PERCHÉ IL DIO FENICIO CONTINUA A UCCIDERE? - TOWER OF EVIL
Tower of Evil
maggio 26, 1972
Alcuni ragazzi trascorrono la notte in un faro abbandonato. Il gruppo viene massacrato con una misteriosa lancia d'oro di epoca fenicia: riesce a salvarsi alla mattanza solo una ragazza che, però, è talmente scioccata dall'evento da restare prostrata in uno stato catatonico.
Registi
Cast
Bryant Haliday
Evan Brent
Jill Haworth
Rose Mason
Anna Palk
Nora Winthrop
William Lucas
Superintendent Hawk
Anthony Valentine
Dr. Simpson
Gary Hamilton
Brom
Jack Watson
Hamp Gurney
Mark Edwards
Adam Masters
Derek Fowlds
Dan Winthrop
John Hamill
Gary
Candace Glendenning
Penny
Seretta Wilson
Mae
Dennis Price
Laurence Bakewell
George Coulouris
John Gurney
Robin Askwith
Des
Marianne Stone
Nurse
Troupe
Produzione:
Richard Gordon (Producer) — Joe Solomon (Executive Producer)
Sceneggiatura:
Jim O'Connolly (Writer)
Musica:
Kenneth V. Jones (Original Music Composer)
Fotografia:
Desmond Dickinson (Director of Photography)
RECENSIONI (1)
Quattro giovani, due ragazze e due ragazzi, si recano sull’isoletta disabitata di Snape per passare una nottata in tutta tranquillità; vengono ritrovati alcuni giorni dopo massacrati, l’unica superstite è in un tale stato di shock che non riesce neppure più a parlare. Nel frattempo sul posto vengono ritrovati alcuni resti di un’antica civiltà fenicia così un gruppo di ricercatori ed archeologi decide di fermarsi sull’isola per analizzare i ritrovamenti. Uno ad uno cominciano a morire, pare che le morti siano legate ad un’antica maledizione di una Divinità Fenicia ma la verità è un’altra… Il perché la distribuzione italiana abbia deciso di cambiare il titolo del film da “Tower of Evil” (La Torre del Diavolo) all’assurdo “Perché il Dio Fenicio continua a uccidere?” rimarrà un mistero; fatto stà che si è di fronte all’ennesimo horror senza infamia né lode. Diverse scene gore, parecchie nudità femminili più o meno svelate (tanto per attirare un po’ di pubblico maschile…), il solito intreccio che passa dal “soprannaturale” per poi svelare una realtà e una verità assolutamente “terrena”; insomma nulla di nuovo e pertanto assolutamente trascurabile.
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