Jason X backdrop
Jason X poster

JASON X

2001 US HMDB
novembre 9, 2001

Le saghe horror fanno ormai parte del Dna del cinema, e non bisogna stupirsi quando i sequel raggiungono numeri a due cifre come nel caso di Jason X (J-X in inglese), decimo episodio che vede come protagonista il carnefice di Venerdì 13 con la sua maschera da Hockey. Dopo avere affrontato Freddy Krueger, Jason Voorhees risorge su una astronave nel 2455, congelato, per un esperimento, attraverso un processo criogenico. Dal suo risveglio la morte acquisterà nuovamente un volto.

Cast

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Troupe

Produzione: Noel Cunningham (Producer)Sean S. Cunningham (Executive Producer)Andy Sykes (Executive Producer)
Sceneggiatura: Todd Farmer (Screenplay)
Musica: Harry Manfredini (Original Music Composer)
Fotografia: Derick V. Underschultz (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Anno 2010. Il pluriomicida Jason Voorhees è stato finalmente catturato e viene portato al centro di ricerca di Crystal Lake: obiettivo degli scienziati è metterlo in stasi criogenica e studiare il suo tessuto, dalle incredibili capacità autorigenerative, per le ricerche sulle cellule staminali. Ma non tutto va per il verso giusto. Jason riesce a liberarsi, fa una strage di scienziati e militari, ma viene ibernato da una delle responsabili del centro di ricerca, che a sua volta, rimane ibernata e ferita. Anno 2455. Un gruppo di studenti provenienti da Terra 2, in gita sul vecchio pianeta, si imbattono nei corpi congelati di Jason e della dottoressa; li portano a bordo dello shuttle per studiarli e li rianimano, ignari che hanno appena ridato modo al più pericoloso serial killer del passato di continuare il suo hobby preferito! Il proverbio recita “Chi non muore si rivede!”, e se c’è un personaggio della cultura popolare che davvero non ha intenzione di morire, quello è proprio Jason Voorhees. A distanza di otto anni dal brutto e apparentemente conclusivo ( “The final Friday” ) “Jason va all’inferno”, torna in forma sfolgorante il gigante con maschera da hockey che tutti i fan dell’horror conoscono. Al decimo capitolo non si poteva che prevedere un ulteriore inutile e stanco film, invece “Jason X”, forte di una sceneggiatura fresca e autoironica, riesce prepotentemente ad inserirsi tra i migliori titoli della saga. Diciamocelo chiaramente: alla notizia che Sean S. Cunningham aveva intenzione di produrre un nuovo film della saga “Venerdì 13” ambientato addirittura nello spazio e solamente leggendo l’assurdo plot, ci si sarebbe aspettato il peggio. Ma il film in questione ha il grande merito di non prendersi minimamente sul serio, risultando un divertissement sanguinoso che sicuramente tutti i fan apprezzeranno. Vedere Jason che si muove deciso, con il suo classico e inesorabile passo pesante, tra i corridoi di una nave spaziale, impugnando un machete futuristico e sorprendendo alle spalle le proprie vittime come se fosse una delle viscide creature di “Alien”, è dannatamente divertente. Tutti i cliché della saga vengono rispettati e messi alla berlina, finendo in un’autocitazione in cui si ricrea, tramite realtà virtuale, la Cristal Lake del 1980: Jason si ritroverà immerso nel luogo in cui è cresciuto, in riva al lago, con due campeggiatrici in topless che inneggiano al sesso e alla droga ( i due peccati per i quali Jason ha sempre, forse involontariamente, punito ); naturalmente il killer non si farà sfuggire l’occasione e agirà d’istinto in un revival artificiale. Naturalmente l’intera pellicola viaggia sui binari della farsa compiaciuta, così tra citazioni da “Aliens – Scontro finale” ( i marines che inspiegabilmente scortano gli studenti e che si trovano in un sanguinoso scontro con il massacratore di Crystal Lake ), prese in giro a “Star Trek” ( la protagonista reclama il fatto che non sia possibile teletrasportarsi ), androidi esperti di arti marziali e David Cronenberg che in un cammeo si fa uccidere da Jason ( il regista stesso ha espresso la volontà di voler essere una vittima del killer ) si arriva nel climax finale in cui Jason compare come un cyborg invulnerabile e arrabbiatissimo. In conclusione, “Jason X” è un film stupido, ma consapevole di esserlo e, nella sua sincera puerilità, diverte molto, anche grazie ad una location originale e ad una serie di trovate di sceneggiatura davvero gustose. Chissà se i produttori riusciranno a resuscitare Jason per un’undicesima volta?
👍 👎 🔥 🧻 👑

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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (3)

Gimly

Gimly

6 /10

Jason X holds the lofty title of maybe being the cheesiest movie in the incredibly cheesy Friday the 13th franchise, and while that's not exactly a compliment, it still, somehow, works. Jason X is about as feelgood as a slasher movie can get, the catharsis is real, and so are the laughs.

Final rating:★★★ - I liked it. Would personally recommend you give it a go.

portnoyz

5 /10

10th time's a charm. Better than many of the Friday the 13th movies.

Wuchak

Wuchak

6 /10

Like "Alien" but with Jason and a sense of humor

Released in 2001, "Jason X" starts in the year 2010 where the government decides to finally stop Jason by putting him into frozen stasis. He and another person are revived in the year 2455 by a professor and his students who are on a field trip from Earth Two to Earth One. Jason is unleashed on their spaceship and havoc ensues.

This entry is like 1979's "Alien" except with Jason as the monster and a sense of humor. You'll also notice that it's a great departure for the series putting Jason in space in the future. Most Friday fans look down on 1993's "Jason Goes to Hell" and "Jason X" because the producers tried something new. It's obvious that they felt the series had become stale and formulaic with an incredible eight-installment run from 1980-1989. I felt "Jason Goes to Hell" had a refreshing concept (ripped off from 1987's "The Hidden") and a great intro & opening act, but the tone was distasteful and the flick eventually spiraled out of control with its cartoony quasi-horror gobbledygook; still, it featured a couple of the best women in the series (Agent Marcus and Deborah), which should be commended.

I heard negative comments about "Jason X" over the years, but the first half is sci-fi at its best with some amusing elements thrown in for good measure. It’s stunning how well the filmmakers handle the sci-fi aspects of the plot and F/X. The second half, unfortunately, becomes too cartoonish as Jason systematically annihilates most of the crew, particularly when he gets his new futuristic look, basically morphing into SuperJason (rolling my eyes).

As usual, this installment features an impressive assortment of women, but it's only Kinsa (Melody Johnson) that I find appealing, except for the cameo of the campfire teen #1 at the end, played by the stunning Mika Ward. They should have included her in the main cast.

To be expected in light of the spaceship plot, the film was shot mostly on sets (in Toronto) with a couple of outside sequences in Ontario.

The film runs 91 minutes.

GRADE: B-

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