SPIDER
noviembre 6, 2002
Ambientada en el East End londinense durante los años sesenta. Spider, un hombre de mente frágil e inestable, después de ser dado de alta en un psiquiátrico, es ingresado en un asilo. Allí su mente va reproduciendo una parte fundamental de su infancia.
Directores
Dramma
Thriller
Mistero
Reparto
Ralph Fiennes
Spider
Miranda Richardson
Yvonne / Mrs. Cleg
Gabriel Byrne
Bill Cleg
Lynn Redgrave
Mrs. Wilkinson
John Neville
Terrence
Philip Craig
John
Bradley Hall
Spider Boy
Gary Reineke
Freddy
Sara Stockbridge
Gladys
Cliff Saunders
Bob
Tara Ellis
Nora
Arthur Whybrow
Ernie
Nicola Duffett
Barmaid
Jake Nightingale
Large Man
Donald Ewer
Toothless Jack
Joan Heney
Cook
Peter Elliott
Resident
Alec Stockwell
Resident
Scott McCord
Resident
Rachel Taggart
Young Woman
Equipo
Produccion:
Catherine Bailey (Producer) — David Cronenberg (Producer) — Samuel Hadida (Producer) — Jane Barclay (Executive Producer) — Charles Finch (Executive Producer) — Simon Franks (Executive Producer) — Victor Hadida (Executive Producer) — Sharon Harel-Cohen (Executive Producer) — Zygi Kamasa (Executive Producer) — Martin Katz (Executive Producer) — Hannah Leader (Executive Producer) — Luc Roeg (Executive Producer)
Guion:
Patrick McGrath (Writer)
Musica:
Howard Shore (Original Music Composer)
Fotografia:
Peter Suschitzky (Director of Photography)
RESEÑAS (1)
Dennis Cage ha gravi problemi mentali. Deve ricostruire il suo passato, per tentare la guarigione e soprattutto per trovare le risposte, la verità, il significato di una vita che gli è sfuggita di mano. Intorno a lui la desolazione e la follia, nella sua anima il vuoto.
Da qui parte la ricerca, il viaggio nei volti della sua infanzia, i soprusi di un padre egoista e crudele, l'affetto di una madre sola e abbandonata, la paura e le tele di ragno come unico mezzo per costruirsi una gabbia da cui ripararsi contro i dolori del mondo esterno. Poi un giorno l'amara verità, il gesto terribile di un padre che perde ogni sintomo di razionalità, e l'orrore visto dagli occhi di un bambino, e contemporaneamente dagli occhi di un adulto che si materializza nei luoghi delle sue fanciullesche disavventure. E l'orrore che si propaga dal passato al presente, attraverso un volto di donna che diviene sgradevole volto di tirannia e di omicidio, e che sancisce la defnitiva perdita di ogni speranza di guarigione. Dennis "Spider" condannato all'oblio, all'ospedale psichiatrico, ad una vita chiusa nel bozzolo delle tele di ragno.
L'ultimo lavoro del maestro David Cronenberg è un film difficile, va detto fin da subito. Difficile da capire, da seguire e forse soprattutto da accettare per i fans di un autore che negli anni ha saputo imporre la sua poetica e le sue idee cinematografiche al punto da renderle uniche ed inconfondibili. Qui non c'è la carne martoriata, non c'è la mutazione del corpo, non c'è l'orrore clinico del sangue prelevato e contaminato. Casomai è la mutazione dello spirito ad essere esplorata, la follia e la solitudine umana, l'esigenza della stabilità familiare come mezzo necessario per aspirare ad una vita normale, il confondere passato e presente fino a perdere ogni coscienza di sé e ogni confine tra verità e immaginazione.
Un film che la critica ha già definito "kafkiano", un film d'atmosfera e di tensione, costruito sulla progressione narrativa di una verità che sembra venire a galla un po' alla volta e che nel sorprendente finale ribalta invece ogni previsione, un film giocato sul volto sofferente e sullo sguardo vacuo di un bravissimo Ralph Fiennes, che smozzica mezze parole incomprensibili (elemento di grande effetto che sicuramente verrà perso nel doppiaggio italiano) e che riempie lo schermo con primissimi piani ripresi dal basso che lo pongono come centro di ogni pensiero e come essere inetto di fronte alla squallida e ineluttabile realtà che lo circonda.
Questo è Spider, che nella sua ora e mezza di durata scorre via veloce lasciando un po' di perplessità. Un buon lavoro se considerato come opera filmica nella sua autonomia, sostanzialmente ben scritto e ben diretto, ma probabilmente deludente se rapportato al genio di Cronenberg, un film che riesce a trasmettere grande tensione ma che non sa raggiungere le vette di capolavori del regista canadese quali La Mosca, Inseparabili e Crash. Forse sarebbe stato un grande film se diretto da un altro regista, ma da Cronenberg, con a disposizione un tema lontano dai suoi standard (tratto dal romanzo di Partick McGrath) ma comunque affascinante, ci si poteva aspettare qualche tocco d'autore in più.
Invece “Spider” è solido, concreto, classico, claustrofobico al punto giusto, ma forse senz'anima. In ogni caso un film che fa discutere, e che comunque va visto. Al limite della sufficienza.
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