SATAN'S BABY DOLL
La bimba di Satana
June 29, 1982
In the crypt of the remote castle of the Aguilars lies the recently-deceased body of Maria. Her husband Antonio is a jealous bully, his mute brother Ignazio is in a wheelchair peeping on his caretaker Sol, a novice. Also present are Miria, the couple's virginal daughter, and Isidro, a factotum who fears Satan's power. A frequent visitor is Juan Suarez, a doctor who wants Miria in a sanatorium for a month. She doesn't want to go. Isidro tries to exorcize the castle's evil spirits. Bodies pile up. Is Miria's mother truly dead, and who is Satan's tool?
Directors
Horror
Cast
Crew
Screenplay:
Gabriele Crisanti (Story) — Piero Regnoli (Screenplay)
Music:
Nico Catanese (Original Music Composer)
Cinematography:
Franco Villa (Director of Photography) — Angelo Lannutti (Director of Photography)
REVIEWS (1)
Questo orrendo film del regista di “Bravo Bravissimo” (la trasmissione di piccoli genietti condotta annualmente da Mike Buongiorno) è uno dei più trash che la storia del cinema ricordi. Inizialmente concepito come remake di “Malabimba” (1979) di Andrea Bianchi, in questo film abbandoniamo la tematica della possessione demoniaca e ci ritroviamo alle prese con un gruppetto di 7 (e dico 7) attoruncoli che muoiono uno ad uno. Ad ucciderli è un ricco signore spagnolo (Aldo Sambrell) che sospetta che la deceduta moglie (Marina L. Hedman) avesse rapporti sessuali con tutti gli abitanti del castello in cui vive, compresa la novizia (Mariangela Giordano), in un crescendo di situazioni ridicole e semi-porno (la monaca in calze bianche che si masturba). Il finale ha del poetico: tutto questo è stato concepito per salvare la purezza della figlia Miriam (Jacqueline Douprè), che però, alla faccia di tutti, si diletta allegramente con il padre, la defunta madre e la sua mano destra. Si salva solo una discreta regia di Bianchi e la colonna sonora, più da porno che da horror, di Nino Catanese.
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