Oscure presenze a Cold Creek backdrop
Oscure presenze a Cold Creek poster

OSCURE PRESENZE A COLD CREEK

Cold Creek Manor

2003 CA HMDB
settembre 19, 2003

La famiglia Tilson si trasferisce dalla città in campagna in cerca di pace e tranquillità, andando a vivere in una decadente villa. Cooper e Leah durante i lavori di ristrutturazione scoprono che la casa nasconde un oscuro passato. L'ex proprietario della casa, uscito di prigione, aiuta la famiglia ma in seguito cambia atteggiamento...

Cast

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Troupe

Produzione: Mike Figgis (Producer)Lata Ryan (Executive Producer)Annie Stewart (Producer)
Sceneggiatura: Richard Jefferies (Screenplay)
Fotografia: Declan Quinn (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Marco Castellini

Oscure presenze a Cold Creek

Una normalissima famiglia americana decide di lasciare la città in cui vive per trasferirsi in campagna e sfuggire finalmente al caos ed allo stress quotidiano che i ritmi della società moderna gli impongono. E’ con questa speranza che Cooper Tilson e la moglie Leah acquistano, per pochissimi dollari ad un’asta giudiziaria, una vecchia villa immersa nel verde, luogo ideale dove far crescere serenamente i propri figli. Dopo aver ristrutturato la casa però, il precedente proprietario, un giovane appena uscito di prigione di nome Dale Massie, si presenta alla porta dei Tilson, offrendosi di lavorare per loro ed aiutarli a gestire la manutenzione della vecchia casa di famiglia, nella quale ha vissuto anche insieme alla moglie e ai suoi due bambini prima di essere arrestato. L’apparente gentilezza di Dale cambierà faccia molto presto, lasciando spazio a sentimenti di vendetta e di rivalsa verso le persone che si sono impossessate della sua abitazione: insospettito dal comportamento del giovane, Cooper inizierà ad indagare sul passato di Dale, arrivando a scoprire una sconcertante verità… Complice anche l’infelice traduzione del titolo decisa da chissà quale furbissimo impiegato della Miramax, “Oscure Presenze a Cold Creek” si rivela senza mezze misure un subdolo tranello dal quale è quasi impossibile scappare. I primi a finire nella rete dell’inganno saranno sicuramente i fedelissimi appassionati di cinema dell’orrore i quali, attratti da un titolo quanto mai menzognero, penseranno di trovarsi di fronte ad un gustosissimo horror ambientato in una casa infestata da spettri, morti viventi o chissà cos’altro. Ma nel film non c’è assolutamente niente di paranormale! Accettata l’idea di trovarsi di fronte ad un “semplice” thriller, le sorprese spiacevoli continueranno ugualmente: infatti anche coloro che si aspetteranno di assistere ad una storia agghiacciante e ricca di atmosfera, finiranno per rimanere molto, troppo delusi. “Oscure Presenze a Cold Creek” è in sostanza un grande bluff. La trama e la struttura del film lasciano allo spettatore più di una perplessità: le situazioni che si susseguono per tutta la durata della pellicola hanno un insistente sapore di “già visto” e di scontato, compresi i più che prevedibili colpi di scena. A rendere ancora più statica questa sterile sequenza di luoghi comuni del thriller moderno, contribuisce un ritmo lento e pesante, spesso privo del giusto mordente: le scene interessanti e con la giusta tensione sono nascoste in un mare di sequenze piatte e monotone, costruite sì per cercare di tratteggiare la psicologia dei protagonisti, ma di fatto troppo lente e poco dinamiche per catalizzare l’attenzione dello spettatore. Basti pensare che dopo mezz’ora di film non c’è ancora nessun elemento che faccia pensare di essere di fronte ad un thriller! E quando l’intreccio sembra deciso ad evolversi e a regalare qualche emozione, la pellicola continua sulla strada della prevedibilità, il comportamento dei personaggi diventa un libro aperto per chiunque, e il sempre presente colpo di scena finale rivela la più ovvia delle ovvietà, peraltro già da molto tempo prevista anche dallo spettatore meno attento. Cosa salva allora questo film dal peggiore dei voti? Per prima cosa la presenza di un cast d’eccezione, pieno di attori hollywoodiani tanti cari al cinema moderno: Dennis Quaid interpreta il suo personaggio con discreta bravura, così come Stephen Dorff, perfettamente a suo agio nei panni del giovane cattivo. Anche le attrici non sono da meno: Juliette Lewis si conferma perfetta per interpretare la classica giovane americana svampita e un po’ sopra le righe (chi non la ricorda nel mitico “Dal Tramonto all’Alba”?) e Sharon Stone, sogno proibito di due generazioni di cinefili, riesce ancora ad abbagliare con la sua disarmante bellezza. Altra nota positiva è la presenza dietro la macchina da presa dell’ottimo regista Mike Figgis, apprezzato in Italia per film come “Via da Las Vegas” e “Mr. Jones”, capace di impreziosire una trama banale con una regia brillante e sicura, con una scelta vincente di inquadrature, colori ed ambientazioni che permettono allo spettatore di gustare con sorprendente tranquillità un piatto che altrimenti risulterebbe indigesto. “Oscure Presenze a Cold Creek” è un film tecnicamente di buon livello ma privo della giusta atmosfera e della giusta tensione che un buon thriller deve saper regalare. Bello senz’anima.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (2)

Wuchak

Wuchak

6 /10

Manor-in-the-woods thriller/horror

A troubled New York City couple (Dennis Quaid & Sharon Stone) move to the country after purchasing a dilapidated estate at a can’t-refuse price. Unfortunately, the manor’s past interrupts their enjoyment of their new home. The cast is rounded out by Stephen Dorff, Juliette Lewis, Dana Eskelson, Christopher Plummer and Kristen Stewart (who was 12 years-old during shooting).

“Cold Creek Manor” (2003) is a drama/thriller with a bit o’ horror that mixes “What Lies Beneath” (2000) and “The Messengers” (2007) with “Undertow” (2004). Instead of cabin-in-the-woods, it’s a manor-in-the-woods flick, but don’t expect over-the-top slasher antics (e.g. silent masked killer with a machete), as this one’s more low-key and realistic, albeit saddled with eye-rolling thriller/horror clichés.

If you can roll with that flaw and a laughably executed snake sequence, this is pretty much on par with “What Lies Beneath” and “The Messengers” although it lacks the artistry of “Undertow.” Stephen Dorff is outstanding and the movie brings to life the small town/rural area with the residents thereof. People criticize the casting of gruff Dennis Quaid as a “wuss,” but he’s not a wuss; he’s just not rash because he knows a reckless social mistake can bring life-changing tragedy in seconds. Most other nitpicks can be just as easily explained. For instance, a person can’t very well push someone into a well if they’re no longer in the area.

The film runs 1 hour, 58 minutes, and was shot at Cruickston Park, Cambridge, Ontario, and places nearby in the Kitchener/Cambridge region with studio stuff done in Toronto, which is just an hour’s drive east.

GRADE: B-

CinemaSerf

CinemaSerf

5 /10

I always had a bit of a crush on Stephen Dorff, and his topless torso helps this start off quite promisingly. Sadly, that is the undoubted highlight in this otherwise really poor horror mystery. "Cooper" (Dennis Quaid) and his wife "Leah" (Sharon Stone) take their kids from the city to live in an old rural manor house. It needs a bit of work, and they hire in the son of the former owner "Dale" (Dorff) to help out. That's mistake number one as we quickly discover that this house might not be the family's most shrewd purchase. Mike Figgis tries quite hard to build and sustain a sense of menace here, but he is completely let down by a storyline that is far too thinly stretched and by a really lacklustre effort from both Stone and the really weak Quaid. It doesn't so much end, as just peter out - I couldn't have cared less about any of them and once Dorff put his shirt on, my interest waned completely. An early outing for Kristen Stewart and a pointless one for Christopher Plummer (who didn't even have to get out of bed) add quite literally nothing to this mundane thriller that is really light on thrill.

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