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IL MOSTRO DEL PIANETA PERDUTO

Day the World Ended

1955 US HMDB
dicembre 1, 1955

Sette superstiti di una guerra nucleare arrivano a una casa-rifugio in montagna dove uno scienziato si è rinchiuso con la figlia e un'ingente scorta di viveri. Una scimmia mutante, colpita da radiazioni atomiche, semina paura e morte e rapisce la ragazza.

Cast

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Troupe

Produzione: Roger Corman (Producer)Alex Gordon (Executive Producer)
Sceneggiatura: Lou Rusoff (Story)
Musica: Ronald Stein (Original Music Composer)
Fotografia: Jockey Arthur Feindel (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
In seguito a un’esplosione atomica, la Terra è ridotta a un deserto arido e infestato da tumuli di gas nocivo. Alcuni sopravvissuti si sono rifugiati in una casa bunker e tra di loro si creano fin da subito diverse fazioni e inevitabili liti per la leadership. Ma nel frattempo uomini e animali rimasti esposti alle radiazioni sono mutati e fuori dall’abitazione si aggira un mostro con intenzioni per nulla pacifiche. Ogni regista indipendente che aspira a girare un film fanta/horror con un piccolissimo budget dovrebbe guardare “Il mostro del pianeta perduto” e imparare da Roger Corman. Lui, il re indiscusso del basso budget per questa sua prima incursione nel fantastico aveva a disposizione solo 96 mila dollari, una miseria se pensiamo che il film avrebbe dovuto raccontare di una Terra distrutta dall’atomica e di mostri mutanti assassini. E invece, giocando sapientemente con il vedo/non vedo e puntando tutto sulle dinamiche tra personaggi, Corman è riuscito a confezionare un signor film che oggi è giustamente celebrato come un classico del cinema fantastico. “Il mostro del pianeta perduto”, che in originale si intitola più pertinentemente “Day the World Ended”, viene girato nel 1955 dunque in quel periodo in cui negli Stati Uniti, così come in altre parti del mondo, ancora si piangeva per la bomba H di dieci anni prima e si temeva per un’imminente guerra nucleare. Va da se che un film che trattasse delle conseguenze di un’esplosione atomica e i mostri che letteralmente potrebbe generare, era di grande attualità e poteva stimolare la curiosità degli spettatori. In fin dei conti il cinema è sempre stato al passo coi tempi e può essere considerato uno dei più efficaci mezzi per esorcizzare le paure della società e infatti nel film di Corman non è tanto il mostro che si aggira attorno alla casa a rappresentare il fulcro della vicenda, quanto le tensioni che si creano all’interno del gruppo. L’uomo è responsabile del male in tutto e per tutto, sia del collasso del Pianeta che della morte dei pochi sopravvissuti. La visione particolarmente negativa del regista è pertinente con il periodo storico e si concretizza attraverso le immagini di un’umanità allo sbando in cui il più forte vuole averla vinta a tutti i costi distruggendo l’innocenza e violentando la natura. Corman si avvale di un buon corpus attoriale per portare in scena un microcosmo conflittuale che per certi aspetti ricorda e anticipa “La notte dei morti viventi”. L’eroe Rick (interpretato da Richard Denning) è ottuso tanto quanto il perfido Tony (Mike Connors), ma il suo agire è salvifico, a differenza di quello della sua nemesi. Il ruolo della bella in pericolo è di Lori Nelson, che nel momento topico sarà portata in braccio svenuta dal mostro, come tradizione vuole. Ecco, il mostro è la nota dolente del film. Se Corman era riuscito ad aggirare la carenza di budget facendo svolgere il film quasi tutto all’interno del bunker e incentrandosi sui personaggi, lasciando a poche scene il paesaggio devastato dalla bomba, con il mostro non può esimersi dal mostrarlo. Lo stesso regista ha dichiarato in un’intervista che secondo lui il mostro non doveva vedersi e che se fosse dipeso solo da lui non sarebbe stato mai mostrato, ma il mercato esigeva l’approccio visivo con la minaccia mutante e di conseguenza gli ultimi dieci minuti del film, quando appunto si può vedere il mostro apparso fino a quel momento solo in ombra, la credibilità della minaccia cade. Il look è bruttino e poco fantasioso e la realizzazione tramite costumone è men che mediocre, facendo apparire l’attore mascherato più impacciato che minaccioso. Soprassedendo su questo piccolo difetto che per qualcuno ha fatto invecchiare il film più velocemente del previsto, ci troviamo di fronte a un bel fanta/horror ricco di tensione e ritmo dati dall’intelligente gestione dei caratteri dei personaggi. Curiosità. Nel 2001 Stan Winston e Samuel Z. Arkoff produssero una serie di film, chiamata Creature Features, che richiamassero per il titolo alcuni classici della fantascienza anni ’50. “Il mostro del pianeta perduto” è finito nel calderone e in Italia lo pseudo remake (che però non c’entra nulla con la trama dell’originale) si chiama fedelmente “Il giorno in cui il mondo finì”, con Nastassja Kinski come protagonista e Terence Gross in cabina di regia.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (2)

talisencrw

7 /10

I really enjoyed this a lot more than I had anticipated. Early Corman films are great fun to watch, as he's just bursting with ideas and is filled with reckless abandon. The film would make an intriguing twin-bill with Vincent Price's 'Last Man on Earth' for a fine night's viewing of post-apocalyptic mayhem...

CinemaSerf

CinemaSerf

5 /10

Former sailor and father, "Jim" (Paul Birch) and his daughter "Lori" (Louise Maddison) are all set to hunker down and sit out the aftermath of a nuclear attack when two folks arrive at their door. He is all for ignoring it - they have limited resources - but she's a bit of a reckless goody-goody and so admits "Tony" (Mike Connors) and his girlfriend "Ruby" (Adele Jergens). Turns out he's a bit of a gangster, she's his moll and he also has a wandering eye. Luckily, "Rick" (Richard Denning) shows up with a man on death's door and a craving for raw meat! Though there is some good news as the radioactivity seems to be abating, but "Lori" - when she's not fending off the unwanted attentions of "Tony" - is starting to hear a voice. Something is trying to communicate with her. Maybe it's the ghost of the writer who died of boredom whilst writing the script? There's a great deal of it, and that really drags the pace of this into the doldrums. The story itself shows mankind in none too kind a light, but that's the way it has been contrived. Quite why "Tony" and his bejewelled gal would have been anywhere near this remote lakeside house is anyone's guess. The denouement, though never in doubt, merely confirmed what I thought about "Lori" all along - a charm free and rather impulsive character who, well... It's not really sci-fi, more a low budget romantic thriller that you'll never remember watching.

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