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Lasciami Entrare poster

LASCIAMI ENTRARE

Låt den rätte komma in

2008 DE HMDB
ottobre 24, 2008

A Blackeberg, un piccolo centro della periferia di Stoccolma, Oskar sogna di vendicarsi del mobbing che subisce ogni giorno da tre compagni di classe. Armato di un coltello immagina di infilarlo nello stomaco di Connie, che dei tre è il più arrogante. Una notte la tranquillità del quartiere in cui vive viene interrotta dall'arrivo di un uomo e di una dodicenne pallida e ambigua che sembra non conoscere freddo e paura. Con l'arrivo dei nuovi inquilini dell'appartamento di fianco al suo, una serie di efferati omicidi iniziano a macchiare il paesaggio innevato e ben presto Oskar scopre che Eli, con la quale nel frattempo ha stretto una tenera amicizia, altri non è che un vampiro imprigionato in eterno in un corpo da bambina.

Cast

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Troupe

Produzione: Carl Molinder (Producer)John Nordling (Producer)
Sceneggiatura: John Ajvide Lindqvist (Writer)
Musica: Johan Söderqvist (Original Music Composer)
Fotografia: Hoyte van Hoytema (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Roberto Giacomelli
Il Verdetto

Il dodicenne Oskar vive un’infanzia difficile: i genitori separati sono entrambi fin troppo assenti e i suoi compagni di scuola lo insultano e picchiano quotidianamente. Una sera, però, Oskar conosce Eli, una sua coetanea che è appena venuta ad abitare nell’appartamento vicino al suo.

Il dodicenne Oskar vive un’infanzia difficile: i genitori separati sono entrambi fin troppo assenti e i suoi compagni di scuola lo insultano e picchiano quotidianamente. Una sera, però, Oskar conosce Eli, una sua coetanea che è appena venuta ad abitare nell’appartamento vicino al suo. La ragazzina però non va a scuola, esce raramente e mai durante il giorno e mostra uno strano pallore. Pian piano tra i due nasce una bellissima amicizia, ma sorge un problema: Eli è un vampiro e i cadaveri che si stanno accumulando in paese nelle ultime settimane sono opera sua. Negli ultimi mesi la figura del vampiro sembra essere tornata di moda, dopo un parziale accantonamento nei primi anni del terzo millennio. Qualcuno avrebbe potuto ipotizzare che il vampiro non si amalgamasse bene alla freneticità e al sadismo che l’horror ha acquistato nelle produzioni di successo più recenti, ammenochè non si finisse nella contaminazione con l’action (cosa che infatti è accaduta). Eppure “30 giorni di buio” ci ha dimostrato che il vampiro è ancora capace di “mordere” e l’ha fatto utilizzando un linguaggio che guardasse all’horror contemporaneo così come a quello passato. Ma il successo commerciale, quello da prime pagine sui tabloid, è arrivato con “Twilight”, vampirismo adolescenziale che ha toccato corde estranee all’horror vero, ma riportando comunque in auge la figura del vampiro nell’eccezione più romantica e quasi contro-corrente all’affermazione più muscolare e sanguigna guadagnata nell’epoca post “Blade”. Ma come dicevo, il vampiro è tornato a mordere sul serio ed ha poco a che fare con i successi d’oltreoceano annunciati e targettizzati, piuttosto giunge dalla fredda Svezia, si chiama Eli, ha “più o meno” dodici anni e uccide perché deve vivere. Eli è la protagonista di “Lasciami entrare”, il film che Tomas Alfredson ha ricavato dall’omonimo romanzo di successo di John Ajvide Linqvist, confezionando una pellicola toccante e avvincente, probabilmente tra le migliori nel suo genere da molto tempo a questa parte. Protagonisti della vicenda sono l’amicizia e l’emarginazione, trasfigurati nelle sagome dei due piccoli protagonisti, Oskar (Kare Hedebrant) ed Eli (Lina Leanderson). Entrambi sono emarginati dalla società; l’uno perché è figlio di prima generazione della legge sul divorzio (la vicenda è ambientata nel 1982), l’altra perché è un vampiro. Oskar si trova a combattere in solitudine contro la quotidianità, privo di una figura genitoriale solida che lo guidi, dal momento che la madre è una donna in carriera pronta ad avvicinarlo semplicemente per guardare un po’ di televisione assieme la sera e il padre è sempre troppo distante e apparentemente più interessato alle sue amicizie che al figlio. Naturalmente anche la cattiveria infantile e il bullismo ci mettono del proprio e così il ragazzino verrà fatto vittima di crudeli angherie dai compagni di scuola. Tutto ciò porta ad un rancore represso che scaturisce nel ragazzino attraverso un morboso interesse per la cronaca nera e per le armi da taglio, con le quali sogna di colpire il suo acerrimo nemico. Così tanta insicurezza e umana fragilità sono controbilanciate dalla comparsa di Eli, vampiretta tanto diversa da Oskar quanto simile. Eli è una predatrice, sa difendersi e vuole insegnarlo anche al suo giovane amico, uccide indistintamente per la semplice esigenza nutritiva e la sua condizione di immortalità l’ha portata al punto di conoscere l’essere umano (ed evitarlo) meglio di quanto l’uomo conosca se stesso. Però anche Eli è un’emarginata; figurativamente è molto simile al prototipo dell’immigrata povera e senza dimora, non può avere una vita sociale a causa della sua ovvia condizione da creatura della notte, segnata da tutti gli svantaggi che la sorte vampirica le ha riservato. Eli non ha nessuno con cui condividere la sua infanzia congelata, solo un anziano servitore/tutore con il quale intrattiene un’ambigua relazione di complicità/amore. Oskar ed Eli sono dunque due personaggi predisposti alla convivenza, fatta di comunicazione veicolata dal linguaggio morse e di baci al sangue, epurando il rapporto da qualsivoglia esplicita implicazione sessuale, pur viaggiando sui binari di una sottile morbosità che tiene in bilico la dimensione asessuata infantile e quella più passionale dell’amore adulto. Alfredson, grazie all’ottima performance dei due attori protagonisti e alla scorrevole sceneggiatura dello stesso autore del romanzo, costruisce così una vicenda che si fa forte dell’intimità della vicenda ma allo stesso tempo dell’universalità del messaggio. L’attenzione con cui si delineano i personaggi e l’alchimia fra i vari elementi (impliciti ed espliciti) della storia riesce a creare una perfetta empatia nello spettatore, accompagnata da ritmi perfettamente bilanciati tra l’introspezione e le sferzate orrorifiche, che hanno un grande impatto emotivo e visivo. “Lasciami entrare” è un film che merita molta attenzione, una vera e propria ventata d’aria fresca in un filone che ultimamente aveva un po’ perso d’identità. Da vedere a tutti i costi.
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Domande su Lasciami Entrare

Quanto dura Lasciami Entrare?

Lasciami Entrare dura 115 minuti.

Quando è uscito Lasciami Entrare?

Lasciami Entrare è uscito nel 2008.

Chi ha diretto Lasciami Entrare?

Lasciami Entrare è diretto da Tomas Alfredson.

Che voto ha Lasciami Entrare?

La redazione di HorrorCult dà a Lasciami Entrare 4,0 teschi su 5, su una sola recensione.

Leggi le recensioni

RECENSIONI DALLA COMMUNITY (3)

Rob

OUTSTANDING

CinemaSerf

CinemaSerf

7 /10

A child of divorced parents, “Oskar” (Kåre Hedebrant) is frequently the victim of a trio of school bullies and at night, in the snow-covered park near his Stockholm home, he dreams of finally fighting back. One such night, he encounters the curious girl-next-door and over a period of evenings the pair start to become friends. She is “Eli” (Lina Leandersson) and she is quite a mysterious young girl. She is twelve, like him, but has no idea when her birthday is and she is also particularly adept at solving the Rubik’s cube (I usually had to dismantle mine and rebuild it!). All the while, their community is being rocked by the discovery of some exsanguined bodies, and so might “Oskar” be able to put two and two together and is he in even more danger from his new friend that from his school-day antagonists? We know all along who is doing what to whom, so a mystery this isn’t. What is is, though, is a characterful story of young love as both have their demons to address. There’s a little bit of ketchup now and again, but this isn’t really a gore fest either. Indeed, for much of the film the dirty work is being done by her equally enigmatic guardian “Håkan” (Per Ragnar) leaving the story to focus more some of the less tangible clues she drip feeds her new friend. She “isn’t a girl” can mean so many things? She’s just twelve but for how long has she been “just twelve”? Perhaps she sees in “Oskar” a new guardian? From his part, “Oskar” must begin to decide for himself whether the revenge he seeks on his tormentors is the right course of action, or whether he ought to move on with his life and build upon the positivity of his innocent, and reciprocated, attraction to “Eli”. Both of these actors deliver really quite engagingly throughout; their dialogue is measured and authentically childlike and even through the plot deals with some fairly gruesome topics, those never derail the amiability of the film and there’s even a little comedy woven into the proceedings too. The chilly landscape, the dark evenings, the nearby woods and the consistent pacing of the tale create a warmth untypical of this genre and it’s a surprisingly sensitive and addictive watch. If you’re looking for Peter Cushing or Brad Pitt, then maybe not - otherwise, this is a good watch.

patient1

9 /10

This is a beautiful story of a young girl who happens to be a blood sticking vampire, and as we see her story progress, you can't help but feel for the young Miss. I enjoyed this probably more than most as I'm a fan of all things Horror and Sci-fi.

The atmosphere and setting make this film quite a thrill for the senses.

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