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Profondo Rosso poster

PROFONDO ROSSO

Profondo rosso

1975 IT HMDB
marzo 7, 1975

Marc Daly, un giovane pianista, è testimone dell’omicidio di una parapsicologa, ma non sa individuare l’assassino. Si mette a indagare per conto proprio, aiutato dall’amica Gianna, ma ben presto la situazione si fa intricatissima: tutte le persone che potrebbero aiutarlo nella soluzione del mistero rimangono vittime dell’efferato killer...

Cast

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Troupe

Produzione: Claudio Argento (Executive Producer)Salvatore Argento (Producer)
Sceneggiatura: Bernardino Zapponi (Screenplay)Dario Argento (Writer)
Musica: Claudio Simonetti (Original Music Composer)Giorgio Gaslini (Original Music Composer)
Fotografia: Luigi Kuveiller (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Marco Castellini
Durante una conferenza sullo spiritismo, una medium sente la presenza in sala di un assassino; la notte seguente la stessa medium viene atrocemente uccisa. Il giovane Marc, un pianista inglese a Torino per lavoro, assiste casualmente alla morte della donna ma riesce a scorgere l’omicida solo di sfuggita senza poterne vedere il volto. Da quel momento l’uomo si interessa alle indagini e, con l’aiuto di una giornalista, cerca di scoprire l’identità dell’assassino, che nel frattempo continua a lasciare dietro di se una scia di efferati delitti… Uno dei capolavori per antonomasia di Dario Argento, un film che non ha praticamente difetti ma solo pregi risultando in assoluto il migliore, nel suo genere, mai prodotto in Italia e probabilmente nel mondo. Pur trattandosi essenzialmente di un giallo, in “Profondo Rosso” è evidente, fin dalle prime sequenze, un’inclinazione sempre più marcata verso il gotico e l’horror puro: un bambino che impugna un coltello insanguinato sulle note di un’inquietante nenia infantile, una medium che avverte una presenza perversa e che poi finisce brutalmente assassinata… il giallo scivola nel paranormale, in una zona d’ombra dove più niente è razionale e tutto può accadere. Un chiaro rimando alla tradizione gotica italiana è anche rappresentato dalle sequenze ambientate all’interno della fatiscente casa abbandonata (“La Villa del Bambino Urlante”) che paiono richiamare, in un curioso parallelo, l’altro capolavoro di genere del periodo “La Casa dalle Finestre che Ridono” di Pupi Avati (non per nulla sia Avati che Lino Capolicchio avrebbero dovuto partecipare, in veste di sceneggiatore il primo e protagonista il secondo, alla realizzazione di “Profondo Rosso”). La tensione, la suspense, il terrore tengono lo spettatore incollato allo schermo dalla prima fino all’ultima sequenza. La colonna sonora composta dai Goblin è perfetta e da sola basta per creare un senso di angoscia e paura che non passano neppure una volta terminato il film; le sequenze degli omicidi sono di una crudezza e di una veridicità tale da sembrare reali; gli attori, tra cui l’immancabile Daria Nicolodi, Gabriele Lavia, Clara Calamai e David Hemmings sono tutti perfettamente calati nei rispettivi ruoli ed il sorprendente quanto inaspettato doppio finale lascia di stucco anche il più navigato giallista. Un grandissimo film insomma, che ha ispirato molti registi di genere, tra cui veri e propri “maestri” come John Carpenter per il suo “Halloween” (1978). Vederlo è un obbligo!
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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (3)

John Chard

John Chard

8 /10

Ocular Bonanza.

When a psychic is murdered after picking up the thoughts of a psychotic killer, Marcus Day is the only witness to the crime and sets about trying to figure out who is responsible. But he then finds that the killer is shadowing him and targeting anyone who files in to help his investigation.

Dario Argento’s Deep Red (AKA: Profundo Rosso/The Hatchet Murders) is rightly regarded as one of the leading lights of Giallo. Argento pitches Marcus Day (David Hemmings working from a splinter of Blow Up) into a rousing and visceral world of murder and mystery – and takes the viewers along as well! It doesn’t matter what time of day or night it is, Argento always has a sinister edge pulsing through his movie. The mystery element is also strong, including for first time viewers a cheeky opportunity to solve it very early on.

Painting it all in vivid coloured strokes, Argento unleashes a myriad of stylish sequences, adding in children’s toys and mannequins to further up the creep factor. Musically not all of it works, but the running children’s thematic motif works strikingly well. Negatively the dubbing is often iffy at best and some of the now infamous murder sequences veer close to comedy because the director allows them to be protracted.

Uncompromising, thrilling and striking, some quibbles aside, Deep Red is a very positive experience. 7.5/10

talisencrw

9 /10

A remarkable and breathtaking horror work, easily my favourite of a distinguished, exciting run Argento made at the peak of his career. Films like THIS provided stunning proof to people's assertion the world over that he was the Italian Hitchcock. The soundtrack by Goblin is to be treasured. For both horror and thriller aficionados, well worth getting in the very best edition possible, and well worth rewatching. A master craftsman at the pinnacle of his artistry.

JPV852

JPV852

8 /10

Parts of this were pretty slow but the mystery elements were good and I liked the leads even though their romance was really forced and unnecessary (I know those scenes were removed in the Export Version, along with some of the gore). Dario Argento's visuals were on display once more with some great close-up shots and the gore effects were wonderfully gnarly. Not great but still found it entertaining. 3.75/5

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