Insidious backdrop
Insidious poster

INSIDIOUS

2011 CA HMDB
marzo 31, 2011

Il film ruota attorno alla vicenda di una giovane coppia (Rose Byrne e Patrick Wilson) che si trasferisce in una nuova casa insieme ai propri figli. Quando il maggiore dei tre cade in coma per un incidente, strani fenomeni cominciano a manifestarsi nell'abitazione. Spaventati da quanto avviene intorno a loro e convinti che la casa sia infestata dai fantasmi, i due genitori decidono di traslocare, ma le cose non sembrano migliorare. Gli stessi fenomeni si ripresentano anche nella nuova abitazione...

Registi

Cast

Commenti

Troupe

Produzione: Oren Peli (Producer)Steven Schneider (Producer)Brian Kavanaugh-Jones (Executive Producer)Jason Blum (Producer)
Sceneggiatura: Leigh Whannell (Writer)
Musica: Joseph Bishara (Original Music Composer)
Fotografia: John R. Leonetti (Director of Photography)David M. Brewer (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli

La famiglia Lambert si è appena trasferita in una nuova casa. Scricchiolii, strani rumori e cose fuori posto sono all’ordine del giorno ma si sa, una casa nuova e il disordine del trasloco possono fare di questi scherzi. Un giorno il piccolo Dalton, mentre gioca in soffitta, cade da una scala, batte la testa e vede qualche cosa di sinistro in un angolo. Le sue urla attirano l’attenzione dei genitori Josh e Renai, ma sembra che non ci sia nulla di preoccupante. La mattina dopo, quando Josh va a chiamare Dalton per andare a scuola si accorge che il bambino non si sveglia. I dottori non sanno cosa pensare: nessun trauma, niente di rotto, è come se Dalton si trovasse volontariamente in coma. Passano tre mesi e il bambino versa ancora in quelle condizioni, accudito in casa dalla mamma Renai. Ma nel frattempo rumori e strane presenze si sono manifestate alla donna facendosi sempre più insistenti e violente. Con i nervi a pezzi, Renai chiede al marito di trasferirsi perché convinta che la loro casa è infestata da una presenza maligna. Giunti in una nuova abitazione i coniugi si rendono conto che gli strani eventi persistono e che probabilmente non è la casa ad essere infestata… Tra i più talentuosi registi di cinema horror contemporaneo vi è senza ombra di dubbio James Wan, giovane co-autore della saga culto “Saw”. Quattro film quattro centri per un regista che mostra una coerenza autoriale notevole, capace di passare con assoluta nonchalance da suggestioni classiche a stile moderno pur lasciando ben impressa la propria firma. “Saw” ha gettato le basi per un vero e proprio filone cinematografico – il torture porn – e dato vita oltre che al più remunerativo franchise horror cinematografico degli ultimi anni anche ad una nuova icona del cinema di genere, Jigsaw/Enigmista…ma questo lo sappiamo tutti, è un dato di fatto. Il difficile arrivava con l’opera seconda, perché dopo una partenza col botto era arduo fare di meglio. In effetti il bellissimo “Dead Silence” delude al botteghino e ancor peggio si comporta l’altrettanto meritevole “Death Sentence”. Poi arriva “Insidious” a sollevare le sorti e con un budget minuscolo di appena 1,5 milioni di dollari, incassa lo sproposito di 54 milioni di dollari solo in America. Perché questo inaspettato successo? Perché il film è bellissimo e fa paura davvero, verrebbe da rispondere, ma è probabile anche che questo sia semplicemente il momento giusto per il filone delle case infestate e dei demoni casalinghi, inaugurato con successo da “Paranormal Activity”. E infatti non pochi sono i punti di connessione tra la saga mockumetary e il nuovo film di Wan, a cominciare dai produttori comuni Jason Blum, Jeanette Brill, Steven Schneider e Oren Peli (quest’ultimo anche regista del primo “Paranormal Activity”!) per proseguire sulla tematica di base molto simile. Wan però ci tiene a seguire un percorso personalissimo che in primis possa ancorare la sua opera all’universo del cinema classico/moderno sulle case infestate. La matrice primigenia è senza dubbio il “Poltergeist – Demoniache presenze” di Tobe Hooper, citato a più riprese e menzionato dal regista stesso come sua fonte primaria di ispirazione. Ma non c’è solo il film del 1982 in “Insidious”, bensì possiamo trovarvi tutti i topoi del cinema delle dimore maledette, dal gotico anni ’60 per le atmosfere funebri e le ampie porzioni di buio, ai massacri di amityvilliana memoria fino ai “cheap scaries” più attuali. Capirete che non è dunque obiettivo di questo film risultare originale, piuttosto mescolare gli ingredienti per un film godibile e di genuino terrore. Perché questa è la cosa che meglio riesce a “Insidious”, spaventare. Quasi due ore colme di momenti da sbalzo sulla poltrona e pelle d’oca assicurata, ma non si tratta solo di spaventi facili affidati al sonoro lanciato in maniera scriteriata (anche se non mancano i classici giochi affidati all’alternanza dei piani sonori), ma di vera e propria preparazione della tensione, sottile suspense gestita magnificamente da sequenze costruite ad arte per inquietare. La sceneggiatura del fidato Leigh Whannell (che compare anche come attore nei panni di uno degli assistenti della medium) è costruita bene, con lo scopo di raccontare una storia credibile nella sua assurdità, paradossalmente realistica; inoltre i personaggi sono dotati di una giusta caratterizzazione psicologica e non manca perfino qualche gradito colpo di scena. Unico rimprovero va all’inspiegata uscita di scena dei figli più piccoli della coppia protagonista. Il bello è che “Insidious”, oltre alla perfezione formale data anche da una bella e cupa fotografia (opera di David M. Brewer e John R. Leonetti) e una sintomatica propensione per lo spavento, ha anche il merito di dare alla luce una suggestiva figura di boogeyman. Il demone nero dal volto di fiamme e dalla zampe caprine mette paura (e somiglia in viso un po’ al Darth Maul di “Star Wars”, diciamolo…) e la sua ossessione per il piccolo Dalton ha tutte le caratteristiche per annetterlo alla nutrita schiera di incarnazioni cinematografiche dell’uomo nero. Bellissima, poi, la scena in cui lo vediamo nel suo antro colmo di pupazzi e marionette (vera ossessione per James Wan!) mentre si affila gli artigli. Perfetta caratterizzazione da ba-bau! Menzione particolare alle musiche di Joseph Bishara (che poi ha anche dato copro al suddetto demone), una serie di suoni battenti atonali di piano e di violini striduli che danno un reale senso di inquietudine e di disagio, nonché chiari richiami a pellicole del passato. “Insidious”, in fin dei conti, possiede questo carattere atemporale che lo fa sembrare un film del passato, particolarmente ancorato agli anni ’80, pur conservando una predisposizione agli stili più moderni, quasi da videoclip…a proposito non sarebbe strano se a qualcuno venissero in mente i video di alcune canzoni di Marilyn Manson nelle scene in cui Josh vaga nella dimensione dell’Altrove. Ottimi gli attori principali Patrick Wilson (“Passengers – Mistero in alta quota”; “Watchmen”) e Rose Byrne (“Sunshine”; “28 settimane dopo”), che danno vita a una coppia credibile in cui lui è un po’ distratto e superficiale ma sempre pronto ad accontentate la consorte e lei è responsabile e fragile. Degna di nota anche la caratterista Lin Shaye che qui interpreta la medium Elise. Insomma, “Insidious” è un film che vale, un bel viaggio nella casa degli orrori che ognuno di noi da bambino immaginava fissando da fuori la rispettiva attrazione del luna park. Bravo Wan, un film da brivido! Curiosità. Nella scena in cui Josh Lambert/Patrick Wilson è in classe a lavoro, si può vedere chiaramente sulla lavagna dietro di lui, disegnato con il gesso, il volto di Billy, il pupazzo caratteristico della saga di “Saw” con un misterioso “8” sottostante. Billy è ricorrente nascosto anche negli altri film di Wan.

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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (2)

Gimly

Gimly

7 /10

It's not wholly original, but it works because the people involved make it work, first and foremost, James Wan.

Final rating:★★★½ - I really liked it. Would strongly recommend you give it your time.

John Chard

John Chard

8 /10

Tiptoe Through the Tulips.

Insidious is directed by James Wan and written by Leigh Whannell. It stars Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Barbara Hershey, Lin Shaye, Andrew Astor and Leigh Whannell. Music is scored by Joseph Bishara and cinematography by John R. Leonetti.

The team behind "Saw" and "Dead Silence" bring us "Insidious", one of the finest exponents of the haunted house movie in the modern era. Of course that doesn't count for much with those not particularly struck by the formula, but it does seem to be one of the very few horror sub-genre movies to come out with better than average appraisals.

Of course it's not perfect, few films, especially in horror world, can stand up and come through unscathed by critics and fans alike, yet for the like minded adults who can set the mood and channel themselves into the boo jump and creepy atmosphere world wrung out by Wan and Whannell, then this is the bomb.

Much has been made of the shift in the last third, where the film brings in Astral Projection as its reasoning for the pant soiling previously unleashed. Undeniably the film runs away with itself, goes too far and the last 15 minutes are a chaotic mess of bold ideas and inadequate staging. However, it's interesting to note how often the haunted house movie in recent times gets accused of not bringing something new to the table, something thrown at the wonderful "Woman in Black" that followed "Insidious"down the pipe. Here the makers offer up something different, true, it hasn't worked in the way they or the hardened genre fans would have liked, but personally I found on second viewing it is forgivable. It's like riding your favourite Big Dipper, you enjoy the spins and upside down scream moments, but just tolerate the flat standard drive stretches of track while your heart tries to steady its beat.

When "Insidious" is hitting its heights it's utterly thrilling and unnerving, paced to perfection, it builds from whispered voices on a baby monitor to entities invading the home of the poor Lambert family. The mystery element is strong, just what do they want? Why is son Dalton in a coma but the medical boffins have no idea why? How come the entities have followed the Lambert's even when they move house? The latter of which is refreshing to see in the screenplay, it's a logical move but so often it's not done in other horror movies. The jumps are nicely placed throughout and a number of scenes are so freaky they get under your skin and stay there for some time - seriously, I don't think I'll ever be able to listen to "Tiptoe Through the Tulips" again without my blood being chilled. The use of photographs and mirrors bring the goose flesh to the skin, while Lin Shaye's arrival as the paranormal physic, and the subsequent use of a gas mask, keep things ticking on the freaky deaky scale (though once the gas mask scene hits it's where the pic slightly falls away).

It borrows ideas and takes its tonal cues from other horror movies, definitely, and the second half doesn't live up to the promise of the first; hell I'll even concede that a certain entity is badly designed, but it does have something new to offer the formula, it's also well performed by the cast, that itself is a rarity. It hasn't resonated with all, but it was a monster hit at the box office, making nearly $85 million in profit. The market for a good haunted house spooker is always open, so Insidious, in spite of its second half irks, sits in the top draw with the best of them. 8/10

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