Take Shelter backdrop
Take Shelter poster

TAKE SHELTER

2011 • US HMDB
settembre 30, 2011

Curtis LaForche è un uomo che farebbe tutto per sua moglie Samantha e la loro piccola bambina. Da alcuni giorni l'uomo soffre di incubi notturni, in cui una tempesta di proporzioni bibliche si abbatte sulla sua casa e mette in pericolo i suoi cari. Sempre più ossessionato da oscure minacce incombenti, Curtis decide di costruire sotto terra un rifugio anti uragano in grado di tenere al sicuro ognuno di loro. Ma gli incubi non scompaiono, anzi ben presto si trasformano in vere e proprie allucinazioni. La paranoia si trasforma in schizofrenia, finché il terrore di una catastrofe imminente non sopraffà la sua mente sconvolta.

Cast

Commenti

Troupe

Produzione: Sophia Lin (Producer)Tyler Davidson (Producer)Sarah Green (Executive Producer)Brian Kavanaugh-Jones (Executive Producer)
Sceneggiatura: Jeff Nichols (Writer)
Musica: David Wingo (Music)
Fotografia: Adam Stone (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Andrea Costantini

•
Curtis vive la sua vita in un tranquillo paesino dell'America rurale. Ha una bella moglie che lo ama, una straordinaria figlia purtroppo sordomuta e un buon lavoro come operaio. Tutto fila liscio fino a quando la sua tranquillità viene sconvolta da strani incubi in cui estranei impazziti vogliono fare del male alla sua famiglia e una terrificante tempesta si sta formando all'orizzonte. Spaventato a morte dalle visioni apocalittiche, Curtis decide di preparare un rifugio anti-tornado dietro casa. Fino a qualche anno fa, il genere catastrofico era rappresentato al cinema da blockbuster miliardari come “Deep Impact”, “2012” o “The Day After Tomorrow”, in cui veniva rappresentata la fine del mondo in un tripudio di azione ed effetti speciali. In vista dell'ultimatum al mondo predetto dai Maya e previsto per il termine dell'anno in corso, invece si cambia registro e anche il cinema d'autore ha voluto dire la propria sull'imminente apocalisse. Lars Von Trier l'ha rappresentata con una cometa chiamata Melancholia mentre Jeff Nichols, regista poco più che trentenne (qui al suo secondo film dopo il notevole esordio di “Shotgun Stories”) ha annunciato la tempesta perfetta con “Take Shelter”, un "piccolo grande film apocalittico d'autore" che ha fatto capolino nei vari festival di tutto il mondo aggiudicandosi svariati premi tra cui il Gran Prix della settimana della critica a Cannes. Piccolo perchè ha avuto una minuscola distribuzione nei cinema; grande perchè è sicuramente uno dei migliori titoli del 2011. Ma attenzione, non aspettatevi di vedere città devastate da terremoti, inondazioni o asteroidi che distruggono la civiltà, perchè rimarrete delusi. Preparatevi ad un'apocalisse interiore di un uomo qualunque che vive in un paese qualunque dell'America rurale, la cui esistenza è improvvisamente devastata da incubi, così vividi e palpabili che risultano indistinguibili dalla realtà anche allo spettatore. Una terribile tempesta che prende forma all'orizzonte seguita da una densa pioggia oleosa e stormi di uccelli impazziti che volteggiano nel cielo sono alcuni esempi delle spaventose visioni che sconvolgono la vita del protagonista. Una lenta distruzione mentale di un padre di famiglia pronto a qualsiasi cosa per proteggere i suoi cari da un'imminente catastrofe, una tempesta di proporzioni bibliche di cui però non si ha nessuna certezza. Nonostante la consapevolezza di essere in bilico sul baratro della follia, Curtis non può fare a meno di prepararsi al peggio, incrinando i rapporti con la sua famiglia, con i suoi amici, con il suo datore di lavoro e più si rende conto di stare commettendo un errore, più la sua determinazione nella costruzione del bunker cresce. Ma come può un uomo così integerrimo cadere vittima di tali vacillamenti mentali? E se invece i suoi sogni non fossero soltanto sogni ma bensì delle premonizioni? Se Curtis non fosse pazzo e la tempesta stesse arrivando davvero? Queste sono le domande che gli spettatori si pongono continuamente durante la visione del film perchè il declino è talmente ben realizzato da confondere di continuo la mente di chi guarda. Complice di questa vincente realizzazione è la nuova icona del cinema della follia, Michael Shannon (già abituato a ruoli da invasato in film come “Bug” di William Friedkin oppure “My Son, My Son, What Have You Done?” di Werner Herzog) che qui ci regala un personaggio magnifico, triste e determinato nei suoi folli obiettivi. Degna di menzione è anche la sua ottima compagna, Jessica Chastain, che reduce del successo di “The Tree of Life” e dalla nomination agli Oscar per “The Help”, è di nuovo alle prese con un ruolo da moglie dolce e tormentata. Da segnalare, oltre al cast perfettamente in parte, lo straordinario lavoro di regia di Jeff Nichols e la fotografia di Adam Stone, vivida nelle scene di vita quotidiana e cupa in quelle di tempesta. Sono diverse le possibili interpretazioni del film. Qualcuno ci vedrà una metafora della crisi che sta attanagliando il mondo, altri ci vedranno la paura di morire, altri assoceranno il bunker di Curtis al post 11 settembre e altri invece non vedranno nulla di così profondo e assisteranno scioccati alla distruzione di una vita di un uomo comune. Una cosa è certa: alcuni momenti del film rimarranno impressi nella memoria dello spettatore per l'intensità e commozione, come la lunga scena nel bunker in cui Samantha compassionevole cerca di farsi consegnare la chiave e pochi istanti dopo, la situazione ribaltata nel meraviglioso, terrificante finale. Insomma un film che regala emozioni, che commuove, che spaventa, che farà innervosire ed intenerire allo stesso tempo ma soprattutto che non lascerà indifferenti.

Commenti

Dove Guardare

Streaming

Amazon Prime Video Amazon Prime Video
Amazon Prime Video with Ads Amazon Prime Video with Ads

Noleggio

Apple TV Apple TV
Amazon Video Amazon Video
Rakuten TV Rakuten TV
Google Play Movies Google Play Movies

Acquista

Apple TV Apple TV
Amazon Video Amazon Video
Rakuten TV Rakuten TV
Google Play Movies Google Play Movies

RECENSIONI DALLA COMMUNITY (3)

Jack

Jack

6 /10

I do love slow-paced thriller films and this is exactly that. Having said that, there is something that makes me uneasy about the ending. It is up to so many interpretations that the writer / director of the film didn’t know himself how to end otherwise a close-to-brilliant story with a decent acting.

Would I watch it again? Possibly. Would I make my friends watch it? I guess so.

griggs79

griggs79

7 /10

Take Shelter’s a slow burn, but it gets under your skin. Shannon’s great—properly intense—and there’s loads to chew on about fear, family, and mental health. Bit heavy-handed at times, and it drags in spots

CinemaSerf

CinemaSerf

7 /10

The family “LaForche” live in a remote Ohio backwater where mother “Samantha” (Jessica Chastain) looks after their deaf daughter “Hannah” (Tova Stewart) whilst dad “Curtis” (Michael Shannon) works for a local drilling outfit. Recently, though, things have become a bit strained as he has been having fairly graphic and disturbing nightmares. These foretell of the mother of all storms sweeping all before it before something ever more ghastly occurs. As these dreams intensify, he begins to struggle determining what is real and what isn’t. Are these hallucinations or is he perhaps seeing an unwelcome future? Initially, both he and “Samantha” think this could be stress-related and so he seeks medical advice that merely results in him becoming medicated. When that doesn’t help and when he starts to take elaborate precautions to protect his family from this impending disaster, we too start to struggle to establish what is going on in his conflicted and frustrated mind. Shannon is on good form here offering an evocative portrayal of a man suffering from mental illness. His erratic behaviour stuns his family and his neighbours, and the reaction from their tightly-knit Christian community is one more of sympathetic self-preservation than anything more useful as the family begin to buckle. Chastain also delivers strongly here as her character has great difficulty is adapting to the irrationalities of her husband’s behaviour whilst dealing with the challenges brought by their equally bemused child. It’s quite a salutary lesson in the toxiticy of anxiety and it’s effects on not just the person who is sick, but on those intimates who must deal with the behavioural inconsistencies emanating from one they love who cannot control their actions. There is also a palpable sense of desperation on display here, and that’s at times really quite intense whilst all the time we are never quite sure just what might be happening with those storm clouds overhead. That ambiguity also works quite well presenting us with a thoughtful and provocative drama that’s a tough watch at times, but worth it.

Recensioni fornite da TMDB