Ho Camminato con uno Zombie backdrop
Ho Camminato con uno Zombie poster

HO CAMMINATO CON UNO ZOMBIE

I Walked with a Zombie

1943 US HMDB
aprile 21, 1943

Jessica Holland, la moglie di un coltivatore dell'isola di San Sebastian, è preda di una misteriosa paralisi. Viene ingaggiata un'infermiera, Betsy che scopre subito che la donna è vittima del voodoo.

Cast

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Troupe

Produzione: Val Lewton (Producer)
Sceneggiatura: Curt Siodmak (Screenplay)Ardel Wray (Screenplay)
Musica: Roy Webb (Music)
Fotografia: J. Roy Hunt (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Marco Castellini
Betsy viene assunta come infermiera nella casa di un ricco signore ad Haiti con il compito di accudire sua moglie, affetta da una strana malattia. In realtà la donna è schiava di un rito vudù e per lei non c’è più nulla da fare… Il “mago” Tourneur confeziona uno dei suoi migliori film dell’orrore, segnando la cinematografia di genere. Sceneggiato da Curt Siodmak questo film, tratto da un romanzo di Inez Fallace, è un piccolo cult dell’horror, molto apprezzato da grandi maestri come George Romero, Tobe Hooper e Martin Scrosese. La figura degli “zombi” è quella legata all’immaginario pagano delle tradizioni Haitiane (perciò non c’è traccia de “l’antropofagia romeriana”) ma Tourneur riesce ugualmente a dare uno stampo fortemente orrorifico alla figura del “morto vivente”. Certo “Ho camminato con uno zombie” ricalca i cliché, i tempi, e il modo di essere dei film horror degli anni quaranta, e per questo agli occhi dello spettatore moderno può apparire piuttosto lento e poco coinvolgente, ma se lo si guarda con attenzione e soprattutto se ad un film chiedete la “sostanza” più che la “confezione” non potrete che apprezzarlo.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

CinemaSerf

CinemaSerf

6 /10

Frances Dee portrays "Betsy Connell" a nurse hired to travel to a Caribbean island to care for the catatonic wife of a local plantation owner. Once there, she does her best for the poor woman as she slowly falls in love with the husband "Paul Holland" (Tom Conway). She decides she must do what she can to help her charge recover and that involves dealing with the local community and using their voodoo. The film is actually quite thought provoking; it touches on the conversation about continuing to live regardless of the quality of life and it questions the role of traditional (and often religiously ethical medical treatments) against what could be described as more pagan ones. It's eerily shot which means at times quite it can be hard to see what's going on, but is still an interesting horror film with virtually no screaming!

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