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CURSED - IL MALEFICIO

Cursed

2005 DE HMDB
febbraio 25, 2005

A Los Angeles, un fratello e una sorella che hanno da poco perso i genitori affrontano la dura quotidianità, finchè una bestia feroce li attacca una notte, cambiando il loro destino. Ora devono combattere per sopravvivere alla maledizione di un lupo mannaro...

Registi

Cast

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Troupe

Produzione: Bob Weinstein (Executive Producer)Marianne Maddalena (Producer)Andrew Rona (Executive Producer)Brad Weston (Executive Producer)Harvey Weinstein (Executive Producer)
Sceneggiatura: Kevin Williamson (Screenplay)
Musica: Marco Beltrami (Original Music Composer)
Fotografia: Robert McLachlan (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Francesco Mirabelli
Francesco Mirabelli
Dintorni di Los Angeles, sera: due belle ragazze si recano in un parco giochi dove, per scherzo, interpellano una chiromante per risolvere i problemi sentimentali di una di loro. La sensitiva, invece di rispondere alle domande, profetizza un pericolo per le due ragazze simboleggiato dal sangue visto sulle loro mani… naturalmente le giovani non prendono il vaticinio sul serio, ma pochi giorni dopo, durante il plenilunio, una di loro verrà coinvolta in uno strano incidente automobilistico sulle colline di Hollywood. I passeggeri dell’altra auto, fratello e sorella, si fermano a prestarle soccorso, senza immaginare in quale bizzarra e scioccante avventura verranno coinvolti. Finalmente è uscito l’ultimo travagliatissimo film di Wes Craven (uno dei registi più importanti dello scenario horror degli anni ’80 e ’90), probabilmente una delle produzioni più sofferte della storia del genere, tantochè alla presentazione del film lo stesso regista è sembrato sollevato dalla conclusione delle riprese. Purtroppo, la prima cosa da dire a riguardo è che tali problemi di “gestazione” sono evidenti anche ad una prima visione, dato che il taglio del film pare molto veloce, quasi televisivo; la Computer Graphics non è evidentemente al passo con i più recenti risultati in questo campo, ed anche la sceneggiatura risente dei vari rimaneggiamenti alternatisi durante la pre-produzione e la produzione. Fin qui le cattive notizie, ma oltre a tutti questi tribolamenti il film ha anche delle qualità che controbilanciano quanto si è visto finora: la trama, pur non essendo molto originale (ma tutti i film del filone licantropo sono molto convenzionali, basti pensare a “Un lupo mannaro americano a Londra”) è collaudata e riserva un paio di variazioni sul tema degne di nota. L’interpretazione degli attori, in particolare quella di Christina Ricci, è apprezzabile. La regia di Wes Craven, pur essendo “affrettata”, è immediatamente riconoscibile, mentre la storia del film ricalca i teen-movies degli anni ’80 e risente dei lavori di Craven degli anni ’90, in particolare il primo “Scream”. Inoltre, nella tradizione del regista, non manca nella pellicola una misurata dose di umorismo, mai fastidioso, ricercato o invadente come in altri film, ma estremamente godibile (il dialogo sull’omosessualità è veramente divertente!). Da segnalare anche che la storia è vagamente meta-cinematografica, il che ricorda “Nightmare, nuovo incubo”: la trama infatti è ambientata ad Hollywood (l’incidente avviene sulla Mulhard Road, la strada che porta da Los Angeles alle colline della capitale del cinema), ritratto (dissacrante) del mondo che gravita attorno all’industria della celluloide, con i suoi party e le sue nevrosi, e buona parte della storia si svolge in un club arredato a tema: in questo caso l’horror della “Golden Age” del cinema in bianco e nero è l’ovvia scelta di Craven! In effetti, nella maggior parte delle azioni nel club, la statua di cera del lupo mannaro (protagonista del primo film del genere, “The Wolf Man” del 1951) troneggia sullo sfondo: doveroso omaggio al capostipite di una lunga serie di film sui licantropi di cui “Cursed” è solo l’ultimo arrivato sullo schermo. La colonna sonora è principalmente basata su pezzi hard rock che contribuiscono al vago sapore 80’s del film (“I was a teenage werewolf” del 1985 con Michael J.Fox viene subito alla memoria), molto ben relazionata con le scene sullo schermo (specie nella sequenza della lotta in palestra) ma mai “invasiva” in modo da disturbare o stornare l’attenzione dello spettatore dall’azione. Pare purtroppo che “Cursed”, nonostante le qualità della pellicola, sia stato boicottato dalla sua stessa produzione, e in effetti il lancio è avvenuto parecchio sottotono, quasi al livello di un tentativo di affossamento, con pochissima pubblicità, specie in televisione, e una programmazione nelle sale alquanto ridotta: questa politica della Major può giustificare parzialmente lo scarso successo al botteghino del film, sia negli Stati Uniti che in Italia. L’accoglienza della critica, al limite della stroncatura totale, può essere spiegata con il clima di attesa abnorme che si era generato attorno all’ultimo film di quello che per alcuni è considerato uno dei più grandi maestri dell’Horror, mentre per altri è un regista ampiamente sopravvalutato: il risultato, uno film molto convenzionale ma solido, ha deluso un po’ tutti. D’altronde, come già ricordato, gran parte dei problemi avvenuti in fase di pre-produzione e fotografia hanno pregiudicato il risultato iniziale pensato da Craven, e le tensioni sul set e fuori sono state tali da salutare l’uscita del film come una liberazione: in effetti l’arrivo nelle sale è stato posticipato di ben un anno, con cambiamenti di cast (Mya al posto di Mandy Moore per il ruolo di Jenny), l’eliminazione di personaggi e di intere scene già filmate dal regista (pare che ad un certo punto il 90% della fotografia fosse considerata “inutilizzabile” alla luce dei cambi di copione in opera) e l’abbandono di attori chiave come Skeet Ulrich, insoddisfatto dopo la riscrittura del suo personaggio. Tutto questo ha evidentemente minato il rapporto fra i soggetti coinvolti nella realizzazione del film, generando frustrazione anche nello stesso Craven. A parte ciò, se si guarda “Cursed” senza aspettarsi troppo (tipo una pietra miliare nella storia del cinema) si potrà uscire dalle sale soddisfatti, avendo apprezzato il prodotto per quello che è: un piacevole film di genere, con i suoi buoni momenti di tensione, ma mai realmente sorprendente. Se invece, quando calano le luci, le aspettative rimangono alte (succede spesso con le opere di registi famosi) una stroncatura al termine della proiezione sarà inevitabile.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (2)

JPV852

JPV852

5 /10

Seems like an apt title for everything that happened behind the scenes. If not for Justice League (which cost $250M+), this might be the poster child of what happens when a studio messes around with a project. Honestly I really hope one day we get a documentary and even some footage of the various cuts and actors who were removed. As for the movie itself, it's surprising that it at least was watchable though hardly good. 2.5/5

Wuchak

Wuchak

4 /10

"American Werewolves in Hollywood" fumbles in the last act

After a young publicist and her teen brother (Christina Ricci and Jesse Eisenberg) encounter some kind of beast in Hollywood Hills, they sense strange things going on with their condition.

Helmed by Wes Craven, this comes in the tradition of the two “An American Werewolf…” movies and “The Howling” series, it just had a way bigger budget compared to the sequels in the latter franchise. It was shot in March-June, 2003, with only 6 more days to shoot the climax, but top executives at Dimension Films were not happy with the final confrontation, as written, or how the F/X were progressing. So, production was shut down and recommenced the following November-February with only an estimated 12% of what was previously shot remaining. Several cast members and their footage were completely removed, including Heather Langenkamp, Illeana Douglas, Corey Feldman, Robert Forster, James Brolin, Scott Foley and Omar Epps.

This leaves us with a kinetic film that works pretty well for most of the first two acts before morphing into a mess in the third. The flashes of a werewolf are effective until one is shown in detail close-up at the 73-minute mark, which looks like cartoonish CGI from the 90s. Then there’s an eyerolling ‘gay’ character thrown-in out of nowhere (in a sequence ripped off from Buffy the Vampire Slayer), which would’ve been considered ‘avant-garde’ at the time.

Eisenberg works well as the geek and his transformation is a little reminiscent of the protagonist in “Christine” from two decades earlier. On the female front, Ricci never looked better in her cute, petite way. Mya is also worth a mention, not to mention blonde Portia de Rossi in a bit part.

At the end of the day, this is a case of producers fudging up what would’ve no doubt been a quality werewolf movie. It’s still dynamic and entertaining to a point and worth checking out if you like key cast members. Unfortunately, the last act is ridiculously overdone and just doesn’t mesh.

It runs 1 hour, 37 minutes, and was shot in Los Angeles, as well as places nearby, like Torrance High School and Verdugo Hills High School.

GRADE: C-

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