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DELLAMORTE DELLAMORE

DellaMorte DellAmore

1994 IT HMDB
marzo 25, 1994

Francesco DellaMorte, guardiano del camposanto, assieme col suo aiutante muto Gnaghi, riceve delle strane visite nella sua casetta sgangherata all’interno del cimitero e si trova a fare un’amara scoperta: i morti entro, sette giorni dalla dipartita, tornano sulla terra e hanno come unico istinto uno spietato cannibalismo. L'horror italiano guarda all'immaginario del fumetto Dylan Dog.

Cast

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Troupe

Produzione: Heinz Bibo (Producer)Tilde Corsi (Producer)Conchita Airoldi (Executive Producer)Dino Di Dionisio (Executive Producer)Michèle Ray-Gavras (Executive Producer)Michele Soavi (Producer)
Sceneggiatura: Gianni Romoli (Writer)
Musica: Manuel De Sica (Original Music Composer)Riccardo Biseo (Original Music Composer)
Crew: Mauro Marchetti (Cinematography)

RECENSIONI (1)

Marco Castellini
Francesco Dellamorte è il becchino del piccolo cimitero di Buffalora ed insieme al suo aiutante sordomuto Gnaghi, passa le notti ad ammazzare i morti, i “ritornanti” che dopo pochi giorni di permanenza nel cimitero, non si sa come, resuscitano. Quando però a morire sarà l’amante di Francesco, il giovane non se la sentirà di eliminarla e da quel momento cominceranno i guai... Probabilmente il film più personale di Soavi che, libero dall'egida influenza di Argento, dirige un'opera gotica, in cui hanno un ruolo centrale gli aspetti simbolici e metafisici (la Morte, il tunnel, l'ignoto..). Quella che poteva risolversi nell'ennesima storia di zombi diventa invece, grazie alla sensibilità artistica di Soavi, una vicenda surreale, una sorta di “horror romantico” ma, allo stesso tempo, anche un chiaro atto d’accusa nei confronti di una società che ci spinge a vivere come zombi, in una quotidianità in cui si fa sempre più fatica, come accade al protagonista del film, a distinguere i vivi dai morti. Il film presenta però anche un paio di clamorosi limiti: anzitutto alcuni effetti speciali non perfettamente riusciti (l’impersonificazione della Morte, la mosca di plastica che aleggia sullo scultoreo corpo della Falchi...) e poi la scelta del cast che, tolti i due ottimi protagonisti Everett e Hadji Lazaro, lascia alquanto a desiderare. La pellicola è la trasposizione cinematografica di un omonimo racconto di Tiziano Sclavi e non è basato, come spesso erroneamente si afferma, sul fumetto Dylan Dog dello stesso autore.. In definitiva un film da promuovere, se non altro anche perché è uno dei pochi horror diretti e prodotti in Italia negli ultimi anni!
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

CinemaSerf

CinemaSerf

6 /10

This is hilarious. Aside from showing us just how fit Rupert Everett was back in 1994, it's a daft and enjoyable zombie caper. He is the aptly named cemetery manager "Dellamorte" whom along with his always hungry sidekick "Gnaghi" (François Hadji-Lazaro) is charged with making sure that those he buries actually stay dead! He's pretty much got this all down to a fine art until the arrival of the gorgeous "She" (Anna Falchi). At this point, his system goes to pot and he finds loads of new uses for the gravestones - under one, it would appear, lies her recently deceased husband! The production is cheap and cheerful, the zombies are relatively easy to dispose of and thus the emphasis can quite squarely be on the eye-candy acting talent who hide nothing from each other (or us). There is a great scene where a bus loaded with passengers takes out both it and some motorcyclists - giving him quite a backlog next day. That sort of typifies what we get here. It will in no way stimulate your brain, but it is quite entertaining.

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