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ECOLOGIA DEL DELITTO

1971 • IT HMDB
settembre 8, 1971

L'omicidio di una ricca contessa, stato erroneamente considerato un suicidio, innesca una reazione a catena di brutali omicidi nella zona del golfo, poiché diversi personaggi senza scrupoli cercano di impossessarsi della sua vasta tenuta.

Registi

Cast

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Troupe

Produzione: Giuseppe Zaccariello (Producer)Alfredo Bini (Producer)
Sceneggiatura: Dardano Sacchetti (Story)Filippo Ottoni (Screenplay)Gianfranco Barberi (Story)
Musica: Stelvio Cipriani (Original Music Composer)
Fotografia: Mario Bava (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Francesco Mirabelli

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Un’anziana contessa che abita in una tranquilla baia viene uccisa da un losco individuo del quale non si nota il viso. Pochi istanti dopo, l’uomo viene anch’esso ucciso da un’altra persona, a noi nascosta. La baia, è follemente desiderata da un paio di persone, in particolare da un architetto, da un pescatore della zona e da altre famiglie in comune la medesima ossessione di acquistare la proprietà. Sarà proprio l’estremo accanimento per la lotta di chi si aggiudica la baia, a scatenare una girandola impazzita di efferati delitti. Si salvi chi può.. Siamo dinnanzi all'opera più efferata e cruenta diretta dal maestro nostrano dell'horror-gotico Mario Bava. Un gruppo di imprenditori e gente comune, morbosamente desiderosi di acquistare una mastodontica baia, scateneranno una vera e propria carneficina, sfoggiando l'emblema della ferocia umana. “Chi uccide viene ucciso, nessuno è innocente, tutti hanno un loro senso di colpa, sicché tutti muoiono". Mario Bava, dopo aver diretto pietre valorose, tra cui “Operazione paura” e “I tre volti della paura” dirige un valoroso esempio cinematografico. Con tale pellicola, il regista sanremese, ha lanciato il sottogenere - “Slasher-movie” - dapprima messo in scena con il supremo “Sei donne per l’assassino” e in seguito copiato dagli horror-statunitensi (la serie “Venerdì 13” su tutte). "Reazione a catena" è stato modello di ispirazione anche per Dario Argento, il quale ha diretto, esattamente quattro anni dopo, il suo capolavoro nonché capostipite del genere thriller/psicologico “Profondo rosso”. “Bay of blood” titolo attribuito negli Usa, è gremito di delitti: 13 in totale, compiuti nelle maniere più atroci e fantasiose che si videro all’epoca. In occasione dei mirabolanti delitti, Bava propone novità originali: la cinepresa in primo luogo si sofferma a inquadrare il morente; in secondo piano, svela l’autore del massacro che, di conseguenza viene ucciso da un altro individuo del quale non viene svelata l’identità. L'epilogo del film dimostra e al contempo nega la regola del più forte vince, giacché la baia rimane campo da gioco per dei bambini. L’aspetto tecnico rispecchia il talento del regista; particolare curioso è l’effetto fuori fuoco: lo zoom mette in rilievo un particolare importante, s’intravedono cambi focali e l’elemento che sembra il sole altri non è che l’occhio dell’assassino mentre scruta la futura vittima. Il film fondamentalmente s’incentra sulla natura, propone luci naturali e frequenti visuali crepuscolari che circondano la baia. Nel cast figurano ottimi attori. Da menzionare sia la lodevole l’interpretazione di Luigi Pistilli nelle vesti di Alberto, sia l’impeccabile script curato dallo sceneggiatore Dardano Sacchetti. Inspiegabilmente sottovalutato e addirittura vittima del mercato HomeVideo, dacché irreperibile da diversi anni in vhs, Reazione a catena, il cui sottotitolo nella versione nostrana è stato "Ecologia del delitto", è una pietra miliare dello slasher-movie, di cui ne è stato uno dei massimi pionieri.

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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

Wuchak

Wuchak

6 /10

Seminal Italian slasher

At a bay on the remote coast of central Italy, corpses mount up as several people contest over the valuable property rights. Some of those involved are four party-minded youths in a yellow dune buggy.

Mario Bava's "A Bay of Blood" (1971) is called “Ecology of Crime” in Italian (translated) and is known by a few other names, like “Twitch of the Death Nerve” (“A Bay of Blood” is easily the best title).

With one foot firmly in giallo territory, it is hailed as the progenitor and blueprint for the kitschy slasher craze that would soon emerge with "Halloween" (1978) and "Friday the 13th" (1980). But let’s not forget about the influential films that led up to this one, like "Psycho" (1960), "Dementia 13" (1963) and Bava’s own “Blood and Black Lace” (1964), not to mention "Silent Night, Bloody Night,” which was shot at the same time as “A Bay of Blood.” These paved the way for early 70’s slashers like “Home for the Holidays” (1972), "Torso (1973), "The Texas Chainsaw Massacre" (1974) and "Black Christmas" (1974).

While this is superior to “Dementia 13,” the somewhat convoluted story is not as compelling as “Psycho,” “Silent Night, Bloody Night” and “Friday the 13th.” Speaking of the latter, devotees of “A Bay of Blood” suggest that it heavily influenced the first two “Friday” films, but this would mostly apply to the four youths visiting the desolate bay and a couple of death scenes, which amount to a fraction of the runtime. There’s nothing in “Bay” about camp counselors staying at a summer camp and the dynamics thereof.

Brigitte Skay is a highlight on the female front as Louise, but there are a few other notables, like Paola Montenero (Sylvie), Anna Maria Rosati (Laura) and the joyless Claudine Auger (Renata). On the other side of the gender spectrum, Claudio Volonté is reminiscent of Oliver Reed as solemn fisherman outcast Simon.

The movie runs 1 hour, 24 minutes, and was shot about an hour’s drive south of Rome in Sabaudia, Italy, at the producer’s beach house, along with some bits shot at Fogliano, which is 12 miles north.

GRADE: B-

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