BUIO OMEGA (AKA IN QUELLA CASA BUIO OMEGA)
Buio Omega
novembre 15, 1979
Un giovane ricco perde la sua fidanzata a causa di una bambola voodoo realizzata dalla governante gelosa. L'uomo però non la vuole abbandonare e decide di adagiare il corpo senza vita della donna su un letto e chiuderlo in una stanza della casa. Inizia poi a frequentare altre giovani donne per sanare il vuoto lasciato dalla recente scomparsa ma il male è ancora in agguato e la governante pronta a liberarlo.
Registi
Horror
Cast
Troupe
Produzione:
Ermanno Donati (Producer) — Marco Rossetti (Producer)
Sceneggiatura:
Ottavio Fabbri (Screenplay) — Giacomo Guerrini (Story)
Musica:
Carlo Pennisi (Original Music Composer) — Fabio Pignatelli (Original Music Composer) — Maurizio Guarini (Original Music Composer) — Agostino Marangolo (Original Music Composer)
Fotografia:
Joe D'Amato (Director of Photography)
RECENSIONI (1)
Un uomo ricco ed eccentrico vive in una enorme villa con la fidanzata e la governante, quando la sua compagna muore l’uomo decide di imbalsamarla e tenersela in casa, la domestica lo asseconda. Il giovane comincia ad impazzire e ad uccidere tutte le donne che gli capitano a tiro e poi ne nasconde i cadaveri nei modi più bizzarri aiutato dalla sua governante. L’arrivo della sorella della defunta fidanzata e la curiosità di un uomo porrà fine alle gesta dei due. Il più malsano e bel film del controverso regista italiano: ci vengono dispensate a piene mani scene truculente di necrofilia e sangue ( tra cui cadaveri squarciati e fatti a pezzi, cuori divorati, unghie strappate ), per la felicità degli spettatori amanti del genere con stomaci forti. Peccato che, al solito, la sceneggiatura e le interpretazioni di alcuni attori lascino un po’ a desiderare. Impensabile realizzare al giorno d’oggi in Italia un film come questo, per questo “Buio Omega” è un must comunque da vedere per tutti gli horrorofili. Il film è uscito nel ’79 ma ha avuto una riedizione nei primi anni ottanta con il titolo “In Quella Casa Buio Omega”; l’unica versione completamente uncut però è quella da poco edita della LF.
Commenti