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LONTANO DA CASA

Far from Home

1989 US HMDB
giugno 30, 1989

Charlie Cox avrebbe dovuto fermarsi a fare benzina in California. Mentre è in viaggio attraverso il paese con la figlia adolescente, Joleen, la sua auto va a vuoto in una spaventosa cittadina del Nevada. Con quasi una goccia di carburante da trovare, Charlie e Joleen si fermano per la notte in un parcheggio per roulotte fatiscenti. Lì, Joleen cattura l'attenzione di due adolescenti, Jimmy e Pinky, entrambi potrebbero essere il serial killer che attualmente terrorizza la città.

Cast

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Troupe

Produzione: Ellen Steloff (Executive Producer)Donald P. Borchers (Producer)Lawrence Kasanoff (Executive Producer)
Sceneggiatura: Tommy Lee Wallace (Screenplay)Theodore Gershuny (Story)
Musica: Jonathan Elias (Original Music Composer)
Fotografia: Paul Elliott (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
L’adolescente Joleen è in viaggio con suo padre Charlie attraverso il Nevada. Rimasti con l’auto a secco, i due sono costretti a pernottare in un paesino nel bel mezzo del deserto, in attesa che l’unico distributore di benzina della zona venga rifornito. L’arrivo di Joleen desta subito l’interesse di due ragazzi, il ribelle Jimmy e il pacifico Pinky, mentre Charlie fa la conoscenza di Louise, anche lei bloccata lì e in attesa del carburante. Nel frattempo un misterioso assassino miete vittime tra i pochi abitanti del paese e sembra voler impedire a Charlie e sua figlia di andare via. Conosciuto in Italia anche con i titoli “Ritorno a casa” e “On the road”, “Lontano da casa” (appunto “Far From Home” in originale) è un inutile thriller prodotto nel 1989, nel periodo in cui la carriera di Drew Barrymore stava andando a rotoli a causa di alcool e droga. La bimba prodigio di “E.T.” interpreta in questo film un’antipatica teenager che si trova inaspettatamente protagonista di un incubo, in un luogo poco accogliente e tra persone ostili. La tematica del luogo ostile nel bel mezzo del deserto, o zona rurale, abitato da bifolchi e poco ospitali “primitivi” è stata più volte sfruttata dal cinema thriller/ horror e ancora oggi viene spesso rivangata. Con “Lontano da casa” si tenta di stabilire un approccio piuttosto freddo con questa tematica, non riuscendo a sfruttare in pieno le suggestive locations e il clima di oppressione e spaesamento che si poteva benissimo creare. Il film in questione mette in scena una serie di personaggi antipatici e poco approfonditi, dei quali a nessuno interessa la sorte; inoltre, pur avendo a disposizione gli assolati paesaggi desertici del Nevada, il film si svolge troppo spesso in interni o nei pressi della bidonville in cui alloggiano i protagonisti. Malgrado la costruzione da “giallo”, in cui l’assassino non viene mai mostrato in volto, è facilissimo intuire l’identità del killer, e questo accade soprattutto perché i personaggi in azione sono pochi e la sceneggiatura, scritta da Tommy Lee Wallance (regista di “Halloween III” e “It”), non tenta in nessun modo di depistare lo spettatore. Quello che poteva, dunque, essere un motivo di interesse per lo spettatore si tramuta in piattezza narrativa che si esplica poi in uno svolgimento schematico e piuttosto fiacco. I personaggi sono tutti appena abbozzati, così come le motivazioni che li spingono ad agire. La Joleen interpretata dalla Barrymore è una ragazzina che ripete continuamente al padre di non essere più una bambina e passa il tempo facendo bagni in una lurida piscina e scrivendo sul suo diario quanto le piace il ragazzo rude e ribelle che si aggira in paese. Suo padre Charlie è un giornalista senza alcuna delineazione psicologica interpretato da Matt Frewer (“L’alba dei morti viventi”, “Masters of Horror: Chocolate”); mentre in ruoli minori possiamo trovare una giovane Jennifer Tilly (“La sposa di Chucky”; “Il figlio di Chucky”) e il caratterista Dick Miller (“Gremlins”; “Il cavaliere del male”). Anonima e televisiva la regia dell’esperto in videoclip musicali Meiert Avis. Editato recentemente in dvd dalla Eagle Pictures.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

Wuchak

Wuchak

7 /10

Stuck in a remote desert town in northwest Nevada

This is a coming-of-age drama mixed with quirky murder mystery involving eccentric people living in the lonely wasteland, such as the mechanic who refuses to ‘worship Mammon’ (Richard Masur) offset by the high-strung shop owner (Susan Tyrrell). Matt Frewer and Drew Barrymore work well as the father & daughter who dearly love each other despite the typical family issues. Meanwhile the malevolent remote-controlled vehicle is reminiscent of the amusing one in Eastwood’s “The Dead Pool,” released the previous year.

In the feminine department, Drew was 13½ during shooting in August, 1988 (which technically started filming on July 25th). She’s a blossoming beauty, just way too young. That leaves us with the stunning Karen Austin, who was 32 years-old during shooting, as well as the inimitable Jennifer Tilly, who was a month shy of 30; regrettably, their roles are pretty small.

Nine years after this was released “Desert Blue” borrowed the plot, minus the whodunit angle, for a more mundane story. The abandoned skeleton of a building here is exchanged for an ominous cola factory. By contrast, this one goes over-the-top with sporadic thriller bits, which will inspire some viewers to roll their eyes.

It runs 1 hour, 29 minutes, and was shot in northwest Nevada, mostly Gerlach, which is a 2.5 hour drive northeast of Lake Tahoe, but also American Flats (the cement structure), which is a few miles south of Virginia City. Carson City is also listed.

GRADE: B

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