Martyrs backdrop
Martyrs poster

MARTYRS

2008 CA HMDB
giugno 12, 2008

Dopo che per un anno sono state perse le sue tracce, un giorno Lucie viene vista camminare lungo una strada in un evidente stato confusionale. Sul suo corpo non é presente nessun segno di violenza o abuso sessuale e sono molti gli interrogativi su quello che possa essere successo in questo lungo anno. Dopo quindici anni da quella vicenda, Lucie si trova in una casa nel mezzo di una foresta ed impugna un fucile... dopo qualche istante si sentono degli spari, Lucie ha premuto il grilletto ed ucciso un uomo...

Cast

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Troupe

Produzione: Richard Grandpierre (Producer)Frédéric Doniguian (Executive Producer)Marcel Giroux (Executive Producer)
Sceneggiatura: Pascal Laugier (Writer)
Musica: Alex Cortés (Original Music Composer)Willie Cortés (Original Music Composer)
Fotografia: Stéphane Martin (Director of Photography)Nathalie Moliavko-Visotzky (Director of Photography)Bruno Philip (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
1971. Lucie, una ragazzina scomparsa da oltre un anno e rimasta segregata in un mattatoio abbandonato, viene ritrovata in stato confusionale mentre vaga lungo la strada. Lucie è riuscita a fuggire dalla sua prigionia, ma si è rinchiusa in se stessa e non intende raccontare a nessuno ciò che le è accaduto durante quel lungo periodo di sofferenza…nessuno a parte Anna, una sua coetanea che diventa presto la sua migliore amica all’interno dell’ospedale in cui viene ricoverata. Quindici anni dopo Lucie è ancora sconvolta da quell’accaduto che le ha cambiato per sempre la vita, ma un giorno riconosce in una fotografia su un quotidiano locale i volti dei suoi carcerieri e, insieme alla fedele Anna, si reca a casa loro imbracciando un fucile da caccia. Sarà l’inizio di una spirale di orrori e sofferenze. Chi sono i martiri? Martire è colui che secondo la religione cristiana sacrifica se stesso, la propria vita, e si fa testimone di un messaggio di fede anche di fronte ai supplizi più atroci. Il martirio, dunque, per accezione del termine stesso, è un veicolo attraverso il quale si vuole trasmettere un messaggio che abbia un’importanza tale da trascendere la stessa condizione di essere vivente. Due sono dunque gli elementi che stanno alla base del martirio: la fede e il supplizio; gli stessi elementi che Pascal Lauger, regista e sceneggiatore di “Martyrs”, pone al centro della sua cruda riflessione sull’etica religiosa e sull’estetica della violenza. Lauger, già autore della suggestiva ma non pienamente riuscita ghost story “Saint Ange”, fa parte di quella schiera di talentuosi registi d’oltralpe che stanno riscrivendo la storia del cinema horror francese: da quando, infatti, nel 2003 Alexandre Aja ha diretto “Alta tensione”, il cinema francese di paura non sembra più avere limiti al mostrabile e al raccontabile. Già nei primi mesi del nuovo millennio i francesi avevano dimostrato di essere ben predisposti all’ “estremo” con due parentesi d’autore che hanno fatto molto parlare di se e hanno sdoganato la violenza e il sesso anche nel circuito d’essai, i due film in questione erano “Boise-moi” e “Irreversible”. Il giovanissimo Aja, poi, si è divertito a creare un thriller-splatter che indirizzasse su un tipo di cinema più commerciale quel tipo di efferatezze, puntando naturalmente su un divertente e divertito festival dell’effetto speciale, fatto di spruzzi di sangue e arti mozzati. La strada era comunque stata spianata e da allora sono giunti “A l’intérieur”, “Frontières” e più di recente “Martyrs”, tutti prodotti incentrati sulla spettacolarizzazione estrema della violenza e della sofferenza, caratteristica ben commerciabile negli ultimi anni soprattutto grazie al grande successo che sta avendo il sottofilone dei cosiddetti “torture porn”. “Martyrs” però può essere considerato un po’ il punto di non ritorno di tutto ciò. Laugier non si limita all’effetto speciale, non mette in scena una sagra del sado-splatter, bensì va oltre e riesce a trasfigurare la vera e propria sofferenza su pellicola. Viene da pensare, infatti, che oltre “Martyrs” non possa esserci nulla in materia “torture porn”, poiché con questo film si è raggiunto il massimo grado di sublimazione del filone, sia in quanto a violenza esibita-patita, sia in campo espressivo-concettuale. “Martyrs” è un film che agisce direttamente e contemporaneamente sullo stomaco e sul cervello, punta allo shock visivo ma pone anche alcuni interessanti punti di riflessione: lo spettatore viene accompagnato per mano e reso “testimone” (e dunque “martire”) di un vortice di follia e violenza fisica e psicologica, sempre più atroce, sempre più esplicita, ma allo stesso tempo gli viene donato un singolare approccio analitico al fanatismo religioso. “Martyrs” esplora l’universo della massoneria clericale, della sofferenza indotta per “nobili fini”, ma lo fa sottolineando l’immoralità, la deriva egoistica e il piglio “capriccioso”, risultando efficacemente critico. Allo stesso modo viene ribaltata la normalità quotidiana borghese, qui rappresentata da una coppia di aguzzini che quando non operano sulle proprie vittime sono genitori amorevoli e lavoratori rispettabili. L’orrore della classe media, la mostruosità nella normalità, vista dalla prospettiva di chi ha sofferto ed è rimasto psicologicamente provato. Laugier, che nel suo precedente film aveva dimostrato di avere una mano molto elegante, si mostra in piena forma anche in “Martyrs” per il quale non rinuncia al suo stile raffinato e pulito, qui fortemente antitetico alle immagini estreme mostrate. Ottime le prove del cast, in cui spiccano le interpretazioni delle due intense protagoniste Morjana Alaoui (Anna) e Mylène Jampanoi (Lucie), due bellissime attrici al servizio di due personaggi borderline: Lucie è una freak mentalmente disturbata e preda del masochismo che trova l’equilibrio in Anna, una ragazza di buona famiglia che ha rinunciato a tutto per amore di Lucie e dalla quale subisce un’influenza distruttiva. “Martyrs” è anche un film schizofrenico, cambia personalità per almeno tre volte durante i 97 minuti della sua durata: si passa da un film di vendetta che vuole omaggiare il cinema degli anni ’70 al film dell’orrore puro, fatto di mostri rantolanti (la “creatura” interpretata da Isabelle Chasse è una delle figure più inquietanti e disturbati del cinema horror degli ultimi anni!), squartamenti e incubi, fino a trasformarsi ulteriormente in un torture movie in piena regola, fatto di segregazione e sadismo. Forse è proprio questa ultima parte, del resto la più importante ai fini del messaggio concettuale, a risultare la meno riuscita per la sua estrema ripetitività sadiana, che a lungo andare potrebbe stancare lo spettatore. “Martyrs” è dunque un film importante per il suo genere, un orgasmo all’interno del filone cinematografico dedicato alla tortura, che però riesce a fornire anche molteplici e interessanti spunti di analisi, tra cui la stessa riflessione sul “mostrabile” al cinema. Voyeurismo si, ma con un’anima.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (4)

CipE

5 /10

Rated this 5/10 due to large amounts of repeated and gratuitous violence.

Is it worth torturing people to find out if there is life after death? This movie's answer seems to be "Keep doubting".

John Chard

John Chard

10 /10

Martyrs: Greek for Witness.

Martyrs is written and directed by Pascal Laugier. It stars Morjana Alaoui and Mylene Jampanoi.

The New French Extremity Movement had its bar raised considerably by Pascal Laugier’s brutal but thought provoking horror. It’s a film as uncompromising as it is confrontational, a picture guaranteed to get a response for better or worse. Once viewed it simply will not be forgotten, the images, the twisty narrative thematics and the bloodshed that flows consistently throughout the story, Laugier and his two brilliant lead actresses assault the senses, magnificently so.

Story is unfurled as a three tiered structure, each one devastating, but it’s with the final third where the picture goes up through the stratosphere, stopping briefly at the café weird just to further tickle our craniums. Some of the violence here is tough to watch, and it’s no surprise to find it was met with the inevitable charges of misogyny. Yet the culmination of it all puts some perspective on the violence witnessed, leading to a strangely profound and moving climax.

The less you know about it going in for the first time the better. A strong stomach is required, as is an open mind, if you have these things then awaiting you is a visceral masterwork, one of the finest horror film’s to have ever come out of France. Yes, it’s that astonishing. 10/10

Repo Jack

Repo Jack

8 /10

I wrote this once to describe my philosophy on what movies/TV I like:

"Ravenous fan of dark, edgy movies & TV. They should glue you to the screen and stay in your dreams."

Martyrs is one of a handful that describes that perspective to the T, and it is the kind of horror movie that you should go in completely clueless about the plot to enjoy the many twists that you won't see coming.

A big caveat: this is "advanced" horror -- gut-wrenching, gory and very disturbing. Definitely not for everybody.

tmdb77268060

6 /10

<b>64/100</b>

<i>Martyrs</i> delivers an intriguing and original concept but doesn't quite reach its full potential. It borrows a page from <i>Terrifier</i>'s playbook by dispatching the superior actress early which leaves a noticeable performance void. The third act hits a bit of a lull, but rebounds with a gripping and shocking climax that's sure to leave an impression. While it may not fully flesh out (no pun intended) its premise, <i>Martyrs</i> is worth a watch for horror fans looking for a unique and unsettling experience.

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