Madhouse backdrop
Madhouse poster

MADHOUSE

2004 US HMDB
luglio 30, 2004

Un giovane stagista psichiatrico svela i segreti della struttura di salute mentale in cui lavora.

Cast

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Troupe

Produzione: William Butler (Producer)Mona C. Vasiloiu (Producer)Henry Winterstern (Producer)Andre Lamal (Executive Producer)Zygi Kamasa (Executive Producer)Gary Lucchesi (Executive Producer)Tom Rosenberg (Executive Producer)Robert Bernacchi (Executive Producer)Tom Fox (Producer)Simon Franks (Executive Producer)
Sceneggiatura: Aaron Strongoni (Story)
Musica: Alberto Caruso (Original Music Composer)
Fotografia: Viorel Sergovici (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Pietro Ferraro
Il giovane Clark Stevens viene assunto come tirocinante nell'istituto di igiene mentale Cunningham hall. La sua curiosità lo porta a conoscenza di strani eventi che sono accaduti nell'istituto; questa scoperta e le strane e inquietanti visioni che tormentano il giovane lo porteranno ad indagare sulla travagliata storia del luogo aiutato da una giovane volontaria, Sara. Come mai la terapia usata dal direttore Franks non ha effetti curativi sui pazienti? Chi e' il bambino che si aggira di notte nei corridoi dell'ospedale? Chi è veramente il paziente della cella 44? Le domande si moltiplicano, così come gli omicidi che decimano il personale medico. La verità si scoprirà essere nascosta nei meandri del seminterrato, tra pazienti sepolti vivi, dove la follia regna sovrana e la realtà è pura illusione. L'ambientazione di “Madhouse” è francamente vista e rivista, ma mantiene intatto tutto il suo fascino nonostante il cinema ne abbia fatto ampio uso e a volte abuso. Qui ci troviamo di fronte ad una pellicola che ha nel thriller la sua collocazione ideale, ma che per alcune suggestioni visive, contenuti gore e rimandi letterari subisce una forte influenza horror. Il regista William Butler sembra avere un background filmico di tutto rispetto, e non parliamo di lavori precedenti, ma di un bagaglio personale ricco di classici del genere horror che in questa pellicola omaggia in maniera palese e forse in alcuni casi eccessiva. Bisogna ricordare che il confine tra citazione e plagio è labile, ma Butler mantiene un equilibrio invidiabile regalandoci scene che per gli appassionati cinefili diventano una vera e propria caccia al titolo. Solo per citarne alcuni: “Halloween”, “Nightmare”, “Shining”, “Opera”… e potremmo continuare per molto. Questi film fanno capolino senza però mai snaturare la trama che rimane ben delineata. La suggestiva fotografia trasmette in modo eccelso la surreale sensazione di sfasamento in cui si trova il giovane Clark, catapultato in un ambiente dove follia e realtà si intersecano e pazienti e medici confondono ruoli e personalità. La fase puramente investigativa, ci consente di raccogliere frammenti di verità mai totalmente rivelatori, ma che man mano ci accompagnano fino alla scomoda e affatto tranquillizzante verità. Ma non è forse questo che noi spettatori cerchiamo in film di questo genere? Il cast è un gradino sopra rispetto a queste produzioni che usufruiscono di un budget medio-basso, il protagonista, Clark, è interpretato da Joshua Leonard (“The blair witch project”) mentre la giovane Jordan Ladd (“Cabin fever”) interpreta la fragile ed enigmatica Sara. Una menzione speciale va a due attori in particolare, Dendrie Taylor che tratteggia la terribile e dispotica infermiera Hendricks (ennesima citazione, questa volta omaggio alla capo infermiera Ratched del bellissimo "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Milos Forman) e il sempre apprezzabile Lance Henriksen nella parte del direttore Franks, quest’ultimo è diventato, insieme ad attori come Brad Dourif e Jeffrey Combs, presenza stabile del panorama del cinema fantastico. Tra gli ospiti del Cunningham Hall non vanno dimenticati i freaks che abitano il seminterrato dell’istituto, una sorta di girone infernale dove vivono in preda ad una follia che non dà loro tregua, stravolti e disperati dalle menti irrimediabilmente incrinate da un'irreparabile pazzia. Come non apprezzare la visionarietà suggestiva che scenografo e direttore della fotografia creano a nostro uso e consumo, trasportandoci in un ambiente sotterraneo cupo e fatiscente che se da una parte ci disturba dall'altra ci affascina. Tirando le somme siamo di fronte ad un ottimo lavoro, solido, che forse nel finale si perde un po' sfilacciando una trama fino a quel momento intrigante, ma e' solo un peccato veniale. “Madhouse” è un film da vedere, per apprezzare ancora una volta opere che forse se non riscoperte in dvd si perderebbero, e tutto ciò sarebbe davvero un peccato.
👍 👎 🔥 🧻 👑

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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

John Chard

John Chard

7 /10

We all go a little crazy sometimes.

Straight to DVD fare it may be, but it has some merit as a spooker to make it worth spending time with. Plot finds Joshua Leonard as a psychiatric intern who arrives at Cunningham Hall Mental Facility and quickly finds that all is not as it seems.

It’s hardly an original concept, that of a mental asylum housing something sinister, either supernatural or of human origin, but director and co-writer William Butler has a good feel for a chilly atmosphere, while he’s not scrimping on the shocks and terrifying imagery either.

The asylum is a suitably depressing place, unhealthily cold to look at and the patients milling about the place are the requisite hot-pot of sad cases and the disturbed. Then there is the basement ward, of course, where the extreme cases are kept in cells, and it looks like something straight out of Hades.

Jordan Ladd is on hand for eye candy and romantic thread duties, and Lance Henriksen adds his horror weight to the role of Governor of Cunningham Hall. It’s all very competently performed and constructed, the screenplay full of killings, dark corridor peril, secrets and a curveball twist thrown in as well.

It doesn’t push any boundaries, so searching for anything new here will only end up in disappointment. Yet it’s stylish and creepy enough to warrant a night in with the lights turned off. 6/10

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