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SEI DONNE PER L'ASSASSINO (AKA 6 DONNE PER L'ASSASSINO)

Sei donne per l'assassino

1964 DE HMDB
marzo 14, 1964

Nel parco dell'atelier Christian, Isabelle, una bellissima modella, viene strangolata da un assassino mascherato. L'ispettore Silvestri, incaricato delle indagini, presto si accorge di quanto sia avvelenato il clima nella casa di moda. Scopre che Isabella era amante di un antiquario, e che a aveva scritto un diario compromettente per tutti gli impiegati dell'atelier. Nicole, amica della morta, ha nascosto il diario, ma l'assassino la uccide. Altri delitti raccapriccianti si susseguono.

Registi

Cast

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Troupe

Produzione: Alfredo Mirabile (Producer)Massimo Patrizi (Producer)Georges C. Stilly (Executive Producer)
Sceneggiatura: Giuseppe Barilla (Writer)Mario Bava (Writer)Marcello Fondato (Story)
Musica: Carlo Rustichelli (Original Music Composer)
Fotografia: Ubaldo Terzano (Director of Photography)

RECENSIONI (1)

Marco Castellini

Alcuni efferati omicidi sconvolgono modelli e stilisti di un prestigioso atelier di moda. Vengono uccise sei donne, una dopo l’altra, e tutte in modi atroci. Mentre l’ispettore Silvestri indaga viene rinvenuto il diario di una delle ragazze uccise che sembra contenere delle rivelazioni molto compromettenti. Qual è il filo che lega tutti gli omicidi? Oltre al grande merito di aver inaugurato il filone gotico italiano con “La Maschera Del Demonio”, Mario Bava ha anche il non minor pregio di aver diretto questo “Sei Donne per l’Assassino” che è considerato il primo giallo in chiave orrorifica della cinematografia italiana. Con questa pellicola Bava per la prima volta mette in primo piano la figura dell’assassino: un’inquietante personaggio nero vestito, diabolico, onnipresente ma senza volto, che massacra e terrorizza le sue vittime (tutte donne) nei modi più atroci. Queste vengono strangolate, sfregiate con un guanto irto di punte (che anticipa gli artigli del Freddy Krueger di “Nightmare”), affogate, spinte con il volto sopra una stufa incandescente (anticipando, in questo caso, uno dei più celebri omicidi di “Profondo Rosso”). Il regista insiste sull'atrocità dei delitti: il sonoro durante gli assalti dell'assassino è al massimo ed il "repertorio" di efferatezze messo in scena assolutamente impressionante. Un film carico di suspense che evidenzia fin dai titoli di testa – in cui gli attori vengono presentati come fossero manichini - che tutti i personaggi protagonisti della storia altro non sono che pedine di un macabro gioco, di cui non si può intuire nulla fino alla resa dei conti finale. Per molti aspetti “Sei Donne per l’Assassino” rimane tuttora un’opera insuperata nel suo genere ed è senza ombra di dubbio un film che non può non essere visto da tutti gli appassionati. Curiosità: in originale il film doveva intitolarsi “L’Atelier della Morte” ma prima di distribuirlo la produzione decise di cambiarlo con il più accattivante “Sei Donne per l’Assassino”. L’effetto sonoro per la sequenza in cui viene bruciato il volto della povera modella venne reso da Bava utilizzando il rumore di una fettina di carne alla piastra.

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RECENSIONI DALLA COMMUNITY (1)

CinemaSerf

CinemaSerf

7 /10

When the glamorous model "Isabella" is found murdered, "Insp. Silvestri" (Thomas Reiner) is drafted in to investigate. Pretty quickly he discovers, as do we, that she kept a diary and it now becomes distinctly dangerous for anyone who has handled this book as the masked killer seems hell bent on retrieving it. There are suspects a-plenty for the killings, and an intriguing sub-lot between a penniless Marquis (Franco Ressel) being blackmailed for an alibi by the boyfriend of one of the deceased, makes the main plot a little more puzzling too. It packs quite a lot into ninety minutes and the story is peppered with red herrings but not in an Agatha Christie fashion. They are more plausible, the characterisations malevolent, duplicitous and back-stabbing and for much of this, we really have no idea who is committing these heinous crimes, nor why. The score is left in the reliable hands of Carlo Rustichelli and though the dialogue isn't that bad, it is this that works well to create a sense of menace - and mischief, as the investigation reaches it's denouement. Tangentially, it takes a swipe or two at the rather insincere worlds of modelling and fashion in general, and is easily as good as the best horror thrillers to emanate from Hammer. Despite the whole thing having something of an episode of "Columbo" to it, it's still worth a watch.

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