Ultraviolet backdrop
Ultraviolet poster

ULTRAVIOLET

2006 HK HMDB
marzo 3, 2006

In un futuro ipertecnologico gli umani sono in lotta contro gli emofagi, una razza simil-vampirica generata da esperimenti top secret sfuggiti al controllo. In questo scenario, Violet, eroina degli emofagi dalle letali abilità di lotta, ha il compito di impossessarsi dell'arma definitiva che potrebbe cambiare le sorti del conflitto. Una volta scoperto che la tanto temuta arma altro non è che un piccolo umano, portatore di un virus che potrebbe annientare gli emofagi, la donna, sopraffatta dall'istinto materno, lo proteggerà anziché eliminarlo, tramutandosi così nel principale bersaglio di entrambe le fazioni.

Cast

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Troupe

Produzione: John Baldecchi (Producer)Sue Jett (Executive Producer)Tony Mark (Executive Producer)T.C. Wang (Executive Producer)Charles Wang (Executive Producer)Pauline Chan (Producer)
Sceneggiatura: Kurt Wimmer (Writer)
Musica: Klaus Badelt (Original Music Composer)
Fotografia: 黃岳泰 (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
In un futuro imprecisato, l’umanità è stata sconvolta da un virus che ha trasformato buona parte degli esseri umani in creature assetate di sangue. Gli emofagi sono stati combattuti e in parte distrutti; ora i pochi rimasti si rifugiano in piccole comunità pronti ad un’insurrezione. Violet è un’emofaga che ha contratto la malattia mentre stava portando a termine una gravidanza, poi interrotta con conseguente perdita del bambino; ora Violet combatte nella resistenza e, dopo essersi impossessata di una valigetta protetta dal governo, scopre di essere entrata in possesso di un’arma capace di distruggere l’intera umanità. Con le forze governative sulle sue tracce e con gli emofagi desiderosi di distruzione alle costole, Violet cercherà di proteggere l’arma, che non è altro che un ignaro bambino. Si rimane altamente sconcertati durante la visione di “Ultraviolet”, uno dei gradini più bassi mai raggiunti dall’action/ horror hollywoodiano. Però bisogna subito mettere in chiaro un punto: “Ultraviolet” con il genere horror ha davvero poco o niente a che vedere, tanto che risulta quasi intruso in questo database; l’unico elemento che può lontanamente annetterlo al genere è l’inserimento (del tutto futile, tra l’altro) della figura del vampiro, comunque trattato non sotto l’aspetto gotico o gore, ma inserito malamente in un contesto futuristico che tenta di strizzare l’occhio a tematiche da regime orwelliano. Lo spunto da cui si innesca l’intera riflessione alla base di “Ultraviolet” è di marcato (e fin troppo ostentato) carattere sociale: si tenta di mostrare una società assoggettata ad un regime totalitario e razzista che perseguita i diversi tentando di ristabilire l’equilibrio tra razze; naturalmente si instaura una resistenza i cui membri a volte sono fin troppo egoisti e affamati di potere fin tanto da assimilarsi ai loro stessi antagonisti. Quante volte lo spettatore si è imbattuto in queste tematiche? Sicuramente innumerevoli sono i tentativi da parte del cinema moderno (soprattutto statunitense) di mettere in scena plot sovversivi e pessimisti (ma dalle conclusioni edificanti) , ma spesso con risultati di tutto rispetto. Con “Ultraviolet” si predilige l’estetica da videogioco, l’azione a 360° che non concede tregua allo spettatore: per 88 minuti sembra di assistere ad un lungo spot televisivo, ad un videoclip musicale da milioni di dollari, ad una sequenza non interattiva di un videogioco per console…insomma un’opera ipertrofica, esagerata, eccessiva, gonfia di estetica pop e impregnata di un cinetismo spinto fino alla nausea. Alla fine della visione si tira un sospiro di sollievo, come quando si scende da un’attrazione da luna park poco gradita e si cerca in fretta di dimenticare l’esperienza appena vissuta. Se possono risultare gradevoli alla vista i frequenti cambi di cromatismo che interessano i capelli e gli abiti di Violet, non altrettanto riusciti sembrano i numerosissimi effetti speciali visivi che affollano la pellicola, tutti piuttosto finti e, se vogliamo, rudimentali in confronto alla perfezione raggiunta dalla cgi, come se “Ultraviolet” abbia avuto una post produzione frettolosa, risultando dunque incompleto. Le numerosissime scene d’azione sono mal coreografate, tanto da risultare spesso confuse e poco fluide. La regia di Kurt Wimmer (già autore del ben più valido “Equilibrium”) è sicuramente dinamica e dedita al virtuosismo, anche se non troppo personale (basta vedere il suo lungometraggio precedente per “non riconoscere” l’autore), mentre le interpretazioni non raggiungono mai la sufficienza: Milla Jovovich è credibile nei panni della vampira esperta di arti marziali, ma sembra semplicemente replicare le azioni già commesse in “Resident Evil: Apocalypse” senza nessuna inventiva performativa, mentre l’onnipresente Cameron Bright (“Godsend”; “X-men: Conflitto finale”), nei panni dal bambino-arma da proteggere, è odioso e inespressivo come sempre, per non parlare dell’improbabile dittatore/ villain Nick Chinlund, anonimo attore scelto per una parte che poco gli si addice. Kurt Wimmer voleva da “Ultraviolet” una personalissima versione di “Gloria” in chiave action fantascientifico, invece è riuscito solamente a dirigere il più brutto action/ horror di sempre, capace perfino di far rivalutare l’ “Hellbound” con Chuck Norris. Complimenti!
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

Kamurai

Kamurai

7 /10

Good watch, could watch again, and can recommend.

This is certainly something different. It's a different approach to vampires (hemophages), it's a different approach to sci-fi, and it's a different approach to corporate dystopia. Oddly, the Umbrella Corporation from "Resident Evil" is the closest of which I can think.

Milla Jovovich is entirely capable of performing high action sequences, and carrying the movie, which she does wonderfully. I don't doubt that she has some pull in the production process, but the problems in this are mostly the weak character work and the "I have this really cool idea I'd like to do on screen, it'll be totally different than anything else out there." of it all.

Some of it (nose plugs) are actively distracting, and other things are just odd choices (squared off sword), while there are cool concepts (dimensionally printed weapons), and scenes that just look cool even if they're not especially practical or sensisble (swords on fire in the dark).

My only personal gripes are day walking vampires, weird foley sounds for the guns (most are right, but it is hard to tell on made up guns), and why in the hell people with guns would charge someone instead of firing.

I think this movie holds up as good as it did when it was released, and I have a good time re-watching it.

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