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I TRE VOLTI DELLA PAURA

I tre volti della paura

1963 FR HMDB
agosto 17, 1963

Il telefono In questo episodio, tratto da un racconto di F.G. Snyder (anche se nei titoli di testa è accreditato a Maupassant), una donna, durante tutta una sera, viene tormentata dalle telefonate di un uomo che minaccia di ucciderla. Terrorizzata chiede aiuto ad una sua cara amica, ma la donna non sa che il maniaco che la sta minacciando è proprio l'amica. I Wurdalak Tratto da un racconto di Aleksej Konstantinovič Tolstoj (Sem'ja vurdalaka, 1839), l'episodio narra della terribile sorte che incombe su una famiglia vittima di una forma di vampirismo. La goccia d'acqua In questo episodio tratto da un racconto di Anton Čechov, un'infermiera andrà incontro ad una maledizione, per aver rubato l'anello di una medium appena morta.

Registi

Cast

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Troupe

Produzione: Lionello Santi (Producer)
Sceneggiatura: Marcello Fondato (Screenplay)Alberto Bevilacqua (Screenplay)Mario Bava (Screenplay)
Musica: Roberto Nicolosi (Original Music Composer)
Fotografia: Ubaldo Terzano (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Marco Castellini
Tre episodi all’insegna del brivido: nel primo, “Il Telefono”, una donna è tormentata dalle telefonate di uno sconosciuto nel cuore della notte; nel secondo, “I Wurdalak”, un uomo va a caccia di un vampiro e torna a casa dopo molto tempo tra gli sguardi terrorizzati dei parenti; nell'ultimo, “La Goccia d’Acqua”, certamente il più terrorizzante, un'infermiera ruba l'anello di una potente medium defunta e viene perseguitata dal fantasma della stessa. Altro film storico dell'amato Maestro, uscito a tre anni di distanza da “La Maschera del Demonio”, e che segnò la definitiva consacrazione di Bava come regista di culto in tutta Europa. Il secondo episodio (probabilmente il “meno riuscito”) ha come protagonista il grande Boris Karloff ed è l’unico che riprende la dimensione gotica ed orrorifica del suo film d’esordio. Nel primo, che è una sorta di giallo, Bava riesce a creare, grazie ad un’ambientazione claustrofobia all’interno di un piccolo appartamento, un clima di grande suspense e terrore. Nel terzo, infine, il regista torna ad affrontare il soprannaturale ma abbandona l’orrore gotico per un terrore più psicologico, solo suggerito da impercettibili rumori (la goccia d’acqua) e da ombre che subito svaniscono, ma per questo ancora più angosciante. Curiosa e del tutto originale per il tempo la scena finale del film, in cui la macchina da presa di Bava ci svela i trucchi di scena: il cavallo finto di Karloff, i ventilatori, gli assistenti di scena che corrono con dei rami in mano per simulare la foresta…
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

CinemaSerf

CinemaSerf

6 /10

Boris Karloff introduces this triptych of short stories. I found the first, the shortest, to be the least interesting centring around a greedy nurse who robs a corpse of a valuable ring only to find that it's erstwhile owner isn't quite finished with it, or her, quite yet! The second sees a beautiful woman return to her apartment one evening only to find herself subjected to repeated telephone calls warning her that she shall not see the morning! Michèle Mercier is quite effective as the terrified "Rosy" in this story. Finally, Karloff himself takes to the stage in a rather lengthier, enjoyable, vampire story that sees a travelling count discover the body of a dreaded bandit and take it to a nearby farm. It's only once there, and with the return of the father "Gorca", that he begins to realise that this danger has already been "invited in"! The productions have a very Hammer look to them, the make up and visual effects (especially in the first story) don't hold up so well, but in the main, the three stories are quite solid with portentous messages of revenge for those who would steal or cheat or kill! You are unlikely to recall it a few days after watching, but Bava knew how to do budget/studio horror quite well and the last two stories make a decent fist of developing some sense of menace and threat. Good fun.

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