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X-Files: Voglio Crederci poster

X-FILES: VOGLIO CREDERCI

The X Files: I Want to Believe

2008 US HMDB
luglio 24, 2008

Una nuova avventura porta il complesso rapporto tra gli agenti Fox Mulder e Dana Scully in nuove e inattese direzioni. Mulder continua nella sua affannosa ricerca della verità, e la razionale scienziata Scully si lascia, suo malgrado, conquistare dalla sua causa. Mulder vive nascosto a casa di Scully perché ricercato e ha anche cambiato il suo aspetto facendosi crescere la barba. L'FBI contatta Scully per chiedere al suo ex-partner di collaborare al caso di un'agente scomparsa. Mulder dovrà verificare l'attendibilità di un sensitivo e in cambio avrà il ritiro delle accuse.

Cast

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Troupe

Produzione: Brent O'Connor (Executive Producer)
Sceneggiatura: Chris Carter (Writer)Frank Spotnitz (Writer)
Musica: Mark Snow (Original Music Composer)
Fotografia: Bill Roe (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Un’agente dell’FBI viene rapita in un paesino innevato del West Virginia e allo stesso tempo padre Joseph, un prete scomunicato per accuse di pedofilia, comincia ad avere delle strane visioni. La polizia segue le indicazioni del prete e ritrova membra umane sepolte nel ghiaccio, a questo punto gli agenti Whitney e Drummy decidono di utilizzare proprio le abilità di padre Joseph per trovare l’agente scomparsa. Il caso si presenta però più complicato del previsto e così l’agenzia governativa decide di contattare gli ex agenti Mulder e Scully, un tempo membri della sezione dell’FBI dedita all’indagine sui casi soprannaturali: gli x-files. Malgrado il reparto dell’FBI addetto agli x-files per gli spettatori televisivi sia chiuso da diversi anni, gli ex agenti Mulder e Scully non riescono proprio a star lontani dai guai! E se potremmo capire le ragioni di Mulder, da sempre affascinato/ossessionato da misteri e soprannaturale, ci viene difficile pensare che sia proprio Dana Scully, ormai chirurgo di una certa fama ed elemento scettico della coppia, a farsi convincere per prima a tornare ad indagare su un caso inspiegabile al raziocinio umano. E’ proprio così che comincia infatti “X-Files: Voglio crederci”, secondo lungometraggio per il cinema di una delle serie più amate del piccolo schermo. In realtà in pochi si sarebbero aspettati che a dieci anni di distanza dal primo film e a sei dalla chiusura ufficiale della serie tv gli amati agenti Mulder e Scully sarebbero tornati nuovamente insieme e per giunta sul grande schermo. Eppure la tenacia di Chris Carter, creatore storico della serie, e il sostegno dei numerosissimi fan hanno permesso che gli x-files fossero aperti per un’ultima (?) volta. “X-Files: Voglio crederci” ha dalla sua una freschezza che difficilmente ci si sarebbe potuti aspettare da un’operazione di quasi riciclaggio e il merito va principalmente al buon lavoro di sceneggiatura e all’ottima performance dei due attori protagonisti. La storia, scritta e sceneggiata da Frank Spotnitz (una lunga carriera televisiva tra cui proprio “X-Files” e “Millennium”) e dallo stesso Chris Carter non va ad esplorare i misteri dell’universo e le cospirazioni governative con cui erano soliti confrontarsi i due protagonisti nella serie tv, ma va a trattare una tematica più realistica (per quanto la parola sia adattabile all’universo x-files) e sicuramente più attuale. Carter e Spotnitz infatti decidono di inoltrarsi nel modo dei traffici clandestini d’organi, depistando però continuamente lo spettatore con false piste che conducono ad una soluzione finale che ha dell’incredibile, forse anche un po’ dell’implausibile, ma rimane di sicuro effetto soprattutto per gli amanti dell’horror chirurgico. L’elemento soprannaturale è assicurato dalla presenza di Padre Joseph e delle sue capacità sensitive, un personaggio che ha una grande importanza nella narrazione di questo film e una bella caratterizzazione. Padre Joseph, interpretato da un bravo Billy Connolly (“Timeline”; “Fido”) è l’elemento “perturbante” per eccellenza, capace di scuotere gli animi della piccola comunità montana in cui vive a causa del suo terribile passato da pedofilo e capace di dividere concettualmente le credenze di Mulder e Scully. Allo stesso tempo Padre Joseph è però sinonimo di speranza: speranza per la polizia e l’intera comunità che confida in lui per il ritrovamento delle donne scomparse; speranza per Scully in quanto elemento di identificazione e simbolo di fede perduta e forse ritrovata; speranza per se stesso in una redenzione dai peccati commessi. Una figura tragica e “scomoda”, metaforicamente collegata a tutti i fatti e i personaggi messi in ballo nella vicenda. Fox Mulder e Dana Scully, sempre ottimamente interpretati dai ritrovati David Duchovny e Gillian Anderson, raggiungono livelli di caratterizzazione insoliti per un film di genere. Sicuramente forti di un lungo passato di approfondimenti ed evoluzioni psicologiche offerti dalla lunga permanenza televisiva, i due ex agenti dell’FBI appaiono qui degli individui ormai lontani dal proprio passato, desiderosi di dimenticare per sempre gioie e soprattutto dolori che gli x-files hanno loro causato. Mulder appare cinico e curioso come di consueto, apparentemente immune alle numerose ferite aperte e comunque mai rimarginate che continuano a tormentarlo. La sua collega Scully, ormai diventata un chirurgo, gode di una scrittura anche più complessa e viene descritta come persona più vulnerabile ed emotiva, profondamente segnata dagli eventi e in conflitto con la propria fede. Infatti è il suo rapporto con la fede a rappresentare un punto cruciale della narrazione, espresso dal conflitto interno tra la sua voglia di redenzione morale, catalizzata sull’impresa di salvataggio del bambino malato, e l’odio per la crudeltà del destino. A sottolineare questa ricerca di fede c’è poi la ripugnanza verso Padre Joseph, emissario divino capace di gesti immorali sui propri chierichetti, ma allo stesso tempo unica persona in grado di condurla ad un equilibrio morale attraverso il confronto. C’è comunque da sottolineare che il ritorno di “X-Files” non è propriamente tutto rose e fiori. Lo stretto legame che c’è fra questo film e la saga televisiva lo renderà probabilmente poco fruibile a chi è a digiuno dagli episodi tv, a causa dei troppi riferimenti dati per scontato e alle personalità complesse dei personaggi che sono un chiaro riflesso di anni e anni di evoluzioni caratteriali. Anche il ritmo, malgrado la storia coinvolgente, non è dei più fluidi, mentre il finale appare un po’ troppo sbrigativo. L’impressione, a conti fatti, è che “X-Files: Voglio crederci” sia un episodio scartato dalla serie tv e ora recuperato e pompato per un passaggio cinematografico. Il fatto è che comunque si tratta di un episodio di gran qualità! Imprescindibile per i fan nostalgici della serie tv, godibile ma forse a volte un po’ ostico per tutti gli altri.
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

Wuchak

Wuchak

7 /10

Scully and Mulder search wintry landscapes for a modern-day Mengele operation

When an FBI agent goes missing in the Greater DC area, Scully and Mulder reunite to help the agency by enlisting the help of a defrocked priest with psychic abilities (Billy Connolly), which leads to grisly revelations. Meanwhile Scully is a practicing doctor intent on saving the life of a boy with a terminal disease.

"The X Files: I Want to Believe" (2008) came out a decade after the first movie and six years after the final season of the original run of the TV series. Unlike “Fight the Future,” it doesn’t focus on the alien conspiracy but opts for a monster-of-the-week story. For those not in the know, the series walked the balance beam between these two.

Speaking as a very casual viewer, I preferred the MOTW segments because of their uniqueness and increased human interest. The alien conspiracy episodes struck me as boringly redundant even though fans of these segments understandably argue that the fate of humanity and its possible extinction is far greater than all the serial killers and monsters put together.

The fact that this second movie focuses on more mundane proceedings never bothered me. After all, we already have the first movie, why redo it? Can it even be topped? So, as far as I’m concerned, it was a good decision to take an entirely different route.

The inclusion of the psychic brings to mind the notable “Clyde Bruckman’s Final Repose” episode. This is combined with the basic plot of “Silence of the Lambs,” which involves detectives needing the help of a notorious outcast to find a missing female and capture the serial killer(s). The main differences are the snowy landscapes and the subplot of the boy needing experimental surgery to survive.

Being shot in British Columbia with key crew members from the defunct series, it has the tone of the show, just with a bigger budget and a longer runtime. As usual, the proceedings are mysteriously creepy, but lowkey with Scully and Mulder maintaining their renown dispassion. The exception is Scully’s dealings with the dying boy, who is basically her spiritual child.

Despite the generally listless air of the investigation (which was an issue with the entire series), there are interesting bits spiced throughout and the final act pays off, at least for me. I’m not so much talking about the grisly Frankenstein bits as Scully’s challenging situation, which is moving. There’s a spiritual depth with focus on moral transgression, penitence and possible redemption, not to mention boldly tackling one of life’s toughest questions: Why does a good God allow evil and suffering? Then there’s the addition of the biblical proverb: “It is the glory of God to conceal a matter; to search out a matter is the glory of kings,” which of course ties into Scully and Mulder’s perpetual search for truth.

I saw the Director’s Cut, which runs 1 hour, 47 minutes, and includes graphic, disturbing material cut to avoid an R-rating at the theater; the theatrical version runs about 3.5 minutes less. It was shot in British Columbia, specifically the Vancouver area (including Burnaby), and the Pemberton Valley region, including Riverlands, which is located a couple hours’ drive north of the big city.

GRADE: B

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