Alien Apocalypse backdrop
Alien Apocalypse poster

ALIEN APOCALYPSE

2005 US HMDB
marzo 26, 2005

Quattro astronauti comandati dal Dr. Ivan tornano sulla Terra dopo una missione spaziale di 40 anni. Una volta atterrati vengono fatti prigionieri da cacciatori di taglie a cavallo e confinati in una cella insieme ad altri prigionieri. Qui apprendono la storia orribile di ciò che è accaduto durante la loro assenza: gigantesche termiti aliene hanno attaccato la Terra, uccidendo il 90% della popolazione e costringendo i sopravvissuti a lavorare come schiavi in segherie. Ai quattro non resta che mettersi risolutamente a capo di un esercito e raccogliere le forze per combattere l'invasore.

Cast

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Troupe

Produzione: Bob Perkis (Producer)
Sceneggiatura: Josh Becker (Writer)
Musica: Joseph LoDuca (Original Music Composer)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Tre astronauti tornano sulla Terra dopo una missione quarantennale e scoprono che il Pianeta è stato invaso da una razza di termiti giganti venute dallo spazio che hanno ridotto l’umanità in schiavitù. Gli astronauti vengono immediatamente imprigionati, ma uno di loro riesce a fuggire e si reca alla ricerca del Presidente degli Stati Uniti, il quale, si dice, sia in procinto di scatenare una ribellione. Il titolo e la locandina non sono molto allettanti, apprendendo poi la trama di “Alien Apocalypse” si sente puzza di serie Z lontano un miglio. Il cultore del genere, però, non mancherà di notare che sulla locandina appare a caratteri cubitali il nome del mitico Bruce Campbell, attore feticcio di Sam Raimi, entrato nel cuore di ogni appassionato di cinema horror per aver interpretato Ash, l’eroe della saga “Evil Dead”, portando così l’opera in questione all’attenzione assoluta e alla visione praticamente obbligata. Una volta finito di visionare “Alien Apocalypse”, però, nella mente dello spettatore sbigottito cominciano a sfilare tutta una serie di domande sul perché Bruce Campbell abbia preso parte a tale pellicola. La motivazione più certa della partecipazione di Campbell al film in questione sta da cercare soprattutto nel rapporto di amicizia che lega l’attore a Josh Becker, regista di “Alien Apocalypse”, il quale ha condiviso spesso l’avventura cinematografica al fianco di Campbell (sono stati colleghi fin dai tempi di “Evil Dead” e la collaborazione è proseguita nei due seguiti del film di Raimi e nella serie tv “Hercules” e “Xena”). Campbell è protagonista assoluto del film, e su di lui pesa l’intero progetto: anche se l’attore ha un carisma non indifferente e ce la mette tutta per aggiungere simpatia ad una storia smorta, il risultato purtroppo non si solleva dal prodotto insufficiente. La messa in scena di “Alien Apocalypse” è estremamente povera: le scenografie sono completamente “naturali”, dal momento che il film si svolge tutto su un praticello che pare riciclato dal set del “Signore degli anelli”, e gli effetti speciali sono ridicoli (gli insettoni verde pisello che camminano in postura eretta, brandiscono fucili giocattolo e parlano con voce metallica, sono davvero da antologia del trash!). Gli interpreti, poi, acconciati come se pronti a partecipare ad un sequel del “Pianeta delle scimmie”, sono tutti, a parte Campbell, poco coinvolti e piuttosto scadenti, mentre la regia di Becker, che ha diretto fino ad ora diverse puntate del serial “Xena”, è poco professionale e molto approssimativa. Questa sciocchezza che risponde al nome di “Alien Apocalypse”, però, riesce a creare molta simpatia nello spettatore, risultando talmente sgangherato da indurre al parteggiamento il cultore del genere. Un passo falso per Campbell, che riesce da solo a reggere un intero lungometraggio, una dote questa che si può attribuire solo ai veri attori, status questo che, purtroppo, non è stato mai pienamente attribuito all’ex Ash, da sempre relegato (ingiustamente) nel ghetto dei caratteristi di serie B. Da recuperare solo se si è fan di Campbell, per tutti gli altri è solo un giocattolino fallato da buttare in fondo al ripostiglio. Merita mezza zucca in più.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (2)

GenerationofSwine

GenerationofSwine

10 /10

Well, Bruce Campbell was the absolute best person to cast in this, especially given the dialogue. It makes for a fun, tongue-in-cheek, entertaining film that you can watch from start to finish...

... no matter how bad it is...

... and it could have been better if it made different decisions.

It is supposed to be campy, and it succeeds in being campy... but it shows the grasshoppers too soon and it shows too much of them. Dominant alien invading race or not... they should have done the intelligent low budget thing and kept the critters in the shadows as much as possible.

If they did that it would have been more serious... for a campy Sci-Fi film. That's ultimately the difference between decent z-grade and horrible z-grade, knowing when to hide the critters and knowing when to reveal it.

But it's still campy fun, even if the director made poor decisions.

CinemaSerf

CinemaSerf

4 /10

Remember the "Buck Rogers in the 25th Century" series (c. 1979)? Well this has a bit of that to it. Astronauts "Ivan" (Bruce Campbell) and "Kelly" (Renée O'Connor) land on Earth to find humanity enslaved by giant insects who love wood - even more than biting off the heads of naughty people. Well "Ivan" is having one of this, so he gathers a tiny gang and off they go in search of the last US President "Demsky" (Peter Jason) in the hope that he can galvanise what's left of the population to fight back. Along their travels they meet freedom fighters and collaborators alike before the predicable set-too with the rather engaging beasties who speak perfect English, not too adept with their sonic pulse guns and are quite conversational with their conquering. Campbell is hamming is up throughout (I hope) for the dialogue is pretty woeful - even the "I'm Spartacus" moment, which does raise a smile. The visual effects are pretty standard and the looks of bemusement when the enemy encounter (fairly effective) bows and arrows makes the film worth watching just for that. It's dreadful, yes - but if you aim low and expect very little then it's astonishingly acceptable for an admittedly over-long ninety minutes.

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