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LA PELLE DI SATANA

The Blood on Satan's Claw

1971 GB HMDB
gennaio 28, 1971

Nell'Inghilterra del '600 una ragazza diventa sacerdotessa di Satana. Ogni sorta di calamità si abbatte sulla zona (avvengono persino sacrifici umani). Ci pensa un giudice a por fine a tutto uccidendo la sacerdotessa.

Cast

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Troupe

Produzione: Peter L. Andrews (Producer)Malcolm B. Heyworth (Producer)Tony Tenser (Executive Producer)
Sceneggiatura: Robert Wynne-Simmons (Writer)
Musica: Marc Wilkinson (Original Music Composer)
Fotografia: Dick Bush (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Andrea Costantini
Mentre sta arando un campo, l’agricoltore Ralph Gower rinviene sotto terra uno strano cranio, con chiazze di pelliccia ed uno sguardo spaventoso. Dopo aver avvertito il giudice del paese, i due ritornano sul posto, ma stranamente la testa è sparita. Da quel momento nel paese iniziano a succedere cose strane e gli abitanti che più subiscono cambiamenti sono gli adolescenti. Una su tutte Angela Blake, che si trasforma da ragazza modello a sensuale tentatrice, anche a causa di strane chiazze di pelo che si formano sulla sua pelle. Uscito con il titolo di “Blood of Satan’s Claw” e ribattezzato negli USA come “Satan’s Skin”, “La pelle di Satana” è B-movie di stampo demoniaco del 1971 diretto dal regista televisivo Piers Haggard, che si colloca cronologicamente tra “Rosemary’s Baby” e “L’esorcista”. In realtà non ha nulla a che vedere con i due capolavori dell’orrore, trattandosi di un film in costume ambientato nell’Inghilterra del XVII secolo, in cui il demonio era venerato con i rituali orgiastici. Il film parte discretamente con il ritrovamento di una testa dall'aspetto demoniaco da parte di un contadino. Inizialmente non viene creduto dagli abitanti del villaggio, uno su tutti il giudice, integerrima e bigotta figura che governa il paese. Da lì in poi iniziano a verificarsi strani fatti, a partire dall’inspiegabile comportamento di una giovane ragazza, che apparentemente impazzita, viene rinchiusa in un manicomio. La trama fino a qui è chiara e sebbene non ci siano momenti di vero terrore (si parla comunque di un film di serie B degli anni settanta), si ha la curiosità di vedere lo sviluppo degli eventi. Poi alcune cose iniziano a non tornare, come la totale scomparsa della ragazza di cui si parlava sopra, inizialmente personaggio di apparente rilievo e poi messa nel dimenticatoio. In seguito avviene l'inspiegabile contagio dei giovani del villaggio, i quali iniziano a comportarsi come dei veri e propri adoratori del male con orge, sacrifici e via discorrendo, ma dei quali però non se ne comprende a pieno la motivazione. Si capisce che sono stati toccati dal male e che l'iniziale ritrovamento della testa ha scatenato qualcosa, ma non vengono fornite spiegazioni più dettagliate. Il che è un male sotto alcuni punti di vista, dato che alla fine del film ci sono molti dubbi riguardo quello che si è appena visto e ci si congeda dal film con un senso di incompiutezza che purtroppo fa male. E’ un peccato perchè il potenziale c'era e molte sequenze sono davvero ben realizzate (e a dire il vero anche un po' forti per il periodo) come il sogno del giovane che, credendosi posseduto, si amputa una mano, oppure la scena dello stupro nel bosco ai danni di una povera adolescente, satanico e pregno di perversione, dato che ad assistere alla violenza sono vecchi e ragazzi. Ma la scena che rimane impressa è sicuramente l'immancabile nudo femminile, elemento onnipresente negli horror di questo periodo. Questa volta tocca ad Angela (di nome ma non di fatto), interpretata dalla brava Linda Hayden che si sfila i vestiti rimanendo come mamma l'ha fatta di fronte al prete, tra i quali avviene uno scambio di battute degno di essere ricordato. "Sei bella come un angelo" dice il reverendo "Ma posso amare come un demonio" risponde Angela. Altra nota positiva del film è sicuramente la messa in scena gotico rurale. Un film in costume credibile, nonostante il budget non altissimo. Al contrario, non si può dire che il comparto del trucco e degli effetti speciali sia degno di nota. Il make-up della creatura si limita all'apparizione di qualche artiglio e la maledizione che colpisce i ragazzi è rappresentata da ridicole chiazze di pelo sulla pelle dei posseduti. Le folte sopracciglia di Angela sono più ridicole che spaventose. Riassumendo dunque il film non è da buttare. Si tratta di un collage di scene belle, a volte fini a se stesse, inserite in una trama sviluppata male ma che comunque permette allo spettatore appassionato di lasciarsi vedere fino alla fine, senza avere il rimpianto di aver gettato nella spazzatura un'ora e mezza della propria vita.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (2)

John Chard

John Chard

7 /10

Tigon's Talons.

Out of Tigon Productions comes The Blood On Satan's Claw. Directed by Piers Haggard (who co-writes with Robert Wynne-Simmons) it stars Patrick Wymark, Linda Hayden, Barry Andrews, Michele Dotrice & Wendy Padbury. Story is set in rural 17th century England and sees a village fall under demonic possession after a living one eyed skull is unearthed by the local ploughman.

Well it's quite a title the film has got, the sort that conjures up many a blood curdling image. Yet it's some what misleading, but in a good way. There is indeed claws involved, and definitely "Old Nick" is part of the equation, but Haggard's film is more moody and quirky than the title suggests. It has definite links to Tigon's flag bearer, "Witchfinder General", though not nearly as clever or as brilliantly cruel as Michael Reeves' film. We are in the company of Wiccan ceremonies and satanically influenced children, throw in some sexually charged dalliances and we are good to go. Hell there's even some smarts in the writing about class distinction and snobbery.

However, the first half of the piece is more rewarding than the last half. The atmosphere and eerie thematics give way to standardised jolts and gore, with a finale that just comes off as slow-mo silliness that doesn't befit the earlier build ups in the script. The music (Marc Wilkinson), photography (Dick Bush), costumes (Dulcie Midwinter) and the acting (particularly petticoat terror Hayden) are of a very high standard. It's such a pity that the director loses sight of the tone marker set and fails to see it through to a satisfying conclusion. Still, it's definitely one of the better British horrors from the 70s - with eye catching period detail and a haunting poetic feel for the most part, The Blood On Satan's Claw is a safe recommend to those that like a bit of Witchcraft and Satanism in their horror diets. 7/10

Wuchak

Wuchak

6 /10

Creepy, unsettling, unconventional, realistic and artistic, but also tedious

In the early 1700s, devil worship rears its sinister head in a village in England. Barry Andrews (who looks like Roger Daltrey) plays the young man who initially acquires evidence of the deviltry while Patrick Wymark plays the investigator and Anthony Ainley the minister. The young females include Tamara Ustinov (Rosalind), Linda Hayden (Angela), Wendy Padbury (Cathy) and Michele Dotrice (Margaret).

When you think of 60s-70s British horror you automatically think of Hammer Films, but Tigon’s “The Blood on Satan’s Claw” (1971) doesn’t have that Hammer or Amicus vibe; or even American International. It’s avant-garde, inventive and lifelike with a harrowing pervasive dread. Unfortunately, it’s also tedious, particularly during the first half.

One sequence is especially unsettling and remains controversial to this day. However, it was preceded by non-horror films with scenes that were even more unsettling and controversial, like Roger Corman's "The Wild Angels" from five years earlier, which showed a bike gang beating up the kindly minister who performed the funeral of their fallen comrade, as well as totally trashing his sanctuary (!). Then two of the bikers cruelly rape their dead comrade's girlfriend (!). To top it off, they outrageously abuse his corpse at the funeral party (!!). "Last Summer" (1969) is another example, masquerading as a teen beach drama. So, while a certain scene in "Blood on Satan's Claw" is effectively unsettling, other movies outside the horror genre had already paved the way.

The film runs 1 hour, 37 minutes, and was shot just west of London at Pinewood Studios, Iver Heath, Buckinghamshire, and places nearby, like Oxfordshire.

GRADE: B-

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