Pieces backdrop
Pieces poster

PIECES

Mil gritos tiene la noche

1982 ES HMDB
agosto 23, 1982

A Boston, l'ispettore Bracken indaga su un assassino seriale che uccide studentesse universitarie e, dopo averle fatte a pezzi con una motosega, porta via alcune parti dei loro corpi.

Cast

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Troupe

Produzione: Stephen Minasian (Producer)
Sceneggiatura: Dick Randall (Screenplay)Roberto Loyola (Writer)
Musica: Stelvio Cipriani (Original Music Composer)Carlo Maria Cordio (Original Music Composer)Librado Pastor (Original Music Composer)
Fotografia: Juan Mariné (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Enrico Dal Pino
Jean Piquer Simon ha acquistato un minimo di notorietà portando nel mondo dell’Home Video un film di gradevole fattura come “Slugs – vortice di terrore”, pellicola peraltro ispirata ad un romanzo dello scrittore splatterpunk Shaun Hutson (che a sua volta non ha sicuramente mancato di leggersi il gustoso “Uomo che amava le lumache” di Patricia Highsmith). “Pieces” (1983) benché qualitativamente sia inferiore a “Slugs”, per gli amanti del trash è una sorta di icona da venerare. Sinteticamente lo si potrebbe liquidare come uno splatter contaminato da venature di ironica demenza (definizione non consona ma giustificabile) ma, dietro l’evidente miseria dell’operato di Simon, dietro una recitazione assurda, dietro una sceneggiatura misera con battute risibili e folli (“come mai non sei andato in piscina all’appuntamento?”… “beh…mmm… ho avuto uno strano presentimento”) si possono anche trovare spunti interessanti (o almeno discutibili) da ricercarsi prevalentemente nella buona resa visiva di alcune scene gore ed in quella demenza alla quale si accennava che pare più ricercata e voluta piuttosto che “involontaria”. La storia è il folle viaggio nella pazzia di un maniaco che fa a fettine giovani pulzelle e le smembra al fine di creare una sorta di manichino Frankestein che possa sgominare i fantasmi del passato, un passato che cela le solite problematiche esistenzial-sessuali dovute ad una madre proibizionista e bacchettona (da antologia la prima scena del film nella quale il bambino intento a costruire un puzzle raffigurante donnine nude viene sgridato dalla madre con scontato massacro di sangue… Domanda: come può un bambino di mezzo etto devastare il corpo di una donna matura? Mistero…). Da lì parte tutto l’iter di lucida e perversa follia di questo killer nero guantato che, attraverso l’esplicazione di violenti omicidi (ad una ragazza in ascensore taglia le braccia, poi via teste, gambe…) dà sfogo alla sua malattia. Si segnala nel cast il mitico (sob!) Edmund Purdom, già prete in “Rosso Sangue” di Peter Newton (aka Joe D’Amato) e conte nel “Fracchia contro Dracula” di fantozziana memoria. Molte le scene culto ma la palma del trash la merita quella della ragazza che, vedendo il maniaco, se la fa letteralmente nei pantaloni. Comunque siamo a livelli di guardia!!!
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

Wuchak

Wuchak

7 /10

The Shadow knows… and slays with a chainsaw!

Someone is murdering women at a Boston campus with a chainsaw and acquiring body parts for some unknown purpose. Christopher George plays the lieutenant in charge of the investigation while Lynda Day George is on hand as a tennis instructor.

“Pieces” (1982) borrows components of previous slashers, like “Psycho” (1960), “The Texas Chainsaw Massacre” (1974) and the first two “Friday the 13th” movies (1980-1981), but places the story at a Massachusetts university. Yet this is actually a Euro-horror flick shot in Madrid with some exteriors from Boston. Unlike “Halloween” (1978) and “Friday the 13th,” which were state-of-the art at the time and therefore have a timeless quality despite the obsolete fashions, “Pieces” is dated and feels like an early-to-mid 70’s flick. The ambient score, which is reminiscent of “The Warriors” (1979), and an outdated rock track contribute to this vibe.

This is a Whodunit with a killer that dresses like The Shadow and prefers a chainsaw. The idea that a person can inconspicuously move about a campus in such peculiar apparel while lugging around a freakin’ chainsaw is unlikely to say the least. Another amusing quirk is when a curious Kung Fu instructor suddenly appears and just as quickly disappears.

If you can laugh with these hitches, along with the dubbing, “Pieces” is actually a serious murder mystery with a thought-out story, a decent cast, convincing gore and a good eye for women, such as the aerobics instructor and student.

The film runs 1 hour, 25 minutes. The Spanish title is “Mil gritos tiene la noche,” which translates as “One Thousand Screams in the Night.”

GRADE: B

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