TWO SISTERS
장화, 홍련
giugno 13, 2003
Dopo aver passato un lungo periodo in un istituto per malattie mentali a seguito della morte della madre, le due sorelle Bae Soo-yeon e Bae Soo-mi, fanno ritorno a casa, dove ad attenderle, oltre al padre, c'è anche la sua nuova compagna, la giovane Eun-Joo. Nonostante le apparenti buone intenzioni iniziali della donna nei confronti delle ragazze, il clima fra loro e la matrigna è tesissimo. Inoltre in casa, sembra esserci una presenza inquietante, di cui solo le ragazze sembrano accorgersi. Il padre, dal canto suo, sembra ignorare completamente le richieste d'aiuto delle figlie, come se intorno a lui non stesse accadendo assolutamente nulla.
Registi
Dramma
Horror
Mistero
Cast
Troupe
Produzione:
Choi Jae-won (Executive Producer) — Oh Jung-wan (Producer) — Oh Ki-min (Producer) — Kim Jung-hwa (Producer)
Sceneggiatura:
김지운 (Screenplay)
Musica:
Lee Byung-woo (Original Music Composer)
Fotografia:
이모개 (Director of Photography)
RECENSIONI (1)
Su-mi (Su-Jeong Lim) e Su-Yeon (Geun-Yeong Mun), due sorelle dalla vita tutt’altro che facile, dopo un periodo passato in una clinica psichiatrica, fanno ritorno a casa accompagnate dal padre che nella loro vita è praticamente una figura assente e distaccata. Nella lussuosa villetta le attenderà anche la loro matrigna Eun-Joo, brava donna di casa e molto curata d′aspetto, ma che le ragazze non hanno mai accettato, visti i suoi modi poco cortesi nei loro confronti. Le giovani, inoltre, non hanno ancora saputo la tragica morte della loro vera madre. A completare il tutto si aggiunge una alquanto misteriosa presenza che è solo visibile dalla piccola Su-Yeon.
Ma, è tutto così semplice?
Questa ghost-story, prodotta nella Corea del sud, è tragica, angosciante e come tutti i film orientali di una lentezza quasi insostenibile.
Durante tutta la visione, di certo non manca la tensione, ne tanto meno i momenti da brivido. È un horror psicologico capace di incollare lo spettatore alla poltrona e in certi momenti di farlo sobbalzare.
Notevole la capacità di far durare un film 115 minuti, girato quasi interamente in una sola casa e con soli quattro attori, senza stancare lo spettatore.“
Il regista ha voluto usare dei colori che non erano ancora apparsi in un film coreano, il risultato è stato eccellente, riuscendo a riprodurre colori caldi e delicati.
Il titolo originale “Janghwa, Hongryeon” è il nome della antica leggenda da dove prende spunto il film, e tradotto significa "Fiore di rosa, Loto rosso". “Two sisters” non è stata la prima pellicola a portare sullo schermo questa leggenda, ce ne sono state altre prima, come il primo trattamento cinematografico che risale al 1925.
La conclusione di questa pellicola è lasciata allo spettatore, non c′è il classico finale dove tutto viene spiegato razionalmente, così che chi lo stia guardando debba solo ascoltare e vedere per capire. Su quale conclusione sia giusta o sbagliata ci si potrebbe quindi discutere all′infinito visto che ognuno ha le proprie idee e un proprio modo di interpretare i fatti.
Ad ogni modo, per comprendere maggiormente la vicenda, guardare il film una sola volta non basta, è vivamente consigliata una seconda visione.
Caldamente consigliato!
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