Salta al contenuto
Insidious: The Bleeding World poster

INSIDIOUS: THE BLEEDING WORLD

Insidious: Out of the Further

2026 US HMDB
agosto 19, 2026

Gemma, una giovane madre che cresce la figlia nella casa in cui è nata, scopre di poter viaggiare nell'Altrove, il regno-purgatorio delle anime perdute. Quando un'entità malvagia inizia a darle la caccia, Gemma scopre un'abilità che cambia ogni cosa: non si limita solo a entrare nell'Altrove ma può portare ciò che vive lì nel mondo reale. Una volta che i demoni comprendono il suo potere, il nostro mondo diventa il loro terreno di gioco.

Cast

👍 1 👎 🔥 🧻 👑 (1)
Accedi oppure registrati per salvare le tue preferenze

Commenti

Commenti (0)
Accedi oppure registrati per commentare

Troupe

Produzione: Jason Blum (Producer)Leigh Whannell (Producer)James Wan (Producer)Brian Kavanaugh-Jones (Executive Producer)Steven Schneider (Executive Producer)Oren Peli (Producer)Ryan Turek (Executive Producer)David Leslie Johnson-McGoldrick (Executive Producer)
Sceneggiatura: Jacob Chase (Story)
Musica: Joseph Bishara (Original Music Composer)
Fotografia: Dave Garbett (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Il Verdetto

Nata nel 2010 dall’incontro tra James Wan e Leigh Whannell, la saga di Insidious ha rappresentato uno dei piccoli grandi miracoli commerciali dell’horror contemporaneo.

Nata nel 2010 dall’incontro tra James Wan e Leigh Whannell, la saga di Insidious ha rappresentato uno dei piccoli grandi miracoli commerciali dell’horror contemporaneo. Realizzato con appena 1,5 milioni di dollari, il primo film ne incassò circa 100 milioni in tutto il mondo, trasformando un progetto relativamente economico in una macchina da sequel e contribuendo in maniera importante a lanciare le carriere dei suoi due autori. Da allora sono arrivati altri quattro capitoli, fino a Insidious: La porta rossa del 2023, e ora Insidious: Fuori dall’Altrove, il sesto episodio, tutti pensati per il grande schermo. Una longevità che si spiega facilmente guardando i numeri: i primi cinque film hanno superato complessivamente i 730 milioni di dollari worldwide, dimostrando quanto il pubblico sia rimasto affezionato all’orrore dell’Altrove. Il problema è che, dopo i due bellissimi film diretti da Wan, la saga ha progressivamente perso smalto, procedendo per inerzia attraverso capitoli sempre più derivativi. Insidious 3 e L’ultima chiave hanno almeno provato a esplorare altri personaggi e altri momenti della cronologia, mentre La porta rossa, affidato alla regia di Patrick Wilson, sembrava soprattutto un modo per chiudere definitivamente la storia della famiglia Lambert. Fuori dall’Altrove riparte invece da zero con una nuova famiglia e una nuova storia, un po’ come aveva fatto il terzo film, mantenendo come principale collegamento con il passato la presenza di Elise Rainier, la medium interpretata ancora una volta dall’iconica Lin Shaye. Gemma ha vissuto un trauma devastante durante l’infanzia: sua madre, già profondamente instabile, si è tolta la vita davanti ai suoi occhi. Oggi Gemma è adulta e vive con la figlia preadolescente Maya, ma il passato torna prepotentemente a galla quando comincia a essere tormentata da inquietanti incubi. Le visioni diventano sempre più realistiche e, intorno alla sua abitazione, compaiono tre misteriosi anziani che sembrano perseguitarla. Gemma scopre così che quelli che credeva essere semplici sogni sono in realtà viaggi nell’Altrove, la dimensione oscura popolata da anime perdute, spiriti e demoni che la saga ci ha ormai insegnato a conoscere. Ma Gemma possiede una capacità particolare: non si limita a entrare nell’Altrove, può anche riportare nel nostro mondo ciò che vi incontra. E un’entità ha intenzione di sfruttare proprio questo potere. Fin dal primo episodio, uno degli elementi più riconoscibili di Insidious è stata una certa eleganza formale nel mettere in scena il macabro. James Wan aveva trasformato il creepy in una vera cifra stilistica, costruendo la paura attraverso composizioni dell’inquadratura, silenzi, improvvise apparizioni e un uso estremamente raffinato degli spazi domestici. Fuori dall’Altrove non rinuncia a questa tradizione e Jacob Chase, già autore dell’inquietante Come Play, sembra effettivamente più adatto di altri registi che hanno preso il testimone di Wan a restituire alla saga una certa vivacità visiva. Il film, infatti, possiede una marcia in più rispetto ai due capitoli precedenti soprattutto sul piano del ritmo e della costruzione delle singole sequenze horror. Il problema è che sembra vivere di momenti madre assemblati uno accanto all’altro, più che di una vera progressione narrativa. C’è la riuscitissima sequenza nel tunnel di cuscini, probabilmente il momento migliore del film, quella ambientata nello studio del dentista e qualche altra trovata efficace che funziona soprattutto isolatamente. Quando arriva il momento dello spavento, insomma, Fuori dall’Altrove sa ancora il fatto suo. È nel raccordo tra questi momenti che emergono le maggiori debolezze. La sceneggiatura firmata da Chase, sulla base di una storia scritta insieme a David Leslie Johnson-McGoldrick, è infatti piuttosto prevedibile e sembra avere poche idee realmente nuove da proporre. La saga di Insidious, del resto, ha smesso di essere particolarmente innovativa già dopo il secondo episodio e da allora ha continuato a rielaborare gli stessi concetti, gli stessi meccanismi e persino le stesse creature. L’idea della protagonista come una sorta di “corriere” tra le due dimensioni rappresenta almeno una piccola variazione sul tema, perché permette agli abitanti dell’Altrove di utilizzare Gemma come una porta attraverso cui raggiungere il mondo reale. È un’intuizione sufficiente a giustificare un nuovo capitolo, ma non abbastanza forte da dare davvero l’impressione che la saga abbia trovato una nuova direzione. Anzi, una volta esaurita questa novità, diventa difficile immaginare cosa potrebbe ancora raccontare un eventuale settimo episodio. Curiosamente, alcune soluzioni narrative ricordano anche un vecchio horror che gli appassionati del genere conosceranno bene, Vivere nel terrore, soprattutto per quanto riguarda l’identità e le motivazioni dell’antagonista. Ma anche il villain di Fuori dall’Altrove finisce per risultare meno memorabile rispetto alle creature che hanno popolato i capitoli precedenti. E qui il film sembra quasi consapevole della propria natura di episodio celebrativo: non mancano infatti piccoli cammei di alcune delle presenze più note della saga. Rivediamo la Sposa in Nero di Insidious 2, il demone dalla faccia rossa e il demone dalle dita a forma di chiave del quarto capitolo, che compare anche nella scena durante i titoli di coda. Sono, in definitiva, ammiccamenti pensati soprattutto per i fan, così come la presenza di Lin Shaye, ormai più che un personaggio una vera e propria mascotte della serie. E proprio questo sembra essere il destino di Insidious: Fuori dall’Altrove: un film costruito con professionalità, capace ancora di restituire qualche buon momento di paura e dotato di una confezione sufficientemente elegante da giustificarne il passaggio sul grande schermo, ma incapace di nascondere il progressivo esaurimento creativo della saga. Insidious: Fuori dall’Altrove non è il disastro che avrebbe potuto essere dopo cinque film, ma nemmeno il rilancio che sarebbe stato necessario per dare un senso a un nuovo capitolo. È, più semplicemente, il fondo del barile di una saga che ha ormai esaurito quasi tutti i propri argomenti e continua a riciclare abilmente ciò che ancora funziona. Un horror dignitoso, qualche buon spavento e una confezione di lusso, ma anche la sensazione che, questa volta, la porta per l’Altrove avrebbe potuto tranquillamente rimanere chiusa. Insidious: Fuori dall’Altrove è al cinema in Italia dal 19 agosto 2026, distribuito da Eagle Pictures.
👍 👎 🔥 🧻 👑

Commenti

Commenti (0)
Accedi oppure registrati per commentare

NEWS CORRELATE (1)

Video Recensioni

Domande su Insidious: The Bleeding World

Quanto dura Insidious: The Bleeding World?

Insidious: The Bleeding World dura 106 minuti.

Quando è uscito Insidious: The Bleeding World?

Insidious: The Bleeding World è uscito nel 2026.

Chi ha diretto Insidious: The Bleeding World?

Insidious: The Bleeding World è diretto da Jacob Chase.

Che voto ha Insidious: The Bleeding World?

La redazione di HorrorCult dà a Insidious: The Bleeding World 2,0 teschi su 5, su una sola recensione.

Leggi le recensioni

RECENSIONI DALLA COMMUNITY (2)

CinemaSerf

CinemaSerf

6 /10

We discover from fairly early on that the young "Gemma" (Charli Penton) is usually left to her own devices by her clearly distracted mother, so it's no surprise when we spin forward a generation and discover that she (now Amelie Eve) has had to deal with a fairly traumatic experience before going on to becoming a dentist and raising her own daughter "Maya" (Island Austin) in the very same house. She's been dating, on the quiet, the hunky cop "Nick" (Brandon Perez) and all in her life seems stable until a visit to the basement with her child unearths some old family memorabilia - and then things start going bump in her dreams. A terrifying experience in a pillow fort and an even more gruesome one in her own dental practice encourages her to seek advice from "Clare" (Maisie Richardson-Sellars) who acts as a conduit to the world of the benign "Elise" (Lin Shaye) who explains something of the evil that is trying to escape from the "Further" realm and invade the world of the living with a population of zombified and hungry corpses. It seems that "Gemma" has a special gift that has attracted this menace and that it won't stop until she stops it. How? Well that's going to involve convincing "Maya" and her boyfriend that she's not lost the plot and that the dangers are real. There are a few genuinely affecting scenes here - especially amidst the ostensible safety of cushions and sheets, but the rest of this lacks much by way of jeopardy. Regular watchers of these films will probably agree that the supposedly insurmountable barriers between the malignant, the nefarious, the past and the present all appear to be wafer thin with an all too familiar surfeit of connecting two-way red doors. The acting is all fine and some of the photography does help to craft a certain sense of peril, but this isn't so much insidious as straightforward and though it does have it's moments, it's a franchise that has had it's day and ought now to be put in a box of it's own in the cellar with a label saying "open in fifty years".

Dean

Dean

7 /10

Insidious: Out of the Further isn't reinventing the wheel on its sixth go-around, but it delivers enough legitimate chills to earn its keep. Directed by Jacob Chase, the film shines brightest when it leans into surreal visual set pieces—including a nauseatingly tense dental-chair sequence and a claustrophobic, spatial-warping couch fort. Amelia Eve gives a strong, grounded lead performance, and Lin Shaye’s return as Elise Rainier provides the usual warm, ghostly nostalgia that ties the franchise together.

Movie relies a bit too heavily on loud, predictable jump scares though. It doesn't reach the heights of James Wan's original films, but with solid lead performances and a few standout sequences, it’s a fun, spooky ride that lands at a comfortable 7/10.

Recensioni fornite da TMDB