mezzo mondo non molte stagioni fa) arriva nelle sale cinematografiche spinta da una campagna pubblicitaria e da una quantità industriale di merchandising tali da far supporre un successo di pubblico degno di un capolavoro annunciato. Ed è quasi sicuro che il successo di pubblico non mancherà. Effettivamente è impossibile non riconoscere a “Van Helsing” un impatto visivo eccezionale, realmente fuori dal comune, ottenuto sfruttando un budget da capogiro che ha permesso al regista di utilizzare tutte le più moderne tecniche digitali per portare sullo schermo una carrellata notevole di mostri che popolano il nostro immaginario collettivo da tempo immemorabile. Spazio quindi al cattivissimo Mr Hide, al tormentato Frankenstein, al feroce Uomo Lupo e al temibile (e un po’ inflazionato) Conte Dracula, rappresentati con una veste grafica (è proprio il caso di dire così!) del tutto nuova ed impressionante. Sul piano degli effetti speciali ci troviamo infatti di fronte a quanto di più moderno i mostri classici dell’horror abbiano mai potuto usufruire: per la gioia dei nostri occhi potremo finalmente vedere un trio di feroci vampire volare nel cielo, un Frankenstein visibilmente costruito da pezzi di cadaveri cuciti alla meglio, nonché una serie di terrificanti trasformazioni dell’Uomo Lupo e del Conte Dracula. Se ci fermassimo a questo punto, di certo “Van Helsing” meriterebbe il massimo dei voti: impossibile però è giudicare una pellicola soltanto per la sua veste estetica, a meno che non si voglia sminuire l’anima profonda del cinema ad un puro e semplice (per quanto costoso) esercizio stilistico. Come abbiamo già chiarito “Van Helsing” è inequivocabilmente un film d’azione: il ritmo e la velocità delle scene non lasciano infatti un attimo di respiro allo spettatore, susseguendosi con costanza per tutta la durata della pellicola. Ma tutto questo correre veloce, questo assalto frontale, questa frenesia audiovisiva di proporzioni bibliche finisce molto presto per desensibilizzare lo spettatore, che inizia ad intorpidirsi e a diminuire inconsciamente la soglia dell’attenzione. Il passo successivo rischia paradossalmente di essere la noia: un susseguirsi costante e feroce di spettacolari e moderne scene d’azione al limite dell’inverosimile (praticamente non c’è ostacolo fisico che i protagonisti non riescano a superare sfidando tutte le leggi della natura), finisce inevitabilmente per spegnere l’interesse del pubblico. La trama che dovrebbe legare il tutto è praticamente inesistente, confinata a qualche misera riga di copione inserita a forza tra una piroetta ed un fuoco d’artificio: ad un certo punto, probabilmente per svegliaci, ci viene fatto credere che il protagonista Van Helsing nasconda un passato segreto che lui non ricorda per la perdita della memoria, e che lo lega in qualche modo al Conte Dracula. Alla fine sapremo sì cosa li lega, ma a dircelo sarà una semplice frase incapace di darci una spiegazione o di definirci un retroscena, pronunciata soltanto per rispettare la regola che vuole come sempre gradito un colpo di scena alla fine del film. Peccato che invece di stupire lo spettatore tale rivelazione lo porti a credere di essersi perso qualcosa per strada, di non aver capito lo sviluppo di situazioni e personaggi che in realtà non si sviluppano mai. Certo, anche “La Mummia” e “La Mummia – Il ritorno” non brillavano per complessità narrativa: entrambe le pellicole erano però costruite intorno ad una storia ben definita, leggera ma mai insensata, terreno fertile per la gustosa miscela di avventura e ironia che aveva saputo stregare non poco il pubblico. Nel caso di “Van Helsing” la mancanza di una vera e propria trama rende vane anche le frequenti e infelici battute comiche dei personaggi, troppo prevedibili e stereotipate, troppo forzate e slegate dal contesto. Altra nota dolente è la caratterizzazione dei personaggi, volutamente immaginaria e fumettosa, ma alla fin fine troppo surreale e inverosimile: il Vaticano rappresentato come un’agenzia governativa alla 007 organizzata contro le forze del male, frati inventori di macchine ammazzamostri, balestre che mitragliano paletti di legno, lame rotanti affettatutto, bombe luminose accecanti (come mai manca un fucile ad acqua santa?), protagonisti dall’incerto look moderno e aggressivo. Pur non essendo a livelli eccelsi di interpretazione, a fallire non è tanto la recitazione degli attori, quanto la loro presentazione sullo schermo: il Conte Dracula diventa uno snob aristocratico dal carisma discutibile, doppiato indecentemente con un finto russo da gioco di bambini delle elementari, e a tratti più simile ad un gracile Renato Zero (non ce ne voglia!) che a un vampiro immortale ed invincibile, ed anche il personaggio interpretato da Hugh Jackman non riesce a convincere, a tal punto che da fallibile uomo comune che affronta con coraggio le forze del male, Van Helsing diventa un tamarro capellone in giacca di pelle, tutto muscoli e poco cervello, una specie di supereroe a cui manca sì la calzamaglia ma non certo un armamentario stravagante e letale. Pur consapevole di essere al cospetto di un film di puro intrattenimento, una leggera sensazione di disagio serpeggia comunque nella mente dello spettatore. “Van Helsing” è a tratti troppo movimentato e roboante persino per un patito di film d’azione, così come è a tratti troppo poco appassionante e carico di pathos per un patito di film horror. E’ un film da domenica pomeriggio al cinema con tutta la famiglia, un film da popcorn e patatine, un film da scolaresca rumorosa che sghignazza ad ogni scena rumoreggiando in sala. E forse per questo è esattamente il risultato che voleva ottenere Stephen Sommers. Sicuramente non è quello che avremmo voluto vedere noi, che ancora cerchiamo nel cinema (e nel cinema horror in particolare) emozioni reali che ci scorrano tra le vene. Noi che non baratteremmo per tutto l’oro del mondo le fredde trasformazioni digitali dell’Uomo Lupo di “Van Helsing” con quella shockante ed indimenticabile de “Un Lupo Mannaro Americano a Londra” di John Landis.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (4)

Wuchak

Wuchak

6 /10

Big Dumb Blockbuster Monster Fun

Although writer/director Stephen Sommers had an unexpected hit with 1999's "The Mummy," he went overKILL with the 2001 sequel "The Mummy Returns," a prime example of modern blockbuster dreck that's full of explosions and "exciting" things going on, but somehow is strangely boring. That's the problem with 2004's "Van Helsing," although not as bad.

THE PLOT: In 1887 Van Helsing (Hugh Jackman) teams up with Anna (Kate Beckinsale) in Transylvania to fight Dracula, his three lovely but vicious brides, the Frankenstein monster, werewolves, vampire babies, etc.

It won't take long for the viewer to perceive that "Van Helsing" shouldn't be taken too seriously. It's a partial parody/homage of the classic Universal monster movies and part serious, just barely. Imagine "Bram Stoker's Dracula" (1992) with the over-the-top thrills of Indiana Jones and the flair of classic monster parodies like “The Vampire Happening” (1971) or "Young Frankenstein” (1974) and you'd have a good approximation.

The film looks good, but there's too much CGI and some of the monsters look really cartoony, like Mr. Hyde and the werewolves. Others look quite good, like the flying vampire brides and Frankenstein's monster. As was the case with "The Mummy Returns" the film is strangely tedious despite all the manic happenings. Thankfully, there are worthy hints of depth, e.g. the Frankenstein monster and Anna. I wish there was more.

Speaking of Anna, Kate Beckinsale is definitely one of the highlights here as she looks stunning throughout in an amazing form-fitting costume and thigh-high boots seemingly appropriate for the late 1800s (speaking as someone who’s not even a Beckinsale fan). Josie Maran and Elena Anaya are also striking as two of Dracula's wives, Marishka and Aleera. Needless to say, excellent job on the female front. On the other side of the spectrum, Jackman is a great, masculine leading man, perfect for the role. Richard Roxburgh (Dracula), David Wenham (Carl), Kevin J. O'Connor (Igor) and Shuler Hensley (Frankenstein’s monster) are all entertaining or effective.

At the end of the day, though, "Van Helsing" barely rises above the limitations of what it is: a big, dumb modern blockbuster with all its over-the-top trappings. Considering the $160 million thrown into it, it shoulda/coulda been better. The story needed time to breathe and less constant mania. The movie’s also over-long at 2 hours and 11 minutes. Still, it's better than "The Mummy Returns" and there's enough here to make it worthwhile, if you're in the mood for this type of fare.

THE FILM WAS SHOT in the Czech Republic, Rome and Paris with studio work done in Southern Cal and Orlando, Florida.

GRADE: B-/C+

John Chard

John Chard

5 /10

Absinthe Actioner!

Van Helsing is written and directed by Stephen Sommers. It stars Hugh Jackman, Kate Beckinsale, Richard Roxburgh, David Wenham, Shuler Hensley, Elena Anaya, Will Kemp, Kevin J. O'Connor and Alun Armstrong. Music is by Alan Silvestri and cinematography by Allen Daviau.

Famed monster hunter Van Helsing (Jackman) is sent to Transylvania to stop Count Dracula's (Roxburgh) fiendish plan involving the Frankenstein Monster and the Wolf Man.

Well it was universally savaged by the pro critics and is considered a flop. Yet whilst understanding those things, it does for a reason hold above average ratings on the big internet movie sites. It did find a market (and continues to do so), it's like one big long MTV video, a sort of chaotic monster fun frolic in rock opera style.

It's effects laden, which is no great thing since they are shoddy, and the dialogue is often as cringe worthy as some of the accents are. Yet it's still a thrilling ride, a strap yourself in and run with it job, to be in the company of sexy lead actors in Gothic garb and devilish period surrounds.

Loud and boisterous for sure, and tacky at times, but exhilarating all the same for those after some pure escapist carnage. 5/10

The Movie Mob

The Movie Mob

7 /10

Van Helsing doesn't deserve its early grave and should be resurrected for more fun adventures.

Why do people love to hate such an enjoyable movie? Van Helsing falls much more in the adventure genre than horror but still has a little of the edge of a scary movie. Stephen Sommers' influence can be felt throughout with a lot of the same charm that made The Mummy (1999) so great. Van Helsing showcases many of the Universal classic monsters while building a shared universe that should have been explored more than once. With big names like Hugh Jackman and Kate Beckinsale, blockbuster effects, goofy fun moments, and all the adventure one could hope for. Van Helsing deserves way more love and a lot less disdain. Sure it isn't a perfect movie, but it was a much better attempt at a shared Monsterverse than Tom Cruise's The Mummy (2017) and was entitled to more.

CinemaSerf

CinemaSerf

6 /10

Sorry, but this is just all over the place. A potpourri of myths and legends loosely connected with the famous vampire hunter that just don't gel at all. Doctor Jekyll, Mr Hyde, Victor Frankenstein and his monster all vie with Count Dracula for the attention of a really rather lacklustre Hugh Jackman in the title role. Kate Beckinsale sort-of recreates her "Underworld" role as she becomes his kick-ass sidekick. It's fairly action-packed but the scenes go on for far too long, the script is cheesy, the CGI just isn't great and the attempts at humour don't work well either.

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