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L'ISOLA DEGLI UOMINI PESCE

L'isola degli uomini pesce

1979 IT HMDB
gennaio 18, 1979

A seguito di un naufragio, il tenente medico De Ros cade nelle mani di un losco che, con l'aiuto di uno scienziato prigioniero, ha creato uomini pesce per il recupero del tesoro di Atlantide.

Cast

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Troupe

Produzione: Luciano Martino (Producer)Roger Corman (Executive Producer)
Sceneggiatura: Sergio Donati (Screenplay)Cesare Frugoni (Screenplay)Sergio Martino (Screenplay)
Musica: Luciano Michelini (Original Music Composer)
Fotografia: Giancarlo Ferrando (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Giuliano Giacomelli
Il tenente di un'imbarcazione francese, la Cayenne, incaricato di sorvegliare alcuni pericolosi criminali durante il loro trasporto via mare in un carcere, a seguito dell’affondamento del battello, naufragherà con i criminali su una misteriosa e apparentemente deserta isola. Ma non tarderà a scoprire che l’isola non è deserta ma è abitata da terrificanti e fameliche creature a metà tra uomini e pesci e che sembrano essere legati in qualche modo alla scomparsa della vecchia civiltà di Atlantide . Film drammatici ed estremamente noiosi realizzati con il solo scopo di vincere qualche festival del cinema, leggerissime e banali commedie con Pieraccioni o volgari commedie natalizie con Boldi e De Sica….sono queste ormai le uniche pellicole realizzate in Italia. Ormai la nostra nazione mira a produrre solo film per nulla originali, poco coraggiosi, che non fanno altro che riproporre sempre le solite storie per assicurarsi un discreto (ma quasi sempre eccessivo) successo al botteghino. Ed è così, che pian piano si è giunti a provare una certa nostalgia per le vecchie pellicole prodotte in Italia, pellicole originali, ben pensate e ben realizzate, che il più delle volte avevano esiti positivi e che non avevano nulla cui invidiare ai film d’oltreoceano. “L’isola degli uomini pesce” può essere un classico esempio di cinema italiano valido ma purtroppo morto da anni. Il film, diretto con maestria da un sempre eccellente Sergio Martino (“Tutti i colori del buio”, “Il corpo presenta tracce di violenza carnale”) fa parte di quel filone di film made in Italy che vantava di idee originali ma soprattutto ben realizzate e che evitava di creare complessi di inferiorità cinematografiche agli italiani. La pellicola, come spesso accade nei film di Martino, si avvicina molto più al genere avventuroso più che al genere horror (come poteva accadere in “La montagna del dio cannibale” o ne “Il fiume del grande caimano”), ma riesce comunque con disinvoltura ad integrare i due generi in un'unica opera senza creare sbavature di nessun tipo. Da ammirare in primis il plot di partenza che ha deciso di costruire un film, tutto sommato horror, sull’affascinante leggenda di Atlantide, civiltà greca sommersa dalle acque dell’oceano e scomparsa senza lasciare tracce e che da sempre incuriosisce le menti umane. Ad un plot avvincente, collabora una più che valida sceneggiatura, che riesce a destare l’attenzione dello spettatore sin dal primo minuto evitando di creare scene morte o leggermente pesanti; mentre la regia del buon Martino, ancora una volta non delude. Anche il cast è degno di lode. Infatti, tutti gli attori risultano essere molto professionali e ben calati nel loro ruolo; tra questi, spiccano come sempre Claudio Cassinelli (che già si era prestato come protagonista in altre pellicole del regista) e Barbara Bach. Altro punto forte del film sono le bellissime scenografie (spiagge, boschi e grotte), luoghi spaziosi e luminosi inusuali per ambientare film dell’orrore (che in genere prediligono luoghi angusti) che riescono ad affascinare ed incantare lo spettatore. Infine, decisivamente da apprezzare è la realizzazione delle creature. Realizzate con simpatici costumoni che potrebbero risultare un po’ grezzi e ridicoli ad un occhio moderno, ma invece non possono far altro che affascinare lo spettatore rievocando lo stile dei classici mostri che in genere dominavano il cinema degli anni ’50 e ’60. In conclusione questo “L’isola degli uomini pesce” è un classico ed ottimo esempio del vecchio e caro cinema italiano, che tanto ci ha fatto sognare in tempi passati, ma che ormai sembra essere scomparso per sempre proprio come la civiltà di Atlantide. Merita inevitabilmente una visione.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

Wuchak

Wuchak

5 /10

Castaways on deserted island Italian creature feature

Survivors of an ill-fated French vessel (Claudio Cassinelli, et al.) end up on a nameless Caribbean isle run by a self-appointed despot (Richard Johnson) who supports the dubious experiments of a sickly professor (Joseph Cotton). Barbara Bach is on hand as the latter’s daughter.

“Screamers” (1981) is the recut American version of the Italian “Island of the Fishmen” (1979), which adds an unnecessary and irrelevant 12-minute prologue to beef up the horror, as well other negligible changes. People usually say “Screamers” is the superior version, but I’ve never seen the original to compare the two.

In any case, this is an adventure/horror that mixes “Mysterious Island” (1961) and “The Island of Dr. Moreau” (1977) with the amphibian monsters of “Creature from the Black Lagoon” (1954) & “Humanoids from the Deep” (1980) yet with the Italian style (and cast) of “The Great Alligator” (1979). Whilst this is the least of these, it’s not far off. If you’re in the mood for deserted island adventure mixed with horror you can’t go wrong.

Regrettably, except for Bach’s face and the blonde in the prologue, there’s little feminine appeal. The creators needed to study the wise usage of Beth Rogan in “Mysterious Island” (1961) and Dana Gillespie in “The People that Time Forgot” (1977).

The film runs about 1 hour, 30 minutes, and was shot in Sardinia & Nuoro, Italy, with interiors done in Rome. The fog-laden night prologue was shot in Bronson Canyon, Griffith Park, Los Angeles; the volcanic shots were done in Maui, Hawaii.

GRADE: C+

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