La Maschera di Cera backdrop
La Maschera di Cera poster

LA MASCHERA DI CERA

House of Wax

1953 US HMDB
aprile 16, 1953

Il professor Henry Jarrod e il suo socio Matteo Burke hanno istituito un Museo di statue di cera dove sono riprodotti personaggi celebri, ma gli affari non vanno granché bene. Matteo, per incassare i soldi dell'assicurazione, decide di distruggere lo stabile e il suo contenuto. Nel tentativo di salvare le sue creazioni, Jarrod resta gravemente ustionato e dopo essersi vendicato del socio, decide di ricostruire il museo, usando questa volta dei cadaveri ricoperti di cera. Quando una ragazza riconosce nella statua di Giovanna d'Arco il volto di una sua amica, Jarrod tenta di eliminarla...

Cast

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Troupe

Produzione: Bryan Foy (Producer)
Sceneggiatura: Crane Wilbur (Screenplay)Charles S. Belden (Story)
Musica: David Buttolph (Original Music Composer)
Fotografia: Bert Glennon (Director of Photography)J. Peverell Marley (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Uno scultore di statue di cera, subito dopo aver trovato i finanziamenti per esibire le sue opere, viene travolto da un incendio appiccato intenzionalmente da un suo socio disonesto. Il laboratorio e le statue vengono completamente distrutte e lo scultore rimane gravemente ferito. Diversi anni dopo, lo scultore, costretto su una sedia a rotelle e privato dell’uso delle mani, apre un nuovo museo delle cere e, contemporaneamente, avvengono brutali omicidi, seguiti dal trafugamento dei cadaveri dall’obitorio. Chi sarà il misterioso assassino sfigurato? E per quale motivo le statue del museo delle cere hanno una grande somiglianza con i corpi trafugati dall’obitorio? Remake piuttosto fedele dell’omonimo film del 1933 diretto da Michael Curtiz, “La maschera di cera” è anche il film che ha lanciato Vincent Price come icona del cinema fantastico ( prima di questo film aveva recitato in “Il ritorno dell’uomo invisibile” sequel del noto “L’uomo invisibile” del 1933 ) dopo aver interpretato ruoli in film dai generi più disparati. Inoltre questo film ha anche il merito di essere uno dei primi film ad essere proiettato in 3D, tecnica che da allora in poi fu molto utilizzata nel cinema fantasy/ horror, fino agli anni recenti, per contrastare l’appeal che la tv stava acquistando verso il pubblico. “La maschera di cera” è un piccolo classico del cinema horror/thriller degli anni ’50, ma purtroppo non è invecchiato molto bene, a differenza di pellicole ad essa contemporanee. Agli occhi dello spettatore moderno questo film può risultare a volte stucchevole, ma è indubbiamente carico di fascino per numerose soluzioni stilistiche che, ancora oggi, risultano altamente valide. Regna indiscussa sull’intera pellicola la forte presenza scenica di Vincent Price, perfetto nel ruolo dell’ambiguo scultore, che da questo momento diventerà una vera star del genere. Diligente la regia di De Toth che in diversi punti riesce a creare una perfetta atmosfera di inquietudine ( su tutte, la scena dell’obitorio ), supportata anche da una efficace fotografia e una suggestiva colonna sonora. In contrasto a questi elementi positivi, si riscontrano altre soluzioni meno felici: alcune scelte di sceneggiatura risultano poco azzeccate, in special modo costruire la storia sul mistero legato all’identità dell’assassino, quando poi la soluzione finale risulta la più scontata e prevedibile, annullando così il senso dello stupore che poteva essere indotto nello spettatore ( ma questa non è un’esclusiva di questo remake, dal momento che anche lo script originale del film di Curtiz lo prevedeva ). Inoltre questo film, pur avendo una durata esigua ( poco più di 80 minuti ), ha delle gravose cadute di ritmo, soprattutto nella parte centrale, che non riescono a tenere desta l’attenzione dello spettatore e a coinvolgerlo a dovere. Inutile sottolineare il fatto che questa pellicola, malgrado il tema trattato e il divieto ai minori, sia completamente priva di scene “forti”, considerando il periodo in cui è stata prodotta. In conclusione, “La maschera di cera” risulta un film affascinante e generalmente ben fatto, ma, a tratti, poco coinvolgente e non particolarmente adatto agli spettatori abituati all’horror frenetico e viscerale dell’epoca postmoderna/ contemporanea.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

John Chard

John Chard

9 /10

In any format it's a genre highlight.

Henry Jarrod is a very talented sculptor of wax figures for a museum. But as the museum starts to flounder, Jarrod's partner, Matthew Burke, insists on taking a new direction, a row ensues and Jarrod is knocked unconscious. Burke seizes the opportunity to torch the museum and get the insurance money, with Jarrod still in the premises. Thought long since dead, Jarrod resurfaces, apparently wheel chair bound and with horribly burned hands. Opening up a new museum, his new figures (made by his protégé under his instruction) look ever more lifelike than before, could he be responsible for some despicable crimes in the area?

This marvellous film is a remake of the 1933 chiller, The Mystery Of The Wax Museum, directed by Michael Curtiz. Here this film is taken on by Andre de Toth, originally filmed in 3-D with the then bonus addition of Warner Phonic Sound, it's a picture that thankfully holds up real well even in its basic flat format. The reason it does hold up well is because director de Toth didn't get carried away with the gimmick, it's used sparingly so the narrative never gets lost amongst any trickery, and thus House Of Wax's excellently creepy story comes to the fore.

Having the ever supreme Vincent Price as your leading man (Jarrod) will always help your horror genre picture, and here he two folds the performance brilliantly. At first his Jarrod is charming and carrying a grace about his dedication to his craft, but then, devilment takes control as Price pumps creepy ardour into Jarrod's fractured mind. Quite a turn from Price who most definitely suffered for his art during the shoot, forced to do his own stunts (the 3D process needs more than one camera), he was involved in an accident that set him on fire and almost saw him crushed!Then there was the long and often painful make up sessions to get the desired effects of a burns victim, layers of rubber strangling his skin to the point of passing out, oh yes Vincent earned his money on this one!

We even get one of the earliest credited performances from Charles Bronson (here under his real name of Buchinsky) as Jarrod's assistant Igor, whilst fans of The Addams Family TV series will no doubt enjoy the performance of future Mortica, Carolyn Jones. The film was a big success on its release, and hugely popular with critics, and it's not hard to see why, because today it still stands proud as one of the finest exponents of classic horror, both as a story and as a technical construction. 9/10

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