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The Grudge 2 poster

THE GRUDGE 2

2006 US HMDB
ottobre 12, 2006

A Tokyo, una giovane donna è esposta alla stessa maledizione misteriosa che affliggeva sua sorella. La forza soprannaturale, che riempie una persona con rabbia prima di diffondersi alla sua prossima vittima, riunisce un gruppo di persone precedentemente non collegate che tentano di sbloccare il suo segreto per salvare le loro vite.

Registi

Cast

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Troupe

Produzione: 一瀬隆重 (Producer)Robert Tapert (Producer)Sam Raimi (Producer)Roy Lee (Executive Producer)Nathan Kahane (Executive Producer)Joseph Drake (Executive Producer)Doug Davison (Executive Producer)
Sceneggiatura: Stephen Susco (Screenplay)
Musica: Christopher Young (Original Music Composer)
Fotografia: 柳島克己 (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Allison è una ragazza americana stabilitasi a Tokyo, dove frequenta il liceo internazionale ed è spesso vittima delle coetanee più scaltre ed emancipate. Un giorno, all’uscita dalla scuola, Vanessa e Miyuki portano Allison in una casa abbandonata e pericolante in seguito ad un incendio, considerata infestata dai fantasmi. Dal momento in cui le tre ragazze metteranno piede in quella casa, saranno vittima di orrende visioni. Karen, la ragazza che aveva dato fuoco alla casa in cui morì anche il suo ragazzo, è ancora rinchiusa nell’ospedale psichiatrico di Tokyo. Aubrey, sorella di Karen, arriva a Tokyo per prendersi cura della sorella, ma l’improvviso suicidio di Karen la spinge ad indagare sulle cause del suo gesto. Trish si trasferisce a casa del marito, dove conoscerà anche i suoi figli avuti dal precedente matrimonio. Fin da subito nel condominio in cui abitano cominciano ad accadere strani eventi che suscitano la curiosità di Jake, il figlio minore. A distanza di appena due anni dal grande successo di “The Grudge”, remake a stelle e strisce del nipponico “Ju-On”, che ha anche inaugurato l’iter produttivo della Ghost House fondata da Sam Raimi, arriva l’inevitabile “The Grudge 2”. Più che un remake del sequel ( “Ju-On 2”, naturalmente ), “The Grudge 2” è un vero sequel del remake, ovvero si discosta completamente dal suo predecessore n°2 prodotto in Giappone e segue una via propria, collegandosi direttamente dove “The Grudge” era terminato. Alla regia troviamo sempre Takashi Shimizu, l’uomo che probabilmente ha battuto il record al mondo per aver diretto più volte sempre lo stesso film ( i film sul rancore/maledizione sono tutti suoi: dai primissimi prototipi televisivi, ai due capitoli giapponesi per il cinema, fino ai due capitoli americani! ), un regista sicuramente dotato ( basta guardare i suoi film esterni al ciclo Rancore ), ma totalmente tenuto al guinzaglio dalla produzione per dar vita ad un prodotto di routine di scarsissimo interesse. “The Grudge 2” è il nulla! In 95 minuti si mettono in scena continuamente scenette strappa brividi, senza curarsi minimamente del plot ( tra l’altro molto ingarbugliato ) o di una minima verosimiglianza dei fatti narrati. Le tre storie proposte ( di cui una – quella delle tre studentesse – è ripresa di sana pianta dal “Ju-On” per il cinema nipponico ) sono inutilmente complicate a causa della mancanza di una linearità temporale e spesso faticano a collegarsi tra di loro, creando solamente confusione e risultando semplicemente in funzione delle numerose apparizioni di fantasmi. Apprezzabile la decisione di fornire allo spettatore conoscitore del prodotto alcuni particolari sull’infanzia del boogeyman ( o meglio boogeywoman! ) Kayako, anche se la parte in questione risulta fine a se stessa e completamente slegata dal plot principale. Sicuramente il punto forte di “The Grudge 2” sono le apparizioni dei fantasmi; purtroppo, però, ad eccezione di due o tre sequenze davvero azzeccate ( su tutte l’apparizione nella sala di sviluppo fotografico ), la gran maggioranza si limita alla prevedibile riproposizione delle solite situazioni in cui l’improvvisa comparsa del fantasma è accompagnata da un altrettanto improvviso sbalzo sonoro che ha l’unico intento nel far saltare dalla poltrona lo spettatore. Il cast è un altro punto debole del film: Sarah Michelle Gellar ( qui, come nel film precedente, nei panni di Karen ) abbandona la scena nei primi quindici minuti, passando il testimone alla pessima Amber Tamblyn ( la serie “Joan of Arcadia” e “The Ring” ), un’attrice capace di donarci solamente un’espressione che oscilla tra l’imbronciata e la stupita. Il resto del cast non è comunque di buon livello e si possono salvare solo i volti interessanti di Arielle Kebbel ( “Be Cool” e “Aquamarine” ) e Jennifer Beals ( “Four Rooms” e “La Giuria” ), rispettivamente nei panni di Allison e Trish. Sicuramente anche “The Grudge 2” troverà i suoi estimatori, probabilmente tra coloro che hanno apprezzato il precedente capitolo, ma risulta sicuramente l’anello più debole dell’intera saga, malgrado la presenza di alcuni azzeccati momenti di tensione. A questo punto, dati gli scarsi incassi che “The Grudge 2” sta ottenendo, ci si augura che la saga del Rancore termini qui, ma l’arrivo di un terzo capitolo di produzione giapponese ( ovviamente sempre diretto da Shimizu ) non può farci considerare ancora totalmente al sicuro.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

The Movie Diorama

The Movie Diorama

3 /10

The Grudge 2 resents its illogical plot for basic ineffective jump scares. Shimizu’s western remake of his J-horror creation was one littered with promise, albeit irrefutably rough around the edges. Mediocre acting, snooze-inducing storytelling and jump scares aplenty. Japanese ghost children, that either croak as if exhuming a sore throat or scream like a domestic cat, popping their heads out of attics, entangling women in wavering hair and just being a general nuisance. Well, Shimizu begrudgingly brings Kayako and Toshio back for more ghoulish antics, as the fire initiated by Sarah “Buffy or Daphne, your pick...” Michelle Gellar somehow unleashed the dark spirits into the world. Essentially no longer restricted to the abandoned Saeki household, although still only haunt those that enter the house? I don’t know, the logic is tossed out of the shōji at this point.

Instead of remaking the original sequel for ‘Ju-On’, Shimizu and writer Susco opted for a more original take, answering the fundamental question that we all yearned to ask: “gurl, where did you get that eye liner?”. Turns out, dark spirits is the answer. What I supremely detest about this sequel is the direction the two aforementioned crew members decide to take the story. It’s no longer about greeting death with a deep and powerful rage, cursing the location the spirits resides in. A semi-folklorish strand of Japanese traditions.

Instead, to appease the simple minds of western mainstream audiences, they settled for a mundane supernatural progression that essentially tarnishes the original’s plot in almost every possible angle available. Sure, Shimizu integrates some well-intentioned imagery that may or may not produce a chill or two. Namely the photograph sequence and bludgeoning someone with a frying pan during breakfast (what a waste of bacon!). Yet these are often accompanied by a predictable jump scare that relinquishes the horror. Kayako pouncing out of a photograph. Kayako wandering the hospital corridors bursting lightbulbs in her wake (not very cost-effective...). Kayako playing footsies in a Love hotel room. Kayako being Kayako. Once or twice was enough. Twenty times? Rapidly becoming unimaginative.

The non-linear intersecting sub-plots, imitating its predecessor, provided no twists to the narrative and, if anything, forced the pacing to be inconsistent with its constant switching between character perspectives. A classic peer pressure scenario which is enough to make anyone’s eyes roll a hundred times.

Magic mirror tricks, very unfashionable hoodies and an absolute waste of Buffy. The three elements that perfectly surmise the contents of this lacklustre sequel that boasts no genuine scares or tolerable execution. Again, stick to the original franchise.

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