Priest 3D backdrop
Priest 3D poster

PRIEST 3D

Priest

2011 US HMDB
maggio 5, 2011

Alla fine di una guerra secolare tra uomini e vampiri, il mondo conosciuto è completamente scomparso. Al suo posto, macerie e rovine delle vecchie città industriali e, un'ultima roccaforte dell'umanità rappresentata da un Ordine religioso filocristiano, ma evidentemente con altri scopi ben più loschi che l'unione dei popoli bensì il controllo del mondo. I superstiti dell'ultima guerra tra umani e vampiri vivono una città costellata da barricate e protezioni, dove la Chiesa ha il controllo di ogni cosa.

Cast

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Troupe

Produzione: Josh Bratman (Executive Producer)Michael De Luca (Producer)Joshua Donen (Producer)Mitchell Peck (Producer)Glenn S. Gainor (Executive Producer)Steve Galloway (Executive Producer)Stu Levy (Executive Producer)
Sceneggiatura: Min-Woo Hyung (Writer)Cory Goodman (Writer)
Musica: Christopher Young (Original Music Composer)
Fotografia: Don Burgess (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
In un lontano futuro la Terra è stata devastata da una guerra secolare tra umani e vampiri. L’ordine clericale che ha preso il dominio delle poche città rimaste in piedi ha istituito un plotone di sacerdoti guerrieri addestrati per combattere e uccidere i vampiri. La guerra si risolve con la vittoria degli esseri umani e i sacerdoti guerrieri, finito il loro compito, vengono licenziati da ogni incarico. Quando ormai ogni vampiro è dato per morto, un gruppo di non-morti assalta una fattoria fuori dalle mura della grande metropoli, uccide gli abitanti e rapisce Lucy, diciottenne nipote di uno degli ex sacerdoti guerrieri. Quest’ultimo, venuto a conoscenza dell’accaduto si mette immediatamente sulle tracce della ragazza, accompagnato da Hicks, giovane sceriffo di un avamposto periferico e fidanzato di Lucy. Così facendo, il sacerdote infrange le leggi del Clero, il quale mette sulle tracce del disobbediente un gruppetto di altri sacerdoti, con l’obiettivo di riportarlo sulla retta via. “Priest” è l’adattamento cinematografico di un fumetto di nazionalità coreana (dunque un manwha) creato da Min-Woo Hyung, un’opera piuttosto celebre che già in passato (nel 2006, per l’esattezza) ha destato l’interesse degli Studios per un film, nel quale avrebbe dovuto recitare nel ruolo da protagonista Gerard Butler per la regia di Andrew Douglas (“Amityville Horror” remake). Non si fece nulla, ma il progetto rimase nell’aria tanto da trovare concretizzazione appena quattro anni dopo con Paul Bettany nelle vesti del sacerdote guerriero e Scott Stewart in cabina di regia. Bettany e Stewart, due nomi che sono già comparsi fianco a fianco in un altro fanta-horror che aveva la religione tra le tematiche principali, ovvero quel “Legion” fracassone e improbabile quanto divertente polpettone di angeli terminator e demoni celesti. Già questo è particolarmente indicativo di cosa vi accingete a vedere con “Priest”, perché la mano di Stewart si riconosce e se da una parte si mira a toni più seriosi e una sontuosità da bloockbuster, dall’altra ci si diverte con mostri saltellanti e tanta azione tamarra. Stewart dirige uno script curato dall’esordiente Cory Goodman che tende a stravolgere molto del materiale d’origine. Pensate solo al fatto che sul fumetto non ci sono vampiri ma angeli caduti (un fortissimo punto di contatto con “Legion”!) e l’ambientazione non è futuristica ma strettamente western (all’inizio, poi ci si sposta anche nei giorni nostri) e vi renderete conto di quanto l’adattamento cinematografico si discosti dall’origine cartacea. Ma questo non è un problema, ci siamo abituati (“Dylan Dog – Il film” docet) e dunque sarà un bene per l’appassionato più nerd del fumetto o tenersi lontano dal film o comunque prepararsi psicologicamente a dovere, considerando che l’opera di Scott Stewart ha avuto la benedizione di Min-Woo Hyung già in fase di sceneggiatura. “Priest” frulla in un solo film quanti più generi cinematografici possibile, dando vita a un ibrido che però sembra trovare un giusto equilibrio per ogni componente. C’è l’horror, assicurato dalla presenza dei vampiri bestiali e mostruosi; c’è la fantascienza, compresa nella collocazione temporale e nella geografia delle città che molto rimandano a quella di “Blade Runner”; c’è il western, rappresentato dagli scenari desertici al di fuori della città fortificata e dall’abbigliamento di alcuni personaggi; c’è l’azione, che scaturisce dai numerosi scontri a fuoco e corpo a corpo che animano i 90 minuti di durata del film. Alla fine forse è proprio l’horror a risultare minoritario in un opera che comunque si presenta come PG-13 e tende a celare sangue e violenza esibita per favorire l’azione fracassona e fragorosa che ammicca in più di un’occasione ai Wachowski e al cinema di arti marziali orientale. Decisamente egregio il lavoro fatto con gli effetti speciali, rappresentati in particolare dai vampiri, resi con una computer grafica (ma non sempre, c’è anche qualche trucchetto artigianale) ben fatta e con un look che si differenzia di molto dall’ideale del vampiro che tutti abbiamo. I vampiri di “Priest” sono delle bestie sanguinarie, quasi più vicine per impianto grafico ai lickers di “Resident Evil”, che ruggiscono, si muovono a quattro zampe e saltano a destra e a manca velocissimi. Buone anche le coreografie delle scene d’azione, molto esagerate, come si diceva, ma decisamente spettacolari, soprattutto nel lungo scontro finale sul treno. Tra una sparatoria e un combattimento si trova anche il tempo per una schietta frecciatina contro l’istituzione religiosa, qui rappresentata da uno Stato-Chiesa che agisce come una dittatura, controlla i pensieri e le azioni dei cittadini-fedeli e li tiene schiavi incutendo paure e manipolandone le conoscenze. In questo scenario quasi orwelliano, fortemente pessimista, che comunque non rinnega l’ideologia cristiana condannandone quella cattolica, l’unico personaggio immune è si un sacerdote, ma dalle spiccate propensioni alla vendetta e alla violenza, dunque anch’esso in sintonia con una visione anti-clericale. A dar volto e corpo a questo personaggio senza nome (a differenza del fumetto in cui si chiama Ivan Isaacs) c’è un ottimo Paul Bettany, ormai specializzatosi in ruoli religiosi sofferti (oltre che l’angelo di “Legion” lo ricordiamo come Silas, il frate assassino di “Il codice Da Vinci”). Al suo fianco c’è il sempre inespressivo Cam Gigandet (“Twilight”; “Pandorum”), nei panni dello sceriffo Hicks, la bella Maggie Q (“Die Hard – Vivere o morire”), che interpreta la sacerdotessa messa sulle tracce di Bettany, Lily Collins (“The Blind Side”), la figlia di Phil Collins, qui impegnata a impersonare la nipotina rapita e infine Karl Urban (“RED”), che da volto e canini al malvagio capo vampiro-umano. Nella parte del massimo rappresentante della Chiesa c’è Christopher Plummer (“Parnassus”) e in un ruolo piccolo piccolo anche Brad Dourif (“Halloween – The beginning”). Insomma, “Priest” è un film senza infamia e senza lode, intrattenimento di maniera per un’ora e mezza a cervello spento (o almeno a intermittenza). Si lascia guardare, ma con la consapevolezza che finirà molto presto nel dimenticatoio. Ah, quasi dimenticavo! “Priest” è in 3D, ma si tratta di una conversione dal 2D e l’effetto è decisamente inutile visto che la stereoscopia viene utilizzata il minimo indispensabile e rende a dovere solamente nel prologo animato iniziale e nei titoli di coda. Tutto il resto se visto in 2D è quasi indifferente. Voto arrotondato per eccesso. Visiona il prologo animato di PRIEST
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (2)

Dark Jedi

8 /10

A film just in my style. It’s a future/alternate reality kind of apocalyptic action/horror movie. Fairly simple and straightforward plot where the good guys stays pretty much stays as the good guys throughout the move and the hero is really someone that kicks ass throughout the movie. No bloody fussing around with making the hero “human” or some crap like that.

The special effects and the apocalyptic sceneries where well done. In general the film was a solid piece of work. The transfer to Blu-ray equally well done. Picture quality was as to be expected and the DTS Master Audio 5.1 soundtrack well balanced with just enough surround effects and LFE to make it very enjoyable.

The film get a 5.7 rating at IMDB which in my mind is a bit on the low side but then, it’s not really a film for everyone. The so called “critics” at Rotten Tomatoes gave it 17% which is just pure bullshit but then I have given up on those idiots a long time ago. Most of those “critics” must come from the American bible belt or something 😦

CinemaSerf

CinemaSerf

6 /10

Whatever did happen to Cam Gigandet? Perhaps a career in carpentry? Let’s face it, he was pretty wooden himself and he wasn’t the only one in this lively but predictable fantasy adventure. It’s really all about a highly-trained and lethal priest (Paul Bettany) who is convinced that the status quo between mankind and vampire that has existed for generations is about to be ruptured. He takes his concerns to his boss - the “Monsignor” (Christopher Plummer) who presides over the all-powerful church that protects humanity - but he doesn’t believe him and reminds him of his vow of obedience. Well we wouldn’t have had a film if he’d stuck to them, so off he heads into the desert in search of a kidnapped young girl. That’s where he encounters the enthusiastic but naïve young sheriff (Gigandet) who happens to be her boyfriend and an equally agile priest (Maggie Q). It doesn’t take them (or us) long to discover that they are chasing a special kind of creature who can make short work and an easy dinner from any of the people he meets. What’s their antagonist’s agenda though, and can this trio thwart him and rescue the girl before he carries out his dastardly plan? To be fair, there is loads of action here and though hardly stretched, Bettany is adequate in the title role keeping things moving along. The rest of the acting and the dialogue is all pretty mundane and we get an early indication of just how unremarkable an actor Karl Urban is too. I didn’t hate it, but it’s all a processional exercise that makes you appreciate Kate Beckinsale more.

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