Amabili Resti backdrop
Amabili Resti poster

AMABILI RESTI

The Lovely Bones

2009 GB HMDB
dicembre 26, 2009

A Norristown, in Pennsylvania, fra villette a schiera e campi di granturco, vive la famiglia Salmon. Susie, la primogenita, è un'adolescente qualunque, appassionata di fotografia e innamorata del compagno di scuola Ray Singh. Il 6 dicembre 1973, dopo aver avuto il suo primo incontro romantico con lui, Susie viene fermata sulla strada di casa dal vicino, il signor Harvey, tranquillo ometto di mezza età con la passione per le case di bambola. Dopo averla fatta entrare in un piccolo rifugio sotterraneo da lui stesso costruito, Harvey la violenta e la uccide brutalmente. Lo spirito di Susie si trova così a muoversi fra la terra e il cielo in una sorta di limbo fatto di ricordi e di fantasie, da dove può vedere e patire per quel che succede ai suoi cari e al suo omicida nel mondo mortale.

Cast

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Troupe

Produzione: Tessa Ross (Executive Producer)Marc Ashton (Producer)Aimée Peyronnet (Producer)Philippa Boyens (Producer)Peter Jackson (Producer)Steven Spielberg (Executive Producer)Anne Bruning (Producer)Carolynne Cunningham (Producer)Ken Kamins (Executive Producer)James Wilson (Executive Producer)
Sceneggiatura: Fran Walsh (Screenplay)
Musica: Brian Eno (Original Music Composer)
Fotografia: Andrew Lesnie (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Norristown, Pennsylvania. E’ il 1973 quando la quattordicenne Susie Salmon viene brutalmente assassinata e il suo cadavere occultato dal signor Harvey, il suo vicino di casa. Susie finisce in un limbo e in attesa di un passaggio verso il paradiso osserva ciò che succede sulla Terra e in particolare ai suoi familiari. Suo padre è alla disperata ricerca del killer, sua madre va via di casa distrutta dal dolore e sua sorella sembra essere diventata il prossimo obiettivo del signor Harvey. Dopo la visione di “Amabili resti” viene da riflettere su come sia raro – se non del tutto impossibile – trovare una rappresentazione efficace dell’aldilà nelle opere cinematografiche. Dipingere l’Inferno è più semplice – e infatti se ne contano esempi più riusciti – sia che si voglia puntare sull’inquietudine darkegginate, sulla normalizzazione o su una dimensione del tutto fanta-mostruosa, ma rendere per immagini il Paradiso sembra davvero impresa destinata a rimanere incompiuta. Abbandonate le ingenue locations affollate da candide nuvole e cancelli dorati che una volta prefiguravano l’immaginario collettivo paradisiaco (ormai destinate ai soli spot del caffè), da qualche anno a questa parte si tende a dare dell’aldilà ascensionale una raffigurazione quasi new age, fatta di colori pastello, luci aurorali e simbolismi zen. Non sfugge alla tendenza inaugurata e sublimata dal dantesco “Al di là dei sogni” di Vincent Ward anche l’ultima opera di Peter Jackson, questo “Amabili resti” che si mostra come un film dall’identità confusa e portatore di colpevoli carenze strutturali. A dire il vero “Amabili resti” non ci mostra il Paradiso ma semplicemente un limbo, una porzione di cielo – come la chiama la protagonista della vicenda – che funge da anticamera al Paradiso vero e proprio in cui è diretta Susie Salmon, la ragazzina assassinata. Ma la differenza non è sostanziale e le alla lunga stucchevoli scene che mostrano Susie intenta a passeggiare lungo spiagge in cui vanno ad arenarsi velieri imbottigliati, correre attraverso immensi campi di grano, pattinare su laghi ghiacciati sotto i quali sbocciano fiori o sognare di essere una modella risultano un punto a sfavore del thriller-fantasy di Peter Jackson. Sotto l’aspetto puramente visivo non c’è nulla da dire, si abusa in simbolismi scontati, ok, ma la potenza di alcune scene è indubbia e l’accostamento di una vicenda cruda con le fantasie delicate e vellutate di una giovane vittima ha il suo fascino, ma si ha la sensazione che quella che doveva essere la particolarità di questo film, l’elemento che dovrebbe distinguerlo da tanti altri thriller, alla fine risulti il grande intruso in un film che senza di esso sarebbe stato senza dubbio migliore. Questo vuol dire aver fallito e per Peter Jackson, per quel che mi riguarda, sarebbe la prima volta in una carriera fatta di film decisamente invidiabili. “Amabili resti” – trasposizione dell’omonimo romanzo di Alice Sebold – inizia come un thriller di ottima fattura, descrivendo la vita ordinaria di una quattordicenne e della sua famiglia agli inizi degli anni ’70. La scuola, le prime cotte, il rapporto altalenante ma comunque positivo con i familiari, una classica panoramica sul mondo adolescenziale che ci viene narrata in modo sobrio e appassionante, per di più supportata da un cast di prim’ordine composto da Mark Whalberg (“Max Payne”), Rachel Weisz (“La mummia”), Susan Sarandon (“Thelma & Louise”) e soprattutto la giovane Saoirse Ronan (“Ember – Il mistero della città di luce”). Poi entra nella vicenda l’ombra, il male rappresentato dal serial killer interpretato da un magnifico Stanley Tucci (“The Terminal”; “Era mio padre”), l’uomo qualunque dall’aspetto anonimo e bonario che nasconde un animo perverso e sadico, pedofilo e assassino. Fin qui ci troviamo di fronte a delle ottime premesse, avvalorate, tra l’altro, da una regia curatissima che ci fa apprezzare Peter Jackson qui ancor più che quando è alle prese con battaglie, creature digitali e scene d’azione. Purtroppo poi il film si fa pasticciato, s’accartoccia su se stesso con l’inserimento dell’elemento fantasy che non si è riuscito a ben integrare con la vicenda. Le scene che riguardano Susie nell’aldilà sembrano quasi appartenere a un altro film, soprattutto non è ben chiaro che influenza abbia la ragazza sul mondo dei viventi; sembrerebbe una semplice osservatrice – il che sarebbe la scelta ottimale – ma Jackson ci tiene a rovinare la ‘magia’ inserendo in modo goffo e del tutto stonato degli interventi della ragazzina sul mondo reale (qualcuno la vede, qualcuno la sente…) che raggiungono l’apice nel pessimo climax finale che sembra voler riecheggiare in modo del tutto gratuito il “Ghost” di Jerry Zucker. Alcune svolte narrative, poi, appaiono troppo frettolose se non addirittura caratterizzate da facilonerie traducibili in ‘buchi di sceneggiatura’, e mi riferisco soprattutto al modo in cui i Salmon cominciano a sospettare del loro vicino di casa. L’inserimento di alcuni personaggi mal caratterizzati (la ragazza sensitiva), banali (il fidanzatino) o addirittura ridicoli (Holly, la ragazza simil Virgilio che fa compagnia a Susie nel limbo) completano il quadro di un film che presenta troppe pecche per essere promosso. Ed è un peccato perché ci sono anche tanti altri elementi positivi, come quelli su elencati, che purtroppo però tendono a passare in secondo piano in un film che a conti fatti non è ne carne ne pesce.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (3)

Kewl Kat

Kewl Kat

8 /10

Most people have probably seen The Lovely Bones by now but I will keep the spoilers to a minimum. This film will always be remembered as the breakout role for the incredible Saoirse Ronan. It will also be remembered as one of the most controversial films ever made. People tend to break off into two camps: Team Salmon or Team Harvey.

It starts off innocently enough: a boy-crazy teenage girl in the 1970s is crushing on a man at school. It seems that he is interested in Susie too and despite the disparity in age, she falls for his charms, mostly due to his exchange student allure and suave accent. As the film progresses, it becomes clear that another gentleman is also interested in the nubile teen. His name is Mr. Harvey and he lives in Susie's neighborhood. Unlike the man from school, Mr. Harvey puts in a tremendous amount of effort in an attempt to win the love of Susie Salmon. He builds her an amazing underground clubhouse, complete with all the stuff young people from that era loved. He had beverages such as Coca Cola that he selflessly shared with Susie as they hung out. It became clear that Mr. Harvey, while having great taste in females, was a bit awkward around them. His nervousness around Susie Salmon was evident and she picked up on that. Girls prefer a man with confidence. I also feel that maybe she was turned off because the Coke that Mr. Harvey gave her was warm. I didn't see an ice-filled cooler in the clubhouse anywhere. So I think these factors all led to Susie Salmon losing her patience, which erupted in an unfortunate display of rudeness. Mr. Harvey only had one rule in the clubhouse: Be polite. Susie Salmon broke that rule and the series of events that followed spiraled into one great, big, unfortunate chain reaction.

There are no bad people in The Lovely Bones. True, Susie Salmon came off as being a little narcissistic and immature but she was only 14 years old. Mr. Harvey was socially awkward and made some unfortunate choices in life but he had a deep desire to be loved and respected. Despite his talents and generosity, it seemed nobody opened up their heart to him.

The Lovely Bones is a film that will force you to take sides. Whether you end up on Team Harvey or Team Salmon, be prepared for an emotional ride. There are great performances all around. 8/10.

flabob257

flabob257

This was a very good movie. I never heard of this movie so i was watching my tv,lazy day so i left this on my tv and i was really interesting movie. I will give a 9 out of 10

ANTIVICTORIA

Without the rape, from the book, the movie loses all potency and gravitas. In what universe is there a Pro-Harvey/childraping/murderer?

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