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SEGNALI DAL FUTURO

Knowing

2009 GB HMDB
marzo 19, 2009

Un professore rinviene nel cortile della scuola elementare del figlio una capsula temporale sepolta nel 1963, contenenti sconvolgenti predizioni su alcuni disastri naturali, tra cui l'imminente fine del mondo. L'uomo si convince che la sua famiglia giochi un ruolo determinante nei catastrofici eventi che si susseguono.

Cast

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Troupe

Produzione: Stephen Jones (Executive Producer)Todd Black (Producer)Alex Proyas (Producer)David Bloomfield (Executive Producer)Norman Golightly (Executive Producer)Jason Blumenthal (Producer)Steve Tisch (Producer)Topher Dow (Executive Producer)
Sceneggiatura: Ryne Douglas Pearson (Screenplay)Stiles White (Screenplay)Juliet Snowden (Screenplay)
Musica: Marco Beltrami (Original Music Composer)
Fotografia: Simon Duggan (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Nel 1959 in una scuola elementare del Massachussets alcuni studenti di vengono invitati a fare dei disegni su come immaginano il futuro, i disegni vengono poi inseriti in un cilindro appositamente battezzato “capsula del tempo” e custoditi per mezzo secolo, per essere poi mostrati alle nuove generazioni. Ai giorni nostri la capsula viene aperta e ad ogni bambino viene consegnato un disegno ivi contenuto. Al piccolo Caleb Kostler capita però uno strano foglio completamente ricoperto da numeri, apparentemente senza alcun senso. Il padre di Caleb, l’astrofisico John Koetler, scopre casualmente che quei numeri sono in realtà precise coordinate di tutti i più grandi disastri che hanno sconvolto l’umanità negli ultimi cinquanta anni. Inizialmente incredulo, John si convince della veridicità delle predizioni, tra le quali c’è anche l’incendio che ha causato la morte di sua moglie, e si rende conto che tre delle predizioni devono ancora avvenire. “Segnali dl futuro” (“Knowing” in originale) è un oggetto molto delicato, un film con un soggetto interessante e originale che però già sulla carta percorre il pericoloso ponte che divide il teoricamente appetitoso dal potenzialmente disastroso. Riuscire a tenere sotto controllo un’opera del genere è cosa assai ardua e il minimo passo falso potrebbe compromettere la riuscita del tutto. Puntualmente, Proyas e compari non riescono a rimanere sui giusti binari e a una prima parte ottima segue una seconda parte pessima. L’ex enfant prodige regista di “Il Corvo” e “Dark City” sceneggia “Segnali dal futuro” in compagnia di ben altri quattro autori – Stuart Halzedine, Ryne Douglas Pearson, Juliet Snowden e Stiles White – mescolando fantascienza, film catastrofico e suggestioni horror. Ma evidentemente cinque menti alle prese con un soggetto del genere hanno maggiori possibilità di fare disastri, dal momento che si ha la sensazione che nel film ci siano dei macroscopici problemi legati proprio al collante che tiene su la baracca: più idee che mal si legano tenute insieme con forzature che pregiudicano la riuscita del film. Le due ore di durata di “Segnali dal futuro” possono essere perfettamente scisse in due parti. La prima ora serve a introdurre l’argomento, porre interrogativi, accumulare elementi e lentamente dipanarli con eventi rilevanti; la seconda parte ha invece il compito di trovare una risposta agli interrogativi e costruire un climax che conduca alla parola fine. La prima parte è altamente soddisfacente, si respira un’atmosfera alla Shyamalan, si costruisce una storia originale e coinvolgente, vengono introdotti dei personaggi non particolarmente innovativi ma ben tratteggiati e si assiste a due scene d’azione che sono portate in scena in modo stupefacente, da manuale di regia. Si comincia già da qui a intravedere qualche faciloneria di troppo nella sceneggiatura (il protagonista scopre il “potere” dei numeri in modo un po’ troppo casuale, così come lo è anche la sua presenza sul luogo del primo disastro), ma poco prima gli sceneggiatori si erano messi al riparo facendo tenere al protagonista una lezione universitaria sul rapporto tra determinismo e casualità, così si tende a sorvolare e si rimane catturati dal contorno. In particolare è difficile rimanere indifferenti davanti alla messa in scena dell’incidente aereo, un lunghissimo pianosequenza che va dallo schianto del velivolo sull’autostrada all’arrivo dei primi soccorsi, mostrando orrore e morte in maniera terribilmente realistica. Poi le scorciatoie di sceneggiatura continuano in maniera non più accettabile: le catastrofi accadute in cinquant’anni si sono verificate nelle più disparate zone del globo e guarda caso le ultime tre che devono avvenire interessano tutte la zona in cui vive il protagonista; a John mancano le ultime cifre del codice e in modo del tutto casuale riesce a trovare dove cercarle, tra l’altro grazie a un involontario suggerimento fornitogli dal figlio in una scena fin troppo gratuita. Insomma, se prima si era disposti a cedere al meccanismo della casualità, dopo un po’ si comincia a sentirsi persi per i fondelli. Ma il vero motivo che fa degenerare il film è la piega fantascientifica che la vicenda prende nell’ultimo quarto d’ora, che ora non vi sto a rivelare. Un elemento aggiunto, importante ma senza del quale la storia avrebbe guadagnato in coerenza, che riesce a rovinare quanto di buono e originale il film aveva saputo offrire fino a quel momento. Si ha l’impressione che si sia cercato di stemperare l’eccessivo pessimismo di cui il film si stava caricando aggiungendo un elemento di speranza buonista, assolutamente poco opportuno e capace di modificare il senso dell’opera, banalizzandola e spingendola perfino verso una leggera virata di ridicolo involontario. E questo è un peccato perché il climax apocalittico, supportato da ottimi effetti speciali, aveva un certo impatto emotivo e visivo non marginale. Insomma, per la serie “come ti rovino due ore di film in quindici minuti”. Per il resto? Come si è detto la regia di Alex Proyas è molto buona, in certi momenti ottima, e la fotografia di Simon Duggan, che utilizza toni spenti e autunnali, a volte perfino dark, contribuisce a valorizzarla. Nel cast troviamo un bravo ma non eccezionale Nicholas Cage, tenuto a freno da un personaggio malinconico, e una Rose Byrne (“Sunshine”; “28 settimane dopo”) in parte. Se la prima parte di “Segali dal futuro” merita tre zucche abbondanti, la seconda ne merita solo una. Dunque si fa la media.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (4)

John Chard

John Chard

7 /10

Pythagorus As Nostradamus.

Knowing is directed by Alex Proyas and collectively written by Ryne Douglas Pearson, Juliet Snowden and Stiles White. It stars Nicolas Cage, Rose Byrne, Chandler Canterbury, Lara Robinson, Ben Mendelsohn and Nadia Townsend. Music is by Marco Beltrami and cinematography by Simon Duggan.

1959, and young schoolgirl Lucinda Embry (Robinson) keeps hearing voices. When asked to submit a drawing for the school time capsule– that's to be opened in 50 years time,– she writes a series of random numbers that don't appear to make sense. Forward to 50 years and the grand opening of the capsule, where Professor Jonathan Koestler (Cage) and his young son come by way of Lucinda's numbers. Just what do they mean? If anything?...

Ah yes, the good old disaster movie, a genre of film that continues unabated through the decades, this in spite of critical indifference. But the paying public still keep turning up in droves, even in this new technological age. Where once was models being destroyed, and paintings forming elegant backdrops, now is whizz bangery that costs a fortune. Still great fun, though, which is why something like Knowing exists and has many fans.

It's a splendid piece of sci-fi hokum pulsing with supernatural overtones, a gentle creeper unravelling the mystery in layers until the final countdown begins. The science is obviously dubious (it's a movie folks) and the air of pessimism that hovers consistently over proceedings (not only is the world in trouble, but all the protags have miserable issues as well), may be too much for some. However, Cage is as committed as ever, Proyas yet again proves himself a beautiful visualist, while the scenes of carnage are truly harrowing and unforgettable.

A popcorner with moments of wonder and awe, and yes of course, some cheese as well. Ignore the Cage haters, if you like sci-fi infused disaster movies and haven't had fun with this one yet, then do so, it's a blast. And did I say it's gorgeous to look at as well? It is!… 7/10

Wuchak

Wuchak

7 /10

What if everything’s not just meaningless chance?

A disillusioned professor in the Boston area (Nicolas Cage) acquires a document that has successfully predicted tragedies for the last fifty years, but new ones as well (!). Rose Byrne plays the daughter of the seer.

“Knowing” (2009) is a quality drama/mystery with elements of disaster/sci-fi and even a little horror. It’s along the lines of wonder-inducing flicks like “The Mothman Prophecies” (2002), “Contact” (1997), “The Forgotten” (2004), “The X-Files: Fight the Future” (1998), “Signs” (2002), “The Day the Earth Stood Still” (2008) and “War of the Worlds” (2005). If you favor the style and themes of those movies you’ll probably like this one.

The film runs 2 hours, 1 minute and was shot in Victoria, Australia, with establishing shots of the Boston/Cambridge area.

GRADE: B

Gimly

Gimly

4 /10

A very intriguing set-up, but not much else of note is found in Knowing.

Final rating:★★ - Had some things that appeal to me, but a poor finished product.

RalphRahal

6 /10

"Knowing" (2009) is one of those movies that grabs your attention with an intriguing concept and keeps you hooked with its mystery and suspense. The plot, while ambitious and unique, sometimes feels like it bites off more than it can chew, especially with character depth and emotional weight. The film builds tension effectively but doesn't always make you feel invested in the people involved. Nicolas Cage delivers a solid performance, carrying the film with his usual mix of intensity and brooding energy. The directing by Alex Proyas is well-executed, creating an eerie, unsettling atmosphere that keeps things engaging. Visually, the cinematography does a great job of amplifying the film's apocalyptic themes, with some standout sequences that are both haunting and well-shot. The CGI, though not perfect, holds up for the most part.

The script has its strong moments, especially in its pacing and mystery elements, but it leans heavily on exposition at times, which can make certain parts feel more like a lecture than organic dialogue. The score adds to the eerie and suspenseful tone, effectively building tension in key moments. While the film might not be a masterpiece, it is still an entertaining watch with an interesting premise, good directing, and some genuinely tense moments. If you go in without expecting deep character exploration and just want a gripping mystery with a bit of a sci-fi twist, it’s definitely worth a watch.

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